Communication Breakdown (Sterile fertility)

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Cari Fedeli.
Perché un padre miserabile dovrebbe occuparsi della politica, in un blog dedicato alla famiglia?
Io, Casalingo Moderno, contrario alla famiglia eppure  imprigionato dentro la gabbia che mi sono costruito. Io che amo i miei secondini.
E’ vero.
Dovrei scrivere le ultime dieci puntate di questa serie. Parlare di Salvia Pepolino Nepitella e Tropea. Così magari mi richiama Barbara D’Urso a fare il caso umano, e stavolta ci vado, e le sbatto la fava sulla guance ben rasate.
Taglia. Taglia.
Tanto niente diminuirà la mia ammirazione per il pelo pubico della D’Urso, esposto su Playboy del 1979. Una boffona alta venticinque centimetri. Ci poteva inculare la gente con quei peli.
Ora scommetto che ha la fica moicana, o, temo, rasata.
Oltre alla calza sulla sua camera manco Jessica Fletcher,
Ciò non implica che non mi scoperei Barbarella, oddio, dal vivo potrebbe essere pericoloso. Forse mi perderei per sette anni, accampato sul collo dell’utero, sparando inascoltati e inguardati razzi di segnalazione mentre…
Divago. Taglia.
Tuttavia, nel divagare dai miei cazzi strettissimi, non scantono manco troppo  dicendo  quello che nessuno vi  dice sulle politiche della famiglia e sulle recenti polemicucce mal poste. Famiglia. Tormento certo, ma pure il metallo fuso nel quale ho forgiato i miei gioielli.
Per i cretini: i miei figli. Insomma, ho diritto di penna.
Parliamo di figli? Cazzi da cagare.
Ma i cazzi, quelli veri, amarissimi, riguardano il dibattito pubblico più superficiale che si sia sentito a memoria d’urso.
Si capisce che siamo un popolo di merda perché guardiamo il dito e non la luna.  In aggiunta al Foco del destino, tutto basta che ci pensi un altro alla nazination. Ma sì, il menomato figlio segreto di bruno vespa che governa in diarchia con COLEI CHE GLI HA FATTO SAGGIARE LA TOPA. La moglie non conta.
Attualità.Da poco, è stata massacrata e licenziata la Responsabile Comunicazione del Ministero dell’Insanità. Voglio dire, poverina, lontana dal  genio come Malgioglio dalla cicciabaffa.. Però.
Leggete Babbo qui, che vi racconta i veri problemi…
Hai messo sul lato cattivo dell’opuscolo dei NEGRI,MINESTRA LORENZIN!
E’ questo il problema?
O è il fatto in sé che grida vendetta a dio, che però non può esistere altrimenti mi avrebbe fulminato l’altroieri. Altra storia. Taglia.
Comportamenti Giusti e Sbagliati? Per far circolare i girini?
Vi posso garantire che ho creato i miei figli seguendo pessime abitudini .
Altro che canne di neri rastoni. Nel mio mondo l’erba si da ai conigli ed io considero droghe solo le seguenti:
Alcol, Eroina, Cocaina.
Droghe pesanti.
Ho fatto due figli.
Nel senso. Una botta, un figlio. Una sveltina, il successivo.
Conosco gente che si mette la crema idratante dopo essersi fatto una sega, eppure non genera.
Ma.
MA.
Comportamenti poco fertilmente corretti.
E figuriamoci se mangiavo i broccoli! Avrei a quest’ora più figli di un’aringa.
NEL MERITO.
Razze, Italia, Fertilità?
Il pianeta terra sta per emettere un gigantesco peto e cancellarci dalla terra.
Chi pensa all’Uomo come essere senziente capace di distruggere il pianeta si sbaglia. Sarà il pianeta a liberarsi di noi, perché siamo troppi, dannosi, parassitari, ingordi, e pateticamente sottoevoluti rispetto ai ratti, agli scarafaggi e ai sottaceti. E si pensa alla fertilità?
Lasciando l’ottuso vitacentrismo, inoltre, pensiamo all’eleganza della chimica organica, alle molecole di idrocarburi, alla meravigliosa complessa fisica a ingranaggi nucleari dell’universo, alla  meccanica infallibile e minerale delle cosmo.
Riflettete:
Siamo sette miliardi e rotti.
Parecchi rotti.
E tu vai, Ministra dei miei coglioni, vai a promuovere una campagna di salvaguardia riproduttiva?
Lorenzin!
I negri scopano e figliano. Come tutti tranne NOI.
NOI Ariani. DUNQUE: STICAZZI!
Altro che errori di comunicazione!

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Parliamo di BIOFASCISMO. Che non c’entra coi negri, ma è l’imposizione di una sorta di etica del corpo contro il diritto inalienabile di fottersi la vita con il cazzo che mi pare, droga, lavoro, e persino figli.
Inoltre,  aspettiamo il virus, o la guerra che ci riporti a due miliardi, e il GOVERNO ITALIANO pensa a fecondazioni ritardatarie? Fertilità non solo inutile, ma persino etnocentrica.
Ma stai zitta, ministra.
IO, dovrei vergognarmi per aver cagato due figli. MA due noi, due loro, uguale zero.E SE ARRIVANO GLI ZOMBI HO UN PIANO. QUANDO ARRIVANO, CIOE’.
Rivendico inoltre il diritto di creare vita, contro tutto e tutti. Contro il mondo che qualcuno ha distrutto al posto mio e  contro le mie stesse convinzioni.
Non mi vergogno, anche dovendo. Ma non cago il cazzo all’universo vario di chi i figli non li fa.
Non faccio del mio privatissimo atto d’amore sconsiderato una bandiera da agitare contro i disertori del vienimi dentro amore.
Accerchiato da fasciomammine di merda che guardano come cancri senza scopo chi non si riproduce, rivendico il diritto di fare la stessa cosa in modo e per ragioni diverse. Rivendico la mia consapevolezza che non basta certo avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio. Grazie Vasco, per la sintesi.
Passiamo ora al Nazismo vero e proprio.
E questo riguarda i negri, non l’opuscolo, purtroppo.
Cosa cazzo vuoi, Ministerica, promuovere il recupero della razza bianca sui negri, ispanici etc.?
Le razze non esistono. Vuoi promuovere la fertilità delle fighe di legno bianche. L’opuscolo non è stato un inciampo, ma la goffa traduzione dell’unico senso possibile di questa iniziativa che puzza di merda come il regionale Pisa Milano delle sei e dieci.
Per salvare l’Italia, dici?
Uno. L’Italia la salvi preservando una continuità culturale, educando al bello i cittadini, vietando masterchef e fucilando Renzi. Non necessariamente in quest’ordine di priorità.
Una costosa campagna per ricordare che l’orologio biologico fa tic tac a gente che lo sa meglio di te, e lo lascia correre per motivi molto validi e concreti.
Aggiungiamo pure che noialtri c.d. Italiani Ariani non abbiamo più nulla da dire. Siamo sciolti dentro. E invece, e qui arriviamo al punto Due (2) tu vuoi salvare i bianchi non l’Italia.
Sono, siamo, gli unici che sottocresciamo insieme ai cinesi. Nuovi Padroni, gente, questi non cianno mai invaso!.
I nuovi Italiani invece, almeno per ora, hanno fame, storie, avventure, cazzi lunghi. A loro il dubbio onore di raccogliere l’italianità che trovano e farla diventare quel che cazzo vogliono, come sempre è successo da che esiste sto porto de lago a forma di stivale ortopedico e carta moschicida per invasori o e stupratori di massa. Ma anche per gli arabi illuminati , i greci, i normanni, i cartaginesi, i pisani. Consistendo le due cose in una sostanza.  Stupri e cultura, sangue e sapere. Mo che d’é sta novità?
Saranno loro, sono già loro, gli Italiani.

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Però non hanno diritto alla cittadinanza anche se nati qui.
Jus Sanguinis? Complimenti, nel duemila e sedici.
Eppure gli italiani colorati, indefessi pompano a sfondo le brande tritticanti, fanno godere o meno donne colorate o meno, ma cazzo,  fanno figli a catena. Sanno che si fanno figli per abitudine, per amore, per sfruttarli, per rovinargli la vita. Sanno pure che nessuno mai sarà pronto per questo. Tanto vale, badare a chiavare, pensano loro evitando menate tipo, sarò in grado signora mia? Tipica motosega mentale da psicanalizzati e immaturi e in andropausa incapaci di percepire il decadimento del loro stanco seme nonché il tramonto della propria civiltà. Certo, si sciuperanno anche loro, gli italnegri. Se i bianchi, sia chiaro, bianchi solo in apparenza (figli di Annibbbbbbbbale, come diceva Colui), vogliono riprodursi, facciano pure, ma non incoraggiateli. Non pressateli.
Non sono abbastanza qualunquista da tirare in ballo La Miniministra dello Sperma per questa merda di miseria che mi spacca il culo: la incolpo per la barbarie sanitaria che viviamo. La condanno per aver comunicato cose sbagliate, invece di creare condizioni giuste.
Altro che opuscolo.
Volete figli, fateli. Comprateli, rubbateli.
Non li volete. Meritate una medaglia per la vostra prescienza catastrofista, ma non ve la darò io. Per me pari siete. E sono cazzi vostri, in senso buono.
Le cose serie non possono essere riguardare la comunicazione.
Chi mette la comunicazione al primo posto, in una discussione, non ha idee e cerca un modo di ammannire supercazzole ai cittadini.
REVOLUTION!
CONTRO LA NAZIMINISTRA!
Fate figli per la patria! Niente canne e a letto presto. Per produrre morituri paffutelli, pucci pucci bau bau.
Perché la gente non fa figli? perché non può o non vuole.Perché la gente fa i figli a quarantanni? Perché, tra l’altro, se non arriva l’apocalisse prima, se non di guerra o malattie moriranno di fame. Vivranno in case di nonni invadenti che ricattano il mondo con la pensione che noi mai vedrem!
Tocca ai gialli dicevamo. Finito il tempo dell’estenuata, antica, sanguinaria, nazicomunista Europa di mmmerda. Per fortuna.
Abbiamo il diritto di figliare.
Non il dovere.
E Il ministero del non più garantito diritto alla salute universalistico e gratuito per tutti  (diritto costituzionale, almeno per ora) pensi a fornire servizi conformi a chi vuole avere figli e non riesce. Senza fare la lavagna dei buoni e cattivi. Senza mandarli in Spagna perché in Italia si può fare una sola inseminazione (non eterologa scherzi?) ogni sei mesi. Se hai quaranta cazzi di anni o più, sei mesi sono una vita per la tua fertilità, quindi le coppie vanno in Spagna spendendo, alberghi e viaggi ESCLUSI, diecimila euro a botta. E il problema rimane sul groppone dei miserabili ,come sempre,  colpevolizzati infine  a causa dei modi coi quali ammazzano giorni e notti bastarde infinite.
Lo stesso ministero di fottuti nazisti dovrebbe garantire la vaporizzazione, nei pubblici presidi sanitari, e sul posto via pubblica esecuzione, dei cosiddetti OBBIETTORI DI COSCIENZA, porco dio.
In modo che, come la legge garantisce, una donna possa abortire se vuole.
Ministero del Bionazisalutismo, Ministra delle Cazzate! Ascolta la mia invettiva! Ricevi la maledizione di un pericoloso sovversivo! Ostracizzato! Dietro alla lavagna da vent’anni! Lo stato campa con le accise di alcol e tabacco, e a me, bevitore e fumatore che mantiene queste merde, mi chiama SCEMO con il ventriloquo Frassica, protagonista di altra memorabile campagna colpevolizzante.
Andate affanculo.
Viva la libertà di sottrarsi alla vostra morte infinita, al vostro trasformarci in vegetali immortali incontinenti alle benzodiazepine.
Sceglierò io quando somministrarmi antidolorifici oppiacei endovena, non i vostri Dottori Pubblici Ufficiali, obbligati a denunciare i clandestini.
Tanto per chiarire definitivamente.
Non lottiamo per i figli ma per la libertà di disporre dei nostri corpi. Per la libertà di vivere e morire come ci garba e per la coscienza del nostro declino etnico che grazie a noi e queste iniziative appare sempre più inevitabile. Chiaro?
Ed ora un piccolo spazio retorico. Grazie. Di nulla. Ringraziatemi voi con comodo. E se volete più ricettine cambiate canale.

VIVA LA VITA! La regaliamo per amore o per sbaglio, la distruggiamo per miseria in un lento soffocare. La vita dei figli. La vita mia, moralista e dissoluta, ma non abbastanza da prendersi tutto.
VIVA LA MORTE! Riposo di noi autoterroristi, guerriglieri all’attacco di fegato e ricordi, che vinciamo sempre sul punto di arrenderci a una serena saggezza che sa tanto di rinuncia, ma che volete. Le mamme imbiancano. I babbi schiantano, i figli giudicano e rimpiangono, ne hanno il diritto. Rimpiangono  di non aver riflettuto quando il padre diceva, succo dei miei lombi, diceva, portami una birra e guardati sto tramonto. Vita e Morte, diceva, sono la stessa cosa. Ammesso che tu conosca la differenza, diceva, dopo una lunga sorsata di Tennent’s. Mio babbo era proprio un rincoglionito, pensava il figlio ormai vecchio pure lui,  scuotendo la testa. E con qualche ragione.

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P.S.
Continua… su sigarette, comunicazione, e libertà!
Usate droghe illegali!
Datele ai bambini!
Così da grandi quando vi daranno la colpa perché si fanno, beh, avranno ragione.

La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

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Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

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Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

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Le Ricette del mio Natale Pezzente. Buone sempre anche per l’introspezione (II)

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Il mio lungo mese natalizio.
E’ stato strano trovarsi accanto a una donna che ho disprezzato, odiato oltre che amato.
Dice: Nuova Fase.
No. Nuova merda in arrivo.
Salvia è confusa, in crisi, i bambini mi vogliono in casa e più ci stai peggio è. Lei mi da dello sguattero, mi caccia e poi mi richiama.
“Chi resta tanto non va più via, quindi te non ti muovi”.
Logica ferrea di Pepolino.
Certo, voi dovete ancora sapere tutto del recente passato.
Sapete che ho avuto una donna, questo sì. Ma non quando come e perché.
L’ho tradita in due modi alla fine
Salvia ha avuto un ruolo in questo, e ha attivamente cercato di allontanarmi da lei.
Operazione riuscita.
Quella notte sono morto. Poi le parole mi hanno rimesso insieme, e niente di rimette in forma come divorare i vermi che si nutrono di te.
Ci pensavo oggi.
Alla vicenda, non alla mia morte e resurrezione.
Pensavo questo.
Comunque sia io non mi libererò mai di questa donna.
Se me lo chiedesse la madre decente che non ho mai avuto, risponderei che non posso vivere senza comunicare con la madre dei miei figli.
Senza volerle bene.
Lo so che è una situazione frequente, ma io non riesco a credere che sia possibile non parlare con una persona che è stata così importante nella Voglio credere che io, Salvia e i bimbi continuiamo ad essere una famiglia light. Come i formaggi sì. Un gruppo di persone reciprocamente guidate dall’amore, da una qualche forma d’amore e non da regole stabilite da leggi e avvocati.
Molto probabile che io sia il solito illuso.
Sono cresciuto legatissimo ai frutti dei miei stessi genitori biologici. Eppure ci ho litigato, o loro con me. La lontanza. Valori diversi. Ma questa era la mia famiglia.
Quando le cose sono andate in merda dicevo ce la devo fare, anche prima che nascessero eh, ce la devo fare perché questa è la mia famiglia.
Ecco l’errore centrale della mia vita,in mezzo a un bersaglio dal centro con molti buchi, e molto vicini.
Non riguarda solo Salvia.
Per tutta la vita ho sentito il dovere di assumermi responsabilità, anche oltre il dovuto. Bella cosa le responsabilità, ma questi sacchi di sabbia che trasportavo senza criterio su e giù da una scala a chiocciola, mi succhiavano l’energia. Bevevano il mio sudore. Scorticavano la pelle della mia schiena con la tela ruvida poi la tela mangiava la mia carne viva e dava sangue caldo da bere alla sabbia, e la sabbia sciaguattava su e giù cantandomi una canzone tutto il giorno.
Shh, shh, sono qui e non ti lash, la sh, la shio.
Ci ho messo più di trent’anni a capire come rifiutare i ricatti affettivi degli altri, e ancora sto lavorando sui miei.
Quella ragazza che vedevo mi disse che la mia vita era costellata di autosabotaggi.
Non ho mai smesso di rifletterci. E’ vero.
Facciamo finta che l’inconscio, le pulsioni di morte, il peso del passato, facciamo finta che tutto ciò non esista.
Esiste quello che voglio fare, e quello che devo fare.
Per tanto tempo, troppo, quello che dovevo mi impediva di fare quello che volevo.
Un giorno, tra edifici che crollavano, e mareggiate implacabili che avrebbero costretto l’Istituto Geografico a organizzare una spedizione per disegnare i miei nuovi confini, ho compreso.
Devo fare quello che voglio.
Detta così sembra un personaggio di Fabio Volo che scappa all’altare perché non vuole vendere, che cazzo ne so, il monopattino a motore.
O la bambola per adulti perfetta in ogni particolare, costo settemilanovecentonovantanove dollari.
Invece scoprire cosa voglio è capire chi sono.
In un film, sopratutto un film italiano, questo risolverebbe tutto.
Col razzo. Notato? Ho scritto razzo invece di cazzo. Meno parolacce.
Ci siete sempre?
Qualcuno, non tutti, vero?
Ricordate che questa è una ricetta.
E in fondo al pezzo ci sarà un’altra ricetta, di quelle vere, utili per preparare cibo.
So chi sono, so chi voglio, so tutto.
Ma il sabotatore che mi abita piazza bombe e lancia siluri.
Perché io posso spostare, annullare, cagare sugli impegni che ho preso con me stesso.
Salvia che piange è un sabotaggio?
Perché non posso vederla star male e voglio aiutarla, anche se lei mi uccide ogni giorno?
Conta la mia intransigenza simbolica?
Non ti perdono, comportati meglio. Intanto chiedi scusa ai tuoi figli, cazzo. Anzi razzo. No, meglio cazzo.
Ci ho provato a non scrivere troppo cazzo.
Se stessi parlando potreste obbiettare che ho la bocca piena di cazzo.
Invece è corretto dire che su ogni polpastrello palpita un grosso caldo cazzo di negro.
Si vince e si perde; ho perso la mia lotta contro il cazzo.
Non mi frega un razzo di essere un vincente. Non sono mica Tom Cruise, o Renzi.
Io mi accontento che azioni, volontà, dovere, verità, tutto questo vada in una sola direzione: un uomo consapevole in cammino verso un tram, convinto di poterlo distruggere a testate, in fondo è quasi tutta merda di legno.
Il fallimento è dignitoso, nobile, accettabile, se non sei tu a scavarti la fossa.
La mia vita è una lunga collezione di proiettili alla schiena a un passo dalla salvezza, sulla linea del confine.
Ora basta, razzo del cazzo, o cazzo a razzo, meglio.
In fondo il razzo e il cazzo sono la stessa cosa, nei sogni.
Tuttavia l’acciaio non è un lavoro in pelle.
La carne si gonfia. Il razzo è già grosso di suo, tanto che dopo un po’ perde pezzi, si accorcia. E rimane parecchio più lungo del cazzo.
Il razzo produce scarichi mentre il cazzo espelle girini in bagno proteico, per dire, tante cose sono diverse e uguali, per certi aspetti.
Così il fallimento è identico al successo, se perseguito con la stessa cazzimma.
Ogni giorno esercito il diritto di scelta. Devo capire quante di quelle possibilità sono agenti sabotatori e quali i miei doveri di sguattero padre col cuore incapsulato nel calcestruzzo.
Scendendo dalle nuvole rosa della speculazione, mi tocca capire quante notti in questa casa sono importanti e quante deviazioni di percorso.

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Stare dietro ai miei figli malati è un dovere paterno come credo, o sono un fanatico?
Tengo Gramigna lontani dai bambini rinunciando a ore e ore di lavoro perché Gramigna s.r.l. sono assassini di desideri, ricattatori, sciacalli che pattugliano i fallimenti familiari per rilevare il magazzino in contanti. Ne vale la pena?
Tanto il mondo arriverà al cuore dei miei piccoli e lo romperà senza manco nascondere i cocci.

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E cercare di aiutare Salvia a superare l’inferno non è pretenzioso?
Primo, non mi sembra di essere un esempio di serena illuminazione.
Secondo, stare con lei a qualunque costo per undici anni e rotti, non è stato un atto di presunzione e masochismo?
Non sono riuscito a guarirla dal suo demone, e ne ho prese tante che mi tiene insieme l’American Belt, quel nastro argentato e telato, capace di riparare una marmitta o uno Stradivari (pubblicità gratuita, non per Stradivari per il nastro adesivo).
Mille scelte al giorno, commettere errori, rompersi il culo, accettando un fallimento onesto come un successo: potrebbe essere tutto qui.
A pensarci meglio passare alla ricetta.
Cena consolatoria. Colazione da notti bianche. Endorfine da scarti caseari innominabili e celestiali come il peccato.
In confronto un happy meal è una zuppa di crusca e Multicentrum ( pubblicità gratuita).
Ma vanno bene anche per i piccoli, ammesso che dopo cena facciano una lavanda gastrica. Non è vero. Basta nutrirli bene, d’abitudine. A quel punto un po’ di veleno li prepara al mondo che li aspetta fuori con una mazza da baseball.
Procedete così.
Non esistono alternative a questa ricetta.
Non sono concepibili versione sane di questo pasto.
Si chiama Toast Tutto Dulano ( P.G.)

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Andate alla Lidl (P.G.) e nutritevi gli occhi dei miserabili come voi che non hanno capito un cazzo, un razzo, un lazzo o un mazzo di economia domestica. Riempiono i carrelli di precotti a basso costo, sempre maggiore di un alimento sano e fresco da cucinare. Merendine, biscotti, gazzose, in apparenza economiche. In realtà solo sfizi da evitare. Un euro per quattro muffin ripieni di grasso vegetale ignoto? Un euro buttato.
Mentre lotti per il cibo, uno squalo coi soldi si arricchisce alle aste fallimentari.
Mentre Renzi dice che la crisi è finita e pone le basi per la dittatura del governo senza essere nemmeno eletto parlamentare, un signore coi soldi è a casa della signora col carrello pieno di liquirizie crucche senza liquirizia. Sta contrattando col marito il prezzo della loro unica casa. La contrattazione avviene così: ogni minuto che passa l’offerta scende.
“Io voglio solo aiutarla.”
“Ma non saprei…”
“Ancora mille euro in meno. Siamo a.”
“Si fermi, la vendo. Ma si fermi!”
La signora è alla cassa, ignara del prossimo trasferimento in un miniappartamento sui fossi di Bientina, zona commerciale.
Non guardatela. Correte al banco frigo sulla vostra sinistra e procuratevi due confezioni di sottilette arancioni, sono inconfondibili.
Due metri oltre ci sono i salumi Dulano, ricavati da maiali morti male e vissuti peggio.
Cercate la spalla da toast, o meglio, il prosciutto affumicato. Due scatole.
Ora recatevi nella corsia alla vostra estrema destra. Scovate e incamerate due confezioni di spianatine da tramezzino.
Costano un cazzo e sono grandi il doppio di quelle normali.
Infine prelevate due birre weiss o lager, tedesche. E bibite per i famigli.
Fate la coda con pazienza. Avrete sistemato la merce dentro un cartone vuoto, i market ne è pieno.
Alla fine pagherete una cifra tra i sei e i nove euro, bibite comprese: sono 20, 40 centesimi a toast più birra.
Poco per una vera orgia di affumicature chimiche e sbavature collose arancioni sul vostro maglione.
Lo sapete fare un toast?
Questo è diverso. Ognuno vale doppio.
Disponete una sottiletta e una seconda tagliata e disposta attorno all’altra fino a coprire mezza spianatina.
Ora aggiungete il porco, in quantità adeguate.
State attenti se potete a non rompere il pane quando lo piegate. Impedirà al surrogato di formaggio di sfuggire nell’aggeggio.
Scegliete il grado di cottura, purché la sottiletta di sciolga irreversibilmente. Quel polimero tende a solidificare subito, a meno che non superi una certa temperatura.
Ora tagliate il toast disposto sui piatti in diagonale.
Per i bambini ripetete, ottenendo quattro pezzi.
Agguantate la birra gelida da poco prezzo, accendete la tele su un programma di liposuzioni, e alternate un morso e un sorso alla birra.
Raggiungete il Nirvana con comodo, e fatemi sapere.

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Il paniere e quello che c’è dentro: come smettere di credere all’Istat e vivere felici (con 11 consigli + 1 per fare la spesa!)

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L’Istat, tempestiva come sempre, ha diffuso in settimana le prime rilevazioni sul “Paniere Grocery”.
Non le prime del 2014; le prime della sua storia.
Ah, il Paniere Grocery, che intuizione arguta!
Quale genio avrà pensato di creare un indice senza biglietti aerei, appartamenti, centri benessere e telefonetti da settecento euro?
Quanto sudore quei poveri raccomandati avranno versato sulle scrivanie  e sui tavoli da riunione in cristallo, per creare un elenco di prodotti che rispecchiasse la spesa quotidiana degli italiani?
Molto poco, temo. Perché:
1) Il Grocery è un indice usato da molti anni nel mondo anglosassone. Vabbene copiare. Però lo sforzo di tradurre UNA parola dall’inglese, quello si poteva fare. Grocery: pizzicheria, panetteria, supermercato.
2) L’Istituto Nazionale di Statistica, non ha fatto altro che tornare al significato originale del termine “paniere”.
Dal latino panarium, cesta per il pane.
Così il dizionario Treccani:
Recipiente di vimini, giunchi, o materiali simili, di forma diversa secondo gli usi, ma per lo più con un manico arcuato fissato nel mezzo, per infilarvi il braccio, e munito talora di coperchio, usato in genere per riporvi e trasportare vivande.
“Paniere Grocery” non è un termine corretto. Non serve specificarne l’uso quando è quello indicato dalla parola stessa.
Invece il Paniere Istat (tout court) si è ampliato nei decenni fino a comprendere tutti i beni, compresi quelli di lusso.
“Che palle C.M. Ti fai più pippe di un bonobo sulla cima di una mangrovia quando vede un due naturaliste scozzesi, dai capelli rossi e i seni sudatissimi, che risalgono il fiume in gommone.”
Una parola chiara, che negli anni si svuota del suo significato fino ad assumerne uno diverso.
Può darsi che sia una sterile disputa linguistica. A me sembra che racconti qualcosa sull’Italia di questi anni. Su come ci siamo allontanati dal senso comune, dalla concretezza.
Ne parleremo qui, sul Casalingo Moderno, dopo un breve intervallo!

bonobo-Guardha Mary, lo spectacolo dela natiura qui, nel profondo della jungle africanai!
-Marvellouso Lizzy! Ciuccio cossì incothaminato, lonciano dala volgarity del mondo sivilei!
-C’è un bonobo sula mangrouvia, ci vuole dhare suo benvenutou! Credo sia un maschio, Mary.
-Non niutro dubbi about it, Liz. Quanto al benvenuto; eccou, supongo di sì. Conoscevou un thale from Dundee con la pernisciousa habit of presentorsi allo stesso modou con ciutte le ragazze nel parcoh.
-Cosa inthendi direi, mate? Non portho glasses per vederei da lonthano…
-Well. Il simpathico simmione; ecco, ci rende omaggio menandosi l’ahrneise.
-Bizarro! Come quei fisholini blanchi che saltano out of the fiume, proprio soccio alla creatiura!
-Holy shit, Elisabeth! Come puoi observare la rain forrest senza lenthi? Quelli che chiami pescioulini non escono dall’aqua, piucciosto entranou.
-Si ciuffano dala mangrouvia, Mary?
-Not really. Vedi quel lungou ramo rousa? Well, it’s the penis del Bonobo, che spruzza spermah per la gioia di vedorci.
-Jesus Christ! Passami something per coprire il seno. Mi sentho very a disagio.

intervalloBentornati in studio! E un bell’applauso per Liz, Mary e la loro scimmietta impertinente!
(ricordarsi di inserire le risate registrate)
Ma torniamo al controverso Paniere Grocery o Paniere Supermercato, soffermandoci sugli ultimi dati Istat.
“L’inflazione rallenta, ma il carrello della spesa corre.”
E’ la mia sintesi, delle sintesi giornalistiche più comuni.
L’inflazione generale sarebbe cioè aumentata dello 0,7%
Ma il famoso Indice Grocery, per la prima volta sui questi schermi, registra un +1,3, quasi il doppio.
Dunque la spesa alimentare è cresciuta del doppio rispetto all’inflazione?
Troppo facile. Bisognerebbe  che il Paniere Alimentari riguardasse solo gli alimenti.
Invece comprende anche i prodotti per la casa e per la cura della persona.
Che vi dicevo? Chi distorce le parole finisce per rovinare il mondo.
Questo è un lavoro per Casalingo Moderno!
Il vostro supereroe in pianelle ha cercato sul sito Istat il dato relativo ai soli detersivi, saponi etc.
A parte che ci ho messo due ore solo per capire in che verso dovevo leggere i numeri. (Com’è brutto il mal di testa, quando non segue a nottate viziose.)
Quel dato non l’ho trovato, ma  non importa.
Avrebbe confermato ciò che è noto a chiunque faccia regolarmente la spesa.
Detersivi e saponi (prodotti chimici a bassa tecnologia e basso costo, fabbricati per lo più in Italia) sono aumentati molto meno del cibo.
E’ vero che sono prodotti necessari e di uso quotidiano, tuttavia è più facile rinunciare all’ammorbidente che alle proteine nobili.
Dovendo scegliere (e si deve, cfr. “Scarpe Rotte Cervello Fino) preferisco lavare il pavimento con Bello Lindo (parodistico nel nome come nei risultati) preso al discount per 60 centesimi, che avvelenare la mia prole con pomodori cinesi, suino olandese e parmigiano tedesco.
Se poi tutte le economie e i sacrifici non mi salvano dalla bancarotta?
Allora preferisco avere la pancia piena e smettere di pulire la casa, finché ce l’ho, e di lavarmi.
Inutile stupirsi: è così che si comincia a puzzare davvero.
Ho appena dimostrato che cibo e prodotti per casa e igiene, hanno priorità diversa per l’acquirente, specie per i redditi da sopravvivenza stentata.
Delle due l’una:
O l’unione di queste due categorie costituisce un errore metodologico, grave.
Oppure L’Istat conta sui rincari più contenuti di sgrassatori universali e assorbenti per abbassare ad arte il tasso degli aumenti dei veri beni di prima necessità.
Solo 1,3 punti di aumento su base annua?
La mia percezione è di un aumento generale e consistenze, con delle punte pazzesche. Solo negli ultimi mesi il caffé è salito di 30 punti, 50/60 nell’anno. Frutta e verdura, già raddoppiate dopo il passaggio all’euro, crescono ogni anno del 20%.
Sono cifre a malapena indicative, relative ai negozi che frequento e registrate nella mia testa: non proprio una cassaforte, mi sa.
Come possiamo fidarci della nostra percezione della realtà?
Dovremmo mettere in discussione i dati ufficiali?
Già, i numeri.
Noi profani li pensiamo algidi e incorruttibili come alabastro, invece hanno la consistenza del didò.
Il potere si serve dei dati, strumentalizzandoli nei modi più ingegnosi, per garantire la correttezza del suo agire.
Il Sistema non si fonda sulla volontà dei cittadini; ma sul consenso emotivo.
Altrimenti non avremmo permesso l’insediamento del terzo governo di fila senza la ratifica degli elettori.
I politici puntellano i loro assunti scricchiolanti con picchetti di cifre, lo sappiamo.
Eppure continuiamo a credere nella verità dei numeri.
Sono i politici, pensiamo, che interpretano i numeri come gli conviene.
Invece no: i numeri sono bugiardi come una bambina di cinque anni.
Tranquilli, il Casalingo Moderno non contesta la matematica. E’ solo che quelli non sono veri numeri.
Sono le stesse cazzate Spacciate da Salvini sugli immigrati. Sono il programma elettorale del Simpaticissimo (ex) Sindaco. Sono i severi moniti del capo dello stato.
Le statistiche ad esempio, non vengono travisate(non solo); nascono corrotte.
Hanno le ascelle sudate di De Michelis e la bandana di Berlusconi.
Viaggiano sulla barca di Dalema e mangiano la crostata in casa Letta (uno a caso, tanto è uguale).
Gli uomini dell’Istat giocano con la composizione dei panieri e con i criteri di raccolta dei dati per ritoccare la fotografia del Paese che ne risulta.
Nel 2002 dicevano che l’inflazione legata al cambio di moneta fosse del 2%.
Nel 2004 sancivano che il reddito dei lavoratori era aumentato del 4%.
Le testate giornalistiche dovrebbero smascherare queste menzogne, ma non lo fanno quasi mai.
Contestano i dati quando non fanno comodo al loro referente politico.
Le associazioni di consumatori hanno provato a svolgere la funzione di controllo che spetterebbe ad altri.
Secondo l’Adusbef, dall’ingresso dell’Euro, ogni famiglia ha perso 11054 euro di potere d’acquisto SOLO per il caro prezzi.
Nel 2013 il Codacons ha contestato il lieve aumento dei consumi registrato dall’Istat in Agosto: +1% su base annua. Secondo i Consumatori il calo dei consumi reali nello stesso mese segnerebbe -1,2 generale e -2,7 sui beni alimentari.
Da quando la parola d’ordine è “Panico”, anche la stampa diffonde dati in contrasto con le statistiche ufficiali.
Un articolo del Messaggero di ottobre, riporta gli aumenti reali di alcuni prodotti alimentari rilevati in tre supermercati della capitale.3
Tonno + 23,37%; Riso + 13,50%; Caffè +10%; Kiwi +32%: tutto questo in due mesi.
Siccome questo non è il blog di Geppe Brillo, mi fermo qui con gli esempi.
Ancora una riflessione sugli ultimi dati Istat.
+0,7 il dato complessivo. Prendiamolo per buono.
Ma perché mai andrebbe interpretato come una frenata dell’inflazione?
Forse gli stipendi sono aumentati in misura maggiore?
I salari sono fermi, a fronte di un vertiginoso aumento delle tasse.
Per tacere delle pensioni tagliate, dei cassintegrati, dei disoccupati senza ammortizzatori sociali.
In un contesto simile, +0,7 è un aumento considerevole.
Inoltre lo stesso Istituto dichiara che il dato è tenuto basso dalla diminuzione delle tariffe dell’energia.
Guarda guarda, non me n’ero accorto. Attenti ora.
Nell’ultimo anno, molti di voi, hanno cambiato gestore di gas e luce.
Avete presente quei rompicoglioni che telefonano a tutte le ore e specialmente nel bel mezzo del vostro transito intestinale?
Vi hanno detto che spendete troppo, che vi conviene passare al mercato libero, con una tariffa più bassa e il prezzo bloccato per due anni.
Nel 2011 l’Authority per l’energia esprimeva preoccupazione per le tariffe del mercato libero, alcune delle quali molto più care di quelle amministrative.
Ma supponiamo che non vi siate fatti fregare da quei malnati disposti a vendere la madre per chiudere un contratto: avete scelto una tariffa che costa meno (anche il 10-12%).
Ebbene, il risparmio è garantito nell’immediato, ma non avete alcuna protezione dagli aumenti successivi: è il mercato, bellezza!
Quello che avete risparmiato l’anno scorso, lo spenderete con gli interessi l’anno prossimo.(non per nulla le tariffe amministrative ora si chiamano “tariffe di maggior tutela”).
In conclusione: non fidatevi dell’Istat, ma della vostra testa, purché la teniate in funzione.
Date il giusto peso (poco) alle informazioni che non potete verificare.
Createvi un personale indice dei prezzi. Magari su un quaderno, come non ho fatto io.
Dovete essere impermeabili alle lusinghe dei truffatori, come al terrorismo interessato di chi comanda.
Le statistiche sull’economia, le leggi sull’economia e l’informazione economica sono espressione di un unico ceto politico-amministrativo-giornalistico, che bada esclusivamente ai cazzi suoi.
Parafrasando la Settimana Enigmistica, forse non tutti sanno che:
Il ministro dell’economia di Matteo I il Rottamatore, fino all’altro giorno era presidente dell’Istat.
Tutto chiaro? Il cerchio si chiude.
Tra qualche mese dichiareranno, dati alla mano, che la crisi è finita.
Decidetelo voi, se la crisi è finita.
Intanto ecco alcuni consigli per una spesa davvero intelligente.
Si basano sulla mia esperienza, e spero siano utile anche a voi.

Undici Consigli per la Spesa Moderna (+1)

1)Compilate una lista con quello che serve.
2)Fate la spesa in termini di pasti. Programmate il menu dei giorni successivi e comprate di conseguenza.
3) Prima di andare a fare la spesa, finite quello che c’è.
4)Comprate poco, per non buttare NULLA.
5)Eliminate senza pietà i pronti a cuocere, quattro salti, viva la mamma e compagnia.
6)Esiste una gerarchia nutrizionale dei prodotti: Tenetene conto. Prima di rinunciare al manzo al pesce o alla frutta, eliminate merendine, salatini, snack, e bibite. E ricordate che non esiste risparmio possibile su questi prodotti: i “troiai”, come si chiamano da queste parti, fanno male, portano “calorie vuote” e costano tantissimo. Per capirci, inutile comprare una cassa di Aranciata F.lli Rutto “perché costa la metà della Fanta. Per una bottiglia grande di bibite gassate a basso costo si spendono 60 o 70 centesimi. Sveglia! Sono ben 4 euro a cassetta da sei, che equivalgono a un kilogrammo di manzo da brodo (allevato in Italia), o a 5 chili di arance, o di mele, o a 30/40 uova (secondo tipo e qualità). Come faranno i vostri figli senza le girelle? Pane e marmellata e via, fuori dalle palle.
7)Se trovate buone offerte(tonno, carne, pesce) non compratele in aggiunta alla vostra spesa. Sostituite alcuni articoli con quelli in offerta, riprogrammando il menù quotidiano.
8)Se non avete tempo di cucinare tutti i giorni, preparate sughi e minestroni nel fine settimana. E’ impossibile risparmiare senza investire il proprio tempo.
9)Per avere qualità e risparmi: comprate i tagli di carne più economici ma delle bestie migliori. Scegliete il pesce “vile” (sgombro, muggine, palombo, sarde, sardine), avrete prodotti freschi saporiti e molto economici.
10)Se trovate buone offerte per prodotti costosi non deperibili, NON ESAGERATE!
Caffè a metà prezzo: bastano due confezioni (4 pacchetti complessivi).
Se la vostra famiglia non ha il colera cronico, dodici maxirotoli vi basteranno per due mesi. Cedere alla frenesia dell’affarone è esattamente quello che vuole il supermercato. Vi posso sottoscrivere che, prima che finiate l’articolo in ribasso, troverete prodotti equivalenti offerti a un prezzo uguale o minore. E non girate tutti gli Iper della provincia per comprare due casse d’acqua: il carburante costa! Scegliete un punto vendita adatto a voi e andate lì.
11)Prendete i prodotti a marchio del distributore. Non sono uguali a quelli di marca. SONO GLI STESSI; DENTRO UNA CONFEZIONE DIVERSA.

Infine, il consiglio più importante di tutti:
NON COMPRATE NIENTE CHE SIA STATO PUBBLICIZZATO.
La pubblicità, anche quella, la pagate voi.