La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

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Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

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Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

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AVANZGUARDIA! svizzera italiana alla pisana di fede romanista

DEDICO QUESTO POST A MIA NIPOTE PETRA: AIUTANTE SVIZZERA ITALIANA DI 24 ORE E SPICCI.

Visto che prima o poi dovrete darglielo, il troiaio,  che non sia  un premio, tipo famiglia americana
“Evviva Marion stasera c’è la serata COLAZIONE PER CENA”.
“Sì caro, dice Marion pregustando il mattinee con Fonzie. Lo sapevate che Fonzie si scopava Marion Cunnilinguscome.
VERO?
Non ho nulla contro gli Americani.
Non è vero.
Mi piacciono lady Day, Buddy Holly,Lou Reed, Skip James, Little Richard, e Frank, non c’è bisogno del cognome come Elvis, Sinatra.e sua figlia Nancy, e Tony Soprano anche se non esiste: un’accozzaglia di negri italiani e spazzatura bianca di varia provenienza. Mi piacciono i criminali, come John Dillinger, che aveva il cazzo così grande (30 per 18) che quando lo beccarono gli tagliarono il pene e lo misero in un barattolo.
Ho un’ipotesi assolutamente arbitraria in proposito.
La versione psicoporno di A spasso con Daisy.
Una vecchia quanto ricca vedova del sud rimpiange i tempi duri, è il caso di dirlo, nei quali le signore bene pagavano dazi talmente alti per i dildo provenienti da Paris (France) che preferivano farsi servire dai negri delle piantagioni, e pazienza quell’odore di cinghiale che non spariva nemmeno a coprirli di bacche di ginepro.
D’altronde anche i loro mariti puzzavano di piedi in cancrena.
Se venivano scoperte o si stancavano del gingillo bastava dire al signor Macbecco che erano state violentate.
Un bel linciaggio e via.
Paris, france, ovvio.
CI voleva tutta la verve camp approssimativa di Wim Liquido per nominare Merdopoli in un film. Coglione di un crucco, credete di aver pagato abbastanza ma io e mio figlio stiamo per unirci alle tribù di israele per chiudere con voi, unni di merda.
“Grazie George siete stati così coraggiosi!”
Cinquanta incappucciati coi cani da caccia contro un cazzo di Mandingo legato mani e piedi non lo chiamerei coraggio, pensava Gìorgie Macbecco.
Tuttavia tiene l’informazione per sé e ne approfitta per far valere i suoi diritti coniugali. -Sai cara…
-Dimmi, mio eroe!
-Hai un problema alla tua cosina, perdindirindina; mi sembra di scoparmi la cavalla che mi accompagnava in guerra fino a quando non fui costretto ad arrostirla per non tirare le cuoia.
La signora era allagata e slargata pensando al suo scimmione appeso a un albero, che mentre scalciava si cacava addosso e schizzava seme bollente a cinque metri di distanza, lappato da cani e procioni.
-Ora, in virtu’ di ciò che hai passato, ti offro una scelta, e capirai moglie., che si tratta di un eccezione, a letto comanda l’uomo!
-Non vedo uomini in questo letto- pemsava lei senza guardarlo in faccia per ridere.
– O Andiamo a prendere un po’ di segatura che teniamo giù per la merda dei cani e il vomito degli ospiti, in modo di creare un po’ di attrito.
-Oppure… sussurrò maliziosamente la Signora porgendo le terga al suo consorte.
-Oppure mi concederai il buco stretto, la stella nera, come lo chiamano le puttane di Atlanta! E così fecero, anche se Macbecco trovo’ l’entrata posteriore della moglie fin troppo agevole rispetto a quella della papera Tania.
50 e rotti anni dopo la stessa signora, incartapecorita e decrepita, ordinò il furto del membro virile di Dillinger, sperando che la permanenza in ambiente liquido facesse spuntar le branchie all’uccello per portarselo in piscina.
Torniamo alla ricetta.
I vostri figli vogliono mangiare la svizzera alla moda dei Fast Food, e voi dategliela, che sembri merda ma sia oro.
Il taglio: anteriore.
Sarete voi o il macellaio a raggiungere le proporzioni ottimali tra grasso e magro, fottetevene del filetto di spalla. Spendete al più undici euro al chilo. Per voi consiglio uno o due pezzi, conditi e pressati a mano, con olio sale pepe e le erbette che preferite. (io adopro nepitella erba cipollina e maggiorata, ma poche).
Le vostre svizzere saranno al piatto accompagnate da patatine fritte nello strutto.
invece i bimbi vorranno il pane americano e voi dateglielo (al discount otto pezzi un euro) tanto è merda.
Voi le mangerete al piatto con pane toscano strusciato nell’intingolo della gratella. Se volete farli al barbecue, e non siete in grado, lasciate perdere. Andate al Burgher Kingo; meglio un gustoso pezzo di merda che quei dischi carbonizzati.
Io aggiungo insalata da condire con vinaigrette.
Ai bimbi pesate cento grammi di carne già condita e, come la vostra, visto che è buona e non piena di colibatteri, cuocetela poco in gratella o in quelle padelle del cazzo fatte di pietra impiallicciata.
Per i bimbi avrete ritagliato i panini americani precedentemente passati al grill.
Poi darete un giro di maionese sulla base e aggiungete una fetta di pomodoropisanello,e mettete la carne eventualmente guarnita di una fetta di edamer, groviera, o provola affumicata a struggere il tempo necessario.
Dopo la ciccia un altro giro di maionese, insalata valeriana, e l’altra fetta, guarnita di ketchup e senape di digione mescolata con maionese Coop.
E i puristi vadano a mangiare grossi tocchi di escrementi di struzzo cotti a piacere.
Ammesso che voi siate in quattro, e facendo conto che gli adulti si sbafino trecento grammi di svizzera a testa ( per me era troppa) spenderete 9 euro di carne, un euro di pane di merda americano, un euro di pane bono, un euro di strutto, un euro di insalata , cinquanta cent di pomodori BONI, e due euro di salse che resteranno con voi per sempre.
Sono tre euro e 15 centesimi a testa.
Aggiungiamo bibite gassate e birra, sempre al supermercato? 3, 5 a testa per una svizzera di carne toscana al piatto o nel pane.
Al costo di un merdoso happymeal, che abitua i vostri figli a subire la petulante omosessualità del grande puffo, ecco una cibo buono sano e se vi va, quasi crudo, perché la ciccia toscana non è piena di merda e ormoni e antibiotici: è piena di ciccia.

Lzie mmmmmmmmmmerde

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Darwin Awards I

DIsclaimer:

Il Casalingo Moderno è in grado di fare il giornalista.
Per fortuna non lo è diventato.
Quando aveva tutti i pezzi pronti per l’ordine lo presero nella ditta dove credeva di marcire a vita, invece dopo tre e anni e due figlioli la ditta era fallita.
E i pezzi per entrare nella Casta scadono.
Meno siamo più lavoriamo.
Per fortuna.
Comunque niente giornalista.
Niente cronaca calcio a cinque del Tirreno.
Niente giudiziaria di Caprona.
Niente approfondimenti  dal comune di Cascina da Punto Radio (il cui direttore è forse l’unico che mi ha aiutato. Infatti non l’ho ringraziato.)
Il pezzo che segue consideratelo come volete, un delirio, una stronzata, un prologo, ma certo non è giornalismo.
Come a “trova l’intruso” ho messo alcune verità, voci di corridoio, cose cognite, sulla psichiatria di Pisa.
Ma nessuno si può offendere dato che sono immerse in mezzo a bugie bugie bugie.
E poi chissà magari nel seguito la psichiatria salva il mondo.
E so anche che sta roba è pesa, fuori tema, e troppo lunga. Ho già pronte due ricette, poi c’è il lavoro di Mrs.Potato… arrivano.
Ma qui nessuno fa finta che le cose vadano bene. Non va niente bene.
Io sto perdendo tutto.
I soldi, va bene.
La famiglia, uhm.
La ragione?
O do la colpa a Dio Maiale oppure me la prendo io.
Altri inquietanti scenari.
C’è qualcuno che parla col Casalingo?
E’ un semplice idiota o c’è della grandezza nella sua perdizione continua?
di sé e di soldi..

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Intanto…

Darwin Awards  I parte

parecchio v.m.18 anni

-Lo sai che morirai a cazzo, una di quelle morti che fanno ridere la gente sul giornale?
-Sarei capace di soffocare con una Polo.
-Soffocare con una Wolksvagen?
-La caramella alla menta, testina.
-Caramelle alla mente col buco, come cazzo fai a soffocare?
-Appunto, è proprio questo il punto- avrebbe detto il C.M. durante un testa testa di cocaina.
Quando ti sembra di mettere una serie di punti fermi su altrettante questioni fondamentali della vita. rivettate con cura come piastre d’acciaio sulle ali di caccia bombardieri.
Ma il giorno successivo scopri che le ali d’acciaio sono falene morte, falene con quei colli di pelliccia fuori moda, ramazzate da una vecchia in una cassettina di Moplen rosso per mezzo di un’incongrua scopa di saggina, sotto il lume della della piazza del paese di fronte alle panchine e al filare di ippocastani.
Invece di dire stronzate, tipo:
-appunto, è questo il punto-
il C.M. avrebbe continuato a parlare della sua morte con qualcuno che lo ascoltava come un guru raccontando le sue fisse esistenziali.
Contemporaneamente.
-E’ questo il punto.Chiaro?
_No.
-Nessuno nel mondo è morto soffocato dalle Polo invece a me mi farebbe venire delle rare, belle a vedersi, mortali, bolle di sapone di bava.
Oppure, mi parte uno scaracchio, .che faccia pillone indissolubile colla caramella. Raro, brutto a vedersi, altrettanto letale.
-E tiri ir carzino.
-No. Se un ti dispiace tiro i moccoli.
-Non puoi, stai morendo soffocato, difficile mimare un moccolo mentre si stianta.
E’ noto che la morte è uno spettacolo.
Ma questo, nel suo genere, è tra i meno cruenti.
Non come vedere un uomo dissanguare al freddo progressivo che pare emanare dallo sguardo del sicario.
I vecchi siedono sulla panchine.
Si accontentano della violenza ripetitiva dalle parti della grande lampada in piazza.
Sopra mutandoni striati di urina indelebile, vestono abiti tagliati in Venezuela decenni prima.
Osservano gli insetti impellicciati.
Cercano la chiave della loro danza attorno al filamento di tungsteno incandescente.
Col buio, arrivano i pipistrelli.
I vecchi lo sanno.
Il pipistrello fa bene poche cose nella sua vita, ma mangia falene del cazzo come non ci fosse un domani.
Tuttavia i più crudeli, o i più annoiati, sperano che vadano a rompersi il grugno sul palo dell’Enel mentre volano come il Nando ubriaco.
-Nando, varda là, sei te ciucco preciso!
-Filotto, senti mo’, hai demolito la minchia, ait capeit?
Cinquant’anni fa ero il più brutto del paese, ma ora anche te zai i peli nell’orecchi! E sembri una crosta di pecorino lassiata ai sorci! Aalura fami guarder sti pistrilli e nun rompere le bale, mia piò. E ciai sempre due Fernet da offrire, ti ricordo…
Gli altri tengono per  i mammiferi, come fosse la Nazionale.
Come se qualcosa li unisse a quelle bestie cieche col naso da porco, perché le femmine possiedono mammelle per nutrire i piccoli.
Il Casalingo odia quelle serate.
Non quelle a guardare i pasti dei pipistrilli, alle quali, per altro, non partecipa dai tempi delle felpe Best Company annodate al collo e il jukebox con Albachiara consumata. Lato B Colpa D’Alfredo. Anche quello molto apprezzato per via della frase “se n’è andata a casa con il negro la troia” cantata dai ragazzi in strani cori disgiunti, col braccio destro alzato, facendo ognuno i cazzi suoi, come un frammento di  rituale importante, pezzi della messa che non si possono saltare anche se stai pensando alle mutande nel culo della mamma della tua compagna di catechismo e a come toccarla quando vi scambierete un segno di pace.
Il Casalingo odia le notti di cocaina, specie quelle indette in nome dell’amicizia, anche se non ha niente contro la droga.
Uno dice  “morale della favola” l’altro cerca un doblone con la faccia del Papa.
l C.M.potrebbe giungere da un dialogo interiore, che i detective della polizia psichica considerano segno di pazzia.

Specie se espresso a voce alta.
Eppoi, proprio uno degli ultimi a non portare il tatuaggio antidroga sotto l’orecchio destro.
Deve essere lui che riempie i fiumi di tutto il mondo di metaboliti di sostanze illegali, contemporaneamente.
Come minimo ha un problemino urinario.
Durante gli anni dieci, la Psi.Pol.Lo (esatto, si legge proprio psipollo, che manica di idioti si bevono le nostre tasse,si fa per dire, io fatturo ai minimi) ha assunto compiti di controllo sociale diretto.
(Questa proiezione è ambientata tra una decina d’anni, sicché mi immagino felice a frodare il fisco. In realtà pago più del dovuto. E mi odio per questo.)
Come predetto nel XX secolo da studiosi del potere tipo M. Foucault, ora venerati da sette scismatiche segnate al loro interno da fazioni sanguinose e bizantine.
La Psipollo, facciamo conto che ti abbia preso e dato un paio di schiaffi tanto per gradire, ti ammanetta in una Gran Torino Psichica tutta imbottita, e bianca.
Poi ti attacca a un congegno in grado di capire sei tuoi dialoghi interiori siano misure retoriche adottate per chiarire i tuoi pensieri, oppure la manifestazione dell’ennesimo caso di schizofrenia virale, predetta dallo scrittore P.K.Dick.
Dick aveva semplificato la vita a i suoi futuri studiosi elaborando una religione di se stesso (parecchio complessa non si può avere tutto) quando era ancora in vita.
Il culto si fondava sulla visione di un raggio rosa e un testo sacro chiamato ESEGESI DI PHILIPH KINDRED DICK:un malloppone di oltre ventimila pagine manoscritte la cui disputa sulla corretta interpretazione  aveva causato oltre settemila morti in cinque anni.
Fanno quasi un morto ogni tre pagine.
Perché era successo tutto ciò?
Né Foucault né Dick lo avevano detto chiaramente.
Nelle sale relax degli psicopoliziotti, dai tavoli ingombri di campioni di Cialis sublinguale e posaceneri ricolmi: lì qualcuno racconta la verità dei cinici, parlando con la bocca piena di budino di riso.
-Hai presente quanto pijia un diriggente medico, colla laurea presa a Tiblisi? Ce danno a màchina, i farmaci repressivi-rieducativi, la pistola a pallettoni de Torazina, e il Taser regolato al massimo… semo de meno, ma famo quello che ce pare.- butta giù il boccone con un sorso di Redbull Verde (a base di dexedrina), fissa il cielo bianco oltre la finestra poi pare riscuotersi.
-Aho! So’ 15 mensilità, più le indennità de missione e ce chiamano pure Dottore dar salumiere…
L’interrogatorio segue i nove passi delle F.B.I. di Inbau, Reid e Buckley, invece della vecchia, pallosissima, anamnesi.
I nove passi all’italiana, li chiamano ai congressi, dandosi di gomito.
Gli Psy passano attraverso fasi precise nel rapporto con il sospetto: dall’ostilità umiliante, alla solidarietà comprensiva.
Il primo rapporto nazionale, coordinato da un luminare in pensione, mostra statistiche talmente erette che più di un dirigente politico del ministero della Giusta Sanità, si era masturbato sulla stampata dei dati per poi spedirli in busta chiusa a membri dell’opposizione o giornalisti.
Ciascuno pensava di aver avuto un colpo di genio.
Invece anni dopo una studentessa, durante le ricerche per una tesi da discutere al poco rinomato centro di Cultural Studies di Terni, raccolse 43 reperti presso procure, archivi privati e case d’asta online, solo tra quelli giunti tra le sue mani.
La studentessa avrebbe scoperto e identificato 35 autori delle missive grazie ai test genetici in vendita per un euro alla Coop di Terni negli anni suoi, e intitolato il suo lavoro 
Sperma Di Gloria avrebbe deciso di.
Ma questa è un’altra storia, e dovremo raccontarla altrove.
E’ un compagnuccio tuo che vedi solo te! Dillo allo psichiatruccio tuo…
La seduta di Consulto con Valore Legale procede un po’ moscia.
L’Epidemia aveva favorito lo stanziamento dei fondi necessari.
Chi chiedeva conto dei soldi era un disfattista di merda.
Quelli dei movimenti antipsichiatrici sostenevano di poter provare la correlazione diretta tra alcuni farmaci e il morbo.
Ma l’unica correlazione certa è che su di loro quei farmaci non avevano funzionato.
-Allora te la prendi con la psichiatria?-continua la voce.
-A San Patrignano ti insegnano a odiare i pusher…
Il termine “schizofrenico”, coniato da 
Blauler nel 1908, è ora in disgrazia in favore di lemmi meno aggressivi tipo:
Schizzato, Pazzo Pericoloso A Questo Ye Damo Un Po’ De Scosse, Eppoi ye Tajiamo Un Po’ De Coccia E Una Palla, Giovan Battista Cassano , m’o diceva se
npre.
Cenni Biografici estratti da Wikipsyco:
“Meno intelligente del giocatore Barese analfabeta Antonio, J&B Cassano è stato protagonista di una fulminante carriera psichiatrica (buona questa) al culmine nella prima metà degli anni novanta(grazie all’interesse mediatico indotto di riflesso da personaggi del mondo dello spettacolo in cura da lui e alla spinta di fratelli massoni come Maurizio Costanzo. “Ha trasformato la malattia mentale in moda da esibire.” sostiene Owen Wilson, celebre attore che ha svolto il percorso inverso per diventare psichiatra.
Ha convinto Vittorio Gassmann (con cinque europallet di Prozac) che era sempre stato un grande attore drammatico.
La famiglia di V.G.pagò visite, cure,  messa in scena, riprese televisive e figuranti in deliquio di un Pinocchio con un Mattatore dalle giunture parecchio scricchiolanti e sicché almeno in questo credibile.
Solo in questo.
Poi è arrivata,  degente volontaria:
Sandra Mondaini, Depressa ovviamente.(Prima tutti depressi ora tutti bipolari).
L’attrice uscì dopo un mese rimessa a nuovo, pronta a dichiarare ai rotocalchi e a Vincenzo Mollica che le nuove pillole erano in grado di curare la depressione e la sindrome bipolare come un raffreddore.
-Dopo un bese qui dentro, col professor Cassado mi sono liberata finalmente del mio alter ego! Quella tizia colle rughe nascoste da enormi occhiali da vista e biscottata di lampade abbronzanti: finalmente sono libera di vivere la mia identità, per la gioia di tutti i bimbi, eh?
-Un caloroso abbraccio di bentornata a Sandra Mondaini!- azzardò Gianfranco Agus in diretta da Verissimo accennando un ringhio alla clacque di comparsate Rai incazzate, perché, ‘sticazzi so’ e tre e i cestini nun l’avemo ancora visti…
Sandra Mondaini un cazzo!- disse la donna gelando gli astanti in una rara giornata di vero freddo invernale a Pisa.
Io sodo Sbirulido, don lo vede il naso, cià che Daso! CIAO BIBBI!
Nella spaccata impeccabile che eseguì nell’attimo che seguì, la temeraria showgirl si spaccò tutta.
Impeccabilmente.
Venne raccolta da un’ambulanza diretta in ortopedia, ma, come si affretto’ a dichiarare l’Ufficio Stampa dell’Ospedale, la paziente era perfettamente guarita sotto il profilo psichiatrico,
Il Professor Cassano, decise di andare in pensione presto, esclusi certi consulti privati in clinica e i corsi sponsorizzati in tutto il mondo dalle case farmaceutiche.
-Largo ai giovani- dichiarò da costanzo ad una platea di ottuagenari.
Non prima di aver rilanciato l’elettroshock come rimedio ingiustamente messo da parte dai comunisti infiltrati persino in una disciplina d’ordine come la psichiatria.
Si curò, nel solco di una gloriosa tradizione, di manipolare i concorsi affinché la sua ex cercatrice di puntine e graffette sotto tavoli Levinskiani, Liliana Dell’Osso prendesse il potere ignaro del regno del terrore a base di unghie lunghe gonne corte e ricettario allegro che la sua pupilla avrebbe instaurato…
Cassano aveva pensato, dicono le fonti più vicine al professore emerito, ad una specie di diarchia occulta dove lui, principio solare fallico inseminante, avrebbe guidato le giovani generazioni mentre la Dell’Osso…
Mentre pensava a cosa a farle fare gli venne un languorino, e la fece chiamare con un urgenza.
-Dica Professore- lei neanche si toglie gli occhiali.
-Ah, come sei deferente, stamattina Lily. E’ che non trovo l’evidenziatore…
-E secondo te io ti cercato l’evidenziatore per vent’anni in nome della scienza? Sono al potere vecchia merda. C’è n’é una scatola piena nel secondo cassetto, di evidenziatori, e di kleenex nel primo. A proposito- mentre la titolare di cattedra parlava, Cassano faceva finta di cercare davvero gli evidenziatori, come se avesse mai evidenziato, scritto, o corretto qualcosa in vita sua…-a proposito, questa stanza è troppo grande per rendere omaggio ad un pensionato. La psichiatria non ha memoria, odia la memoria, l’hai insegnato tu a me.
Perciò ti ho assegnato uno spazio adeguato nel padiglione agitati.
-Mdfdvg? vocalizzo’ Cassano.
-Sì- rispose Liliana a caso prima di sbattere la porta
– E’pieno di evidenziatori…
Nascevano le Dell’Osso Girl (voce di Wikipsyco)
Spregiudicate, Disinibite (grazie alle perniciosa mescolanza tra pasticche ed Apple Martini), stupide come barattoli di acquaragia, le Girls taccheggiano, coi tacchi, senza rubare, per le corsie prescrivendo qualunque cosa trovino scritto sui Post-It pubblicitari lasciati dai rappresentanti in BMW.
La Celebre Scuola Psichiatrica di Pisa, vincente nel mondo intero, si fonda sulla cancellazione sistematica di ogni caratteristica individuale del Paziente, non per niente il termine è mutato nell’ulltima edizione Zingarelli in pazziente.
-Come va?- chiede al pazziente una specializzanda rossa mentre si annoda una matita blu come gli occhi suoi, tra i capelli profumati.
-Mah, ultimamente…
-Ci casca sempre, signor Mallegni eh!-
La mezza dottoressa elargisce una mezza risata in arrivo dal paradiso Preraffaelita, poi i suoi occhi  prendono a scintillare.
-C’IMPORTA UNA SEGA A NOI DI SAPE’ I CAZZI SUA!
Il gesto internazionale a indicare la manipolazione del membro virile tradisce lontane origini Livornesi.
-Il vecchietto era rimasto colla bocca aperta sulle gengive lucide.
-LO VEDE ‘SA C’E’ SCRITTO…- continua la rossa ammiccando con la lingua, e non chiedetemi come faccia.
SIAMO QUI PER PRESCRIVERE TERAPIE NON PER ASCOLTARE!
Non va bene la pillola?
E’ chiaro: gliel’ho segnata a cazzo!Come dici tu? Nooooooo! A CAZZO!
E intendo dire che ho usato la fava del mio ragazzo per certe pratiche divinatorie.
C’era da chiama’ un dottore, se c’è qui eh, dovrei senti.
Ah.Ahm.Ahahahah.
Svelto provi quest’altra pasiglia rosa e blu quest’altra volta le faccio vedè un capezzolo…
-Armeno, un po’ di materiale di ciccia da seghe!
La dottoressa era già sull’uscio quando si girò di nuovo.
-Oh Mallegni! N’ho detto UN CAPEZZOLO, mia IR MIO!
Ahahahahahh!
Lo psycodetective in servizio giudica il comportamento della ragazza eccessivo persino per quei luoghi e, con un ordine silenzioso la fa portare via.
Poco distante dalla rossa, in una stanza imbottita, legato con manette imbottite, il Casalingo affronta l’ennesimo interrogatorio.
E’ sempre più dura.
Cioè. più duro.
Come volete.
L’ottavo passo, adattato dall’FBI alla Psypo consiste, per il momento, in una dottoressa bionda dai capelli legati e l’aspetto severo.
La dottoressa chiama l’infermiera con malagrazia.
-Ponchielli? Si sbrighi un po’!
Ponchielli arriva, solleva appena la divisa e rivela un collant virginale.
La dottoressa lo squarcia con un bisturi sterile quasi senza guardare, e la lama affonda nella vagina color ferrari, carnosa, piena di anfratti umbratili, dell’infermiera.
Ponchielli è così bagnata che il bisturi non lede pelle e mucose, ma rimane impregnato di umori densi e cristallini dall’odore dolciastro.
La dottoressa si avvicina al Casalingo.
Le basta girare il bisturi perché un grumo di succo vaginale infermieristico coli sul viso del paziente, che allunga la lingua, maledicendosi per l’automatismo.E perché gli piace.
MA sputa senza farsi vedere, teme ci siano degli allucinogeni in quel dolcissimo succo di fica.
S
olo allora la dottoressa sorride.
-Allora ti piace Ponchielli.- dice facendo risuonare i tacchi in corrispondenza delle sillabe. Ha un broncio infantile.
-Dillo che ti piace lei e io no.
Dillo che questa non la vuoi assaggiare…
Nel frattempo Ponchielli ha slacciato i bottoni della gonna della psichiatra, lasciadola in stivali e slip neri di pizzo.
Dalle mutandine spuntano ciuffi biondi come lingue di fuoco dalle finestre da un palazzo in fiamme.
L’infermiera, in ginocchio, lecca qualche punto sensibile.
Nel silenzio della sala illuminata dai neon, il Casalingo sente il raspare della lingua sul pizzo nero, e vede rivoli di liquore profumato scendere lungo l’interno cosce fino a dentro gli stivali.
-Allora dillo-aggiunge la psichiatra:
-NON TI PIACCIO!
-NON TI PIACCIO!
-TI piacciono gli uomini brutto, fro, o, ocio!
FATE ENTRARE LA MACCHINA DAMIA, MIA, MIANI, O CAZZO PONCHIELLI; NON TI FERMARE CHE TI TAGLIO LA GOLA, brutta troia.
-No Dottoressa, sono solo la sua umile troia travestita da infermiera.
-Ah sì puttana?! io non vedo nessun travestimento.
-Vedo una troia nuda.
-Comandi dottorescia.
-Con la fica più pelosa del Trentino o dadove cazzo vieni te, zitta non me lo dire non mi frega un cazzo, troia. Ma non possiamo certo dire di non, ohcazzo, di non, co, no, scer, scer, cicicciicci…
Un inserviente deforme spinge un carrello fino all’uomo ammanettato, gli inserisce una cannula nel collo cercando di fargli più male possibile e se ne va,senza degnare su uno sguardo le due donne.
Dal pizzo nero della Dottoressa ora spunta anche un pezzo di carne rosa e turgida, impossibile stabilire con certezza per il Casalingo se si trattasse di una delle piccole labbra abnorme o di un clitoride veramente grosso, in piena erezione.
Contro la Pollipsia, il Casalingo si era preparato su antichi manuali scritti da veri medici per veri studenti, non da luminari corrotti dalle case farmaceutiche per l’edificazione di aspiranti corrotti armati di ricettario e psicomanette.
Ma non è pronto a questo.
La mora del Trentino sta umettando il buco del culo della dottoressa con lo stesso miele delle proprie labbra, e girava intorno, piano piano piano.
-E pensa che a ‘sto frocio non ghe piase.
Più l’infermiera perde la testa, più riacquista la sua lingua d’origine, chissà perché.
-Xe proprio un frocio co a mona al posto del casso dottoressa!
Questo, nonostante il cazzo del casalingo stia strappando i pantaloni, fuor di metafora.
Ma non si può muovere, e gli conviene non parlare.
E’ collegato alla macchina e ha una certa idea su cosa cosa gli stanno per fare.
Da un po’ si era accorto che il Lato Oscuro non risparmiava forze sul suo caso.
Perché, cazzo? Per uno stupido dialogo interiore? Evidentemente è così che comincia.
Sta per cominciare anche il suo esame, quello vero, con la Macchina Damiani.
E cazzo, devi stare attento, quell’aggeggio infernale legge il pensiero, almeno in parte.
Mentre il C.M. pensa a non pensare le due donne, avvinghiate, cadono sul pavimento, lanciandogli insulti.
Per lo più incomprensibili.
(fine prima parte)

)darwin

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