Communication Breakdown (Sterile fertility)

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Cari Fedeli.
Perché un padre miserabile dovrebbe occuparsi della politica, in un blog dedicato alla famiglia?
Io, Casalingo Moderno, contrario alla famiglia eppure  imprigionato dentro la gabbia che mi sono costruito. Io che amo i miei secondini.
E’ vero.
Dovrei scrivere le ultime dieci puntate di questa serie. Parlare di Salvia Pepolino Nepitella e Tropea. Così magari mi richiama Barbara D’Urso a fare il caso umano, e stavolta ci vado, e le sbatto la fava sulla guance ben rasate.
Taglia. Taglia.
Tanto niente diminuirà la mia ammirazione per il pelo pubico della D’Urso, esposto su Playboy del 1979. Una boffona alta venticinque centimetri. Ci poteva inculare la gente con quei peli.
Ora scommetto che ha la fica moicana, o, temo, rasata.
Oltre alla calza sulla sua camera manco Jessica Fletcher,
Ciò non implica che non mi scoperei Barbarella, oddio, dal vivo potrebbe essere pericoloso. Forse mi perderei per sette anni, accampato sul collo dell’utero, sparando inascoltati e inguardati razzi di segnalazione mentre…
Divago. Taglia.
Tuttavia, nel divagare dai miei cazzi strettissimi, non scantono manco troppo  dicendo  quello che nessuno vi  dice sulle politiche della famiglia e sulle recenti polemicucce mal poste. Famiglia. Tormento certo, ma pure il metallo fuso nel quale ho forgiato i miei gioielli.
Per i cretini: i miei figli. Insomma, ho diritto di penna.
Parliamo di figli? Cazzi da cagare.
Ma i cazzi, quelli veri, amarissimi, riguardano il dibattito pubblico più superficiale che si sia sentito a memoria d’urso.
Si capisce che siamo un popolo di merda perché guardiamo il dito e non la luna.  In aggiunta al Foco del destino, tutto basta che ci pensi un altro alla nazination. Ma sì, il menomato figlio segreto di bruno vespa che governa in diarchia con COLEI CHE GLI HA FATTO SAGGIARE LA TOPA. La moglie non conta.
Attualità.Da poco, è stata massacrata e licenziata la Responsabile Comunicazione del Ministero dell’Insanità. Voglio dire, poverina, lontana dal  genio come Malgioglio dalla cicciabaffa.. Però.
Leggete Babbo qui, che vi racconta i veri problemi…
Hai messo sul lato cattivo dell’opuscolo dei NEGRI,MINESTRA LORENZIN!
E’ questo il problema?
O è il fatto in sé che grida vendetta a dio, che però non può esistere altrimenti mi avrebbe fulminato l’altroieri. Altra storia. Taglia.
Comportamenti Giusti e Sbagliati? Per far circolare i girini?
Vi posso garantire che ho creato i miei figli seguendo pessime abitudini .
Altro che canne di neri rastoni. Nel mio mondo l’erba si da ai conigli ed io considero droghe solo le seguenti:
Alcol, Eroina, Cocaina.
Droghe pesanti.
Ho fatto due figli.
Nel senso. Una botta, un figlio. Una sveltina, il successivo.
Conosco gente che si mette la crema idratante dopo essersi fatto una sega, eppure non genera.
Ma.
MA.
Comportamenti poco fertilmente corretti.
E figuriamoci se mangiavo i broccoli! Avrei a quest’ora più figli di un’aringa.
NEL MERITO.
Razze, Italia, Fertilità?
Il pianeta terra sta per emettere un gigantesco peto e cancellarci dalla terra.
Chi pensa all’Uomo come essere senziente capace di distruggere il pianeta si sbaglia. Sarà il pianeta a liberarsi di noi, perché siamo troppi, dannosi, parassitari, ingordi, e pateticamente sottoevoluti rispetto ai ratti, agli scarafaggi e ai sottaceti. E si pensa alla fertilità?
Lasciando l’ottuso vitacentrismo, inoltre, pensiamo all’eleganza della chimica organica, alle molecole di idrocarburi, alla meravigliosa complessa fisica a ingranaggi nucleari dell’universo, alla  meccanica infallibile e minerale delle cosmo.
Riflettete:
Siamo sette miliardi e rotti.
Parecchi rotti.
E tu vai, Ministra dei miei coglioni, vai a promuovere una campagna di salvaguardia riproduttiva?
Lorenzin!
I negri scopano e figliano. Come tutti tranne NOI.
NOI Ariani. DUNQUE: STICAZZI!
Altro che errori di comunicazione!

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Parliamo di BIOFASCISMO. Che non c’entra coi negri, ma è l’imposizione di una sorta di etica del corpo contro il diritto inalienabile di fottersi la vita con il cazzo che mi pare, droga, lavoro, e persino figli.
Inoltre,  aspettiamo il virus, o la guerra che ci riporti a due miliardi, e il GOVERNO ITALIANO pensa a fecondazioni ritardatarie? Fertilità non solo inutile, ma persino etnocentrica.
Ma stai zitta, ministra.
IO, dovrei vergognarmi per aver cagato due figli. MA due noi, due loro, uguale zero.E SE ARRIVANO GLI ZOMBI HO UN PIANO. QUANDO ARRIVANO, CIOE’.
Rivendico inoltre il diritto di creare vita, contro tutto e tutti. Contro il mondo che qualcuno ha distrutto al posto mio e  contro le mie stesse convinzioni.
Non mi vergogno, anche dovendo. Ma non cago il cazzo all’universo vario di chi i figli non li fa.
Non faccio del mio privatissimo atto d’amore sconsiderato una bandiera da agitare contro i disertori del vienimi dentro amore.
Accerchiato da fasciomammine di merda che guardano come cancri senza scopo chi non si riproduce, rivendico il diritto di fare la stessa cosa in modo e per ragioni diverse. Rivendico la mia consapevolezza che non basta certo avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio. Grazie Vasco, per la sintesi.
Passiamo ora al Nazismo vero e proprio.
E questo riguarda i negri, non l’opuscolo, purtroppo.
Cosa cazzo vuoi, Ministerica, promuovere il recupero della razza bianca sui negri, ispanici etc.?
Le razze non esistono. Vuoi promuovere la fertilità delle fighe di legno bianche. L’opuscolo non è stato un inciampo, ma la goffa traduzione dell’unico senso possibile di questa iniziativa che puzza di merda come il regionale Pisa Milano delle sei e dieci.
Per salvare l’Italia, dici?
Uno. L’Italia la salvi preservando una continuità culturale, educando al bello i cittadini, vietando masterchef e fucilando Renzi. Non necessariamente in quest’ordine di priorità.
Una costosa campagna per ricordare che l’orologio biologico fa tic tac a gente che lo sa meglio di te, e lo lascia correre per motivi molto validi e concreti.
Aggiungiamo pure che noialtri c.d. Italiani Ariani non abbiamo più nulla da dire. Siamo sciolti dentro. E invece, e qui arriviamo al punto Due (2) tu vuoi salvare i bianchi non l’Italia.
Sono, siamo, gli unici che sottocresciamo insieme ai cinesi. Nuovi Padroni, gente, questi non cianno mai invaso!.
I nuovi Italiani invece, almeno per ora, hanno fame, storie, avventure, cazzi lunghi. A loro il dubbio onore di raccogliere l’italianità che trovano e farla diventare quel che cazzo vogliono, come sempre è successo da che esiste sto porto de lago a forma di stivale ortopedico e carta moschicida per invasori o e stupratori di massa. Ma anche per gli arabi illuminati , i greci, i normanni, i cartaginesi, i pisani. Consistendo le due cose in una sostanza.  Stupri e cultura, sangue e sapere. Mo che d’é sta novità?
Saranno loro, sono già loro, gli Italiani.

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Però non hanno diritto alla cittadinanza anche se nati qui.
Jus Sanguinis? Complimenti, nel duemila e sedici.
Eppure gli italiani colorati, indefessi pompano a sfondo le brande tritticanti, fanno godere o meno donne colorate o meno, ma cazzo,  fanno figli a catena. Sanno che si fanno figli per abitudine, per amore, per sfruttarli, per rovinargli la vita. Sanno pure che nessuno mai sarà pronto per questo. Tanto vale, badare a chiavare, pensano loro evitando menate tipo, sarò in grado signora mia? Tipica motosega mentale da psicanalizzati e immaturi e in andropausa incapaci di percepire il decadimento del loro stanco seme nonché il tramonto della propria civiltà. Certo, si sciuperanno anche loro, gli italnegri. Se i bianchi, sia chiaro, bianchi solo in apparenza (figli di Annibbbbbbbbale, come diceva Colui), vogliono riprodursi, facciano pure, ma non incoraggiateli. Non pressateli.
Non sono abbastanza qualunquista da tirare in ballo La Miniministra dello Sperma per questa merda di miseria che mi spacca il culo: la incolpo per la barbarie sanitaria che viviamo. La condanno per aver comunicato cose sbagliate, invece di creare condizioni giuste.
Altro che opuscolo.
Volete figli, fateli. Comprateli, rubbateli.
Non li volete. Meritate una medaglia per la vostra prescienza catastrofista, ma non ve la darò io. Per me pari siete. E sono cazzi vostri, in senso buono.
Le cose serie non possono essere riguardare la comunicazione.
Chi mette la comunicazione al primo posto, in una discussione, non ha idee e cerca un modo di ammannire supercazzole ai cittadini.
REVOLUTION!
CONTRO LA NAZIMINISTRA!
Fate figli per la patria! Niente canne e a letto presto. Per produrre morituri paffutelli, pucci pucci bau bau.
Perché la gente non fa figli? perché non può o non vuole.Perché la gente fa i figli a quarantanni? Perché, tra l’altro, se non arriva l’apocalisse prima, se non di guerra o malattie moriranno di fame. Vivranno in case di nonni invadenti che ricattano il mondo con la pensione che noi mai vedrem!
Tocca ai gialli dicevamo. Finito il tempo dell’estenuata, antica, sanguinaria, nazicomunista Europa di mmmerda. Per fortuna.
Abbiamo il diritto di figliare.
Non il dovere.
E Il ministero del non più garantito diritto alla salute universalistico e gratuito per tutti  (diritto costituzionale, almeno per ora) pensi a fornire servizi conformi a chi vuole avere figli e non riesce. Senza fare la lavagna dei buoni e cattivi. Senza mandarli in Spagna perché in Italia si può fare una sola inseminazione (non eterologa scherzi?) ogni sei mesi. Se hai quaranta cazzi di anni o più, sei mesi sono una vita per la tua fertilità, quindi le coppie vanno in Spagna spendendo, alberghi e viaggi ESCLUSI, diecimila euro a botta. E il problema rimane sul groppone dei miserabili ,come sempre,  colpevolizzati infine  a causa dei modi coi quali ammazzano giorni e notti bastarde infinite.
Lo stesso ministero di fottuti nazisti dovrebbe garantire la vaporizzazione, nei pubblici presidi sanitari, e sul posto via pubblica esecuzione, dei cosiddetti OBBIETTORI DI COSCIENZA, porco dio.
In modo che, come la legge garantisce, una donna possa abortire se vuole.
Ministero del Bionazisalutismo, Ministra delle Cazzate! Ascolta la mia invettiva! Ricevi la maledizione di un pericoloso sovversivo! Ostracizzato! Dietro alla lavagna da vent’anni! Lo stato campa con le accise di alcol e tabacco, e a me, bevitore e fumatore che mantiene queste merde, mi chiama SCEMO con il ventriloquo Frassica, protagonista di altra memorabile campagna colpevolizzante.
Andate affanculo.
Viva la libertà di sottrarsi alla vostra morte infinita, al vostro trasformarci in vegetali immortali incontinenti alle benzodiazepine.
Sceglierò io quando somministrarmi antidolorifici oppiacei endovena, non i vostri Dottori Pubblici Ufficiali, obbligati a denunciare i clandestini.
Tanto per chiarire definitivamente.
Non lottiamo per i figli ma per la libertà di disporre dei nostri corpi. Per la libertà di vivere e morire come ci garba e per la coscienza del nostro declino etnico che grazie a noi e queste iniziative appare sempre più inevitabile. Chiaro?
Ed ora un piccolo spazio retorico. Grazie. Di nulla. Ringraziatemi voi con comodo. E se volete più ricettine cambiate canale.

VIVA LA VITA! La regaliamo per amore o per sbaglio, la distruggiamo per miseria in un lento soffocare. La vita dei figli. La vita mia, moralista e dissoluta, ma non abbastanza da prendersi tutto.
VIVA LA MORTE! Riposo di noi autoterroristi, guerriglieri all’attacco di fegato e ricordi, che vinciamo sempre sul punto di arrenderci a una serena saggezza che sa tanto di rinuncia, ma che volete. Le mamme imbiancano. I babbi schiantano, i figli giudicano e rimpiangono, ne hanno il diritto. Rimpiangono  di non aver riflettuto quando il padre diceva, succo dei miei lombi, diceva, portami una birra e guardati sto tramonto. Vita e Morte, diceva, sono la stessa cosa. Ammesso che tu conosca la differenza, diceva, dopo una lunga sorsata di Tennent’s. Mio babbo era proprio un rincoglionito, pensava il figlio ormai vecchio pure lui,  scuotendo la testa. E con qualche ragione.

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P.S.
Continua… su sigarette, comunicazione, e libertà!
Usate droghe illegali!
Datele ai bambini!
Così da grandi quando vi daranno la colpa perché si fanno, beh, avranno ragione.

La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

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Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

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Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

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Tropic^ld° is in da hause

C’era la luna a ridicolizzare le pannocchie e le mie lacrime. E sotto Marte, grosso e rosso come il puntatore laser di un fucile.
Ero in ciabatte in mezzo alle campagne.
Per i soliti motivi, che non ripeto.
Sono a andato via puzzolente, con le scarpe da cuoco, un calzino sì e uno no. La tuta padellata d’olio e farina, capelli e barba unti.
Ho camminato, ed ero lontano dai bambini. Senza credito, senza speranza.
Inoltre il computer nuovo era misteriosamente andato in palla mentre compravo le cicche all’Arci.
Dentro c’erano cento pagine del lavoro che mi tiene lontano da qui. Non per sempre.
Ho ancora, calcolo, circa cinque amici. Definendo amici stretti quelli che puoi chiamare a qualsiasi ora se hai un problema grosso.
Tre femmine e due maschi.
Mi hanno accolto le ragazze a un ora che faceva schifo anche a se stessa.
Lì in preda a doppia ansia ho smontato il laptop a rischio di fottermi la garanzia. Niente bagnato.
MA
mistero: testiera fuori uso. Quando una delle amiche si è alzata io ero nella merda più nera. Dovevo scrivere, dovevo vedere i figli, dovevo dormire. Erano le otto e mezza: mi sono buttato nel letto sfatto e vuoto.
Dormo un po’, mi lavo e vado dai miei, pensavo.
Invece ho passato il pomeriggio a rovinare loro il pomeriggio.
A una certa, senza essermi lavato, mancante di un calzino di merda, sempre Sono sceso a cercare un negozio di cinesi.
Avevano armi, fantasmini, oppio grezzo e bocchini a cinque euri, ma tastiere no. Al quarto bazar, mentre pensavo che non voglio vivere in un mondo dove certi negozi vendono solo fantasmini, o trovato una tastiera blue tooth. Hanno capito che giravo da un po’ le scimmie gialle rotte in culo.
-scian schun scioi?
-oi oi vai vai.
Brutto segno quando parlano una lingua del cazzo davanti a un italiano. Inoltre la mia mamma che mi ha trasmesso quasi tutto ciò che ho di brutto dentro, il resto ce l’ha messo babbo. Io poi ho fatto a giunta. Comunque mi madre mi ha insegnato che è maleducazione parlare in limoncello davanti a uno che non lo parla, e anche parlarsi all’orecchio.
Infatti.
-Benti evro.
-come?
-Benti evro.
-Ho capito, dicevo come, tipo, esticazzi.
-Io no capito.
Un tastierino del cazzo benti euri? E quando scopro che, sapete le tastiere, sopra ogni tasto c’é tipo una lettera o un simbolo.
Anche il tastierino dei limoni a benti euri.
Peccato che non corrispondano a nulla che un mammifero possa riprodurre con l’organo deputato alla fonazione. Dgt. freccetta e viene zigrinatura. Premi parentesi e appare l simbolo del medio alzato mediorientale.
A quel punto la mia mente ha vacillato. Mi disgustavo per il puzzo. Il tastierino funzionava su altri computer, sebbene a casaccio, ma su mio no.
Cambio la password microsoft morisse subito insieme a fb.
Perché la tastiera del laptop riesce a riprodurre cinque o sei lettere.
Sono un genio del compiute, penso. E poi smetto di pensare ciò.
A quanto pare questi nazisti che ti obbligano a metterti la password anche nel buco del culo (ne ho una per cagare e una per gli input, tipo supposte diti e il resto secondo gusti inclinazioni.
Sento il mio vicino di cervello immaginario.
-Inclinazioni una ricca sega, popò di frogio. Continua a mettici i diti ner buostretto, vedrai ci pigli ir vizio!Ir mi cognato Aristide, omo di famiglia, quattro figli, ora è scappato cor parrucchiere. Una figura ar barre. Intendiamoci. Un ber trans, è diverso. E’ la topa del futuro!
Personaggio piuttosto volgare il mio vicino di cervello immaginario.
Dicevo, quei nazi eccetera, hanno deciso che la pass sul mio laptop non è quella valida per tutto, ma solo quella di amministratore locale.
A questo punto, prima tratto male le mie amiche, chiedo loro di farmi l’eutanasia, che pretendo di morire subito, che non mi uccido perché Pepo e Nepi non vogliono ma che…
Loro mi permettono di tiranneggiarle un po’ quando barboneggio da una non casa mia all’altra (sempre non mia) carico di sporte, puzzone, e con un calzino solo. Però poi io preparo dei cocktail che non hanno l’eguale ed esse: svengono, vomitano, mi perdonano.
Ma ieri ero molesto come il famoso fijo der culo, mio caro amico poi annegato in una cascata.
Così ho cominciato a insultare Bill Gates e la morbidezza del califfato nei suoi confronti.
Sono quindi passato a insultare il prestigioso unigenito figlio di Geova e se gli erano rimaste le palle doveva darmi la morte. Sempre sotto gli occhi allibiti di questo barbone che gli colonizzava casa, spadroneggiava e le zittiva se lui non riusciva a smanettare in pace bestemmiando al tempo stesso.
Il mio inconscio ha creato una canzoncina che fa così:

Datemi la morte immediatamente (3)

Datemi la morte

ORA

Se non me la date vi sgozzo la famiglia

Se non me la date accido a piccirilla

Potrei prenderci gusto e a voi che ve ne viene?

fatemi schiattare: ora!

In poco tempo le amiche si rendono conto che è giusto che crepi, e mi sostengono in coro durante il mio inno alla morte di me.
Presto diventò un inno alla loro morte anche,perchè quella musichina giuliva faceva venire a tutti voglia di morire in francese, e non si capiva una mazza perché ciascuno alzava al cielo le variazioni sul tema più adatto al proprio caso visto che invocare la morte è questione di religione, e di imporvvisa disperazione. O di problemi al computer per la seconda volta in un mese canche se lo tratti come le cose sante.
Nel frattempo continuavo a chiedere l’eutanasia, a smanettare su due pc più un tastierino cinese coi tasti in aramaico fonetico.
Cominciai a dondolare facendo mmmm colla bocca piena di colla, ed erano le dieci di notte quando ho smesso.
Nessuno di noi tre è morto, l’altro giorno.
Svariate avventure dopo giunse il mattino.
Pultroppo.
Stamani dovevo morire, per un po’.
Non come Casalingo Moderno, ma come l’uomo sfasciamacchine, il padre che non sa, e almeno sa di non sapere.
Dovete sapere che io ho molte identità non strettamente digitali.
Credo in un certo grado di compartimentazione, e che le identitò multiple possano essere la salvezza di un uomo, no distruggergli la mente.
La prima di identità ha vent’anni.
La usavo per mettere musica e fare musica.
Forse qualcuno sa chi sia Tropicaldo.
Ma nessuno conosce la sua storia.
Tropicaldo è un principe orfano; governa su un atollo dove in realtà non c’è nessun altro della sua tribù.
C’era stato l’unico e segretissimo esperimento nucleare italiano, Tropicaldo è appunto il figlio di un ufficiale della marina che non aveva mai sparato in vita sua. Aveva cominciato come cuoco di bordo e ancora si divertiva a preparare profumatissimi ragù di oloturia per i commilitoni.
Conobbe, l’ufficiale gentil cuoco, una indigena splendida e scureggiona. Ella, a nome Ernia, suonava una chitarra a 39 corde accordate, come voleva una segretissima tradizione, quasi tutte a pene di segugio.
Li conoscete gli italiani.
Tropicaldo non li conosceva.
Prima di accendere il raudo atomico, si trastullarono con presunti problemi tecnici.
Trombavano e cucinavano. Nascevano bei figli, spesso.
Tropicaldo voleva imparare la chitarra dell’Atollo Latta di Sugo. Non ci riusci!
La madre lo mandò in culo, ma Tropicaldo capì che doveva andare a comprare il giornale.
Questo era strano, visto che né il concetto di compravendita, figuriamoci l’idea di “giornale” nell’accezione generica o in quella Montanelliana era sconosciuta agli indigeni.
Avevano una scrittura rudimentale sull’Atollo Latta di Sugo.
Se c’era qualcosa di urgente essi vergavano degli strani segni sui propri escrementi: la sabbia era così leggera che bastava un peto di granseola a cancellare l’alfabeto degli Enterogermin, così si chiamavano i placidi abitanti dell’atollo nella loro lingua.
La parola significava, secondo gli studiosi più accreditati della lingua Enterogermin: acqua amara che ti aiuta a non cagarti addosso. Esperti, si fa per dire. Uno era il cappellano del sottomarino, l’altro era il pusher dell’isola.
Un tizio col nasone capace di distillare un liquore di cocco nel quale faceva macerare alcune alghe e il fegato di una murena velenosa, uno sballo ignorantissimo capace di alterare la struttura spaziotemporale dei suoi clienti. In pratica una droga ideale per un posto dove l’oblio era richiestissimo. Non erano stati inventati i puzzle né il rubabandiera.
Così i tossici Enterogermin sbattevano le palpebre e passavano dieci anni, uscivano a pesca, venivano divorati da un pesce, ed era passato un soffio di luce. Siccome il liquorino truccato lo prendevano tutti, non era raro vedere gente fare cose strane. Una volta si misero in trenta a leccare una palma centenaria per consumarla.
Ci vollero tre generazioni, o tre giorni.
In pratica a Latta di Sugo nessuno sapeva chi stava facendo cosa con chi o chi era figlio di cosa. La storia locale era un delirio. 1220 cartelle incise nella merda con uno steccolo sulla contemplazione della crescita dei coralli.
pusher guadagnava miliardi di conchiglie, ce n-erano tuttavia talmente tante che il povero spacciatore si faceva un culo tanto per fare il liquore , uccidere le murene alla maniera tradizionale, vale a dire togliendo denti al pesce e soffocarlo inserendo la sua testa nel proprio ano. I drogati dovevano andare a fare un bagno nell’acqua verdina e raccogliere conchiglie da centomila. a volte regalavano al pusher maionese di uova di gabbiano e aceto di cocco. Non esplose mai la mania dell’amburger senza h, perché non c’erano mutine sull’isola.
Il pusher pensava ci fosse qualcosa che non tornava, ma non capi’ mai a fondo le fluttazioni del valore della moneta.
Prima dell’esplosione gli Enterogermin vollero istoriare il sommergibile della loro antichissima storia, tramandata sulla merda umana un millennio dopo l’altro.
Presto il mostro rivettato venne decorato dalle merde multicolori degli Entero. Molti mangiavano coralli, e li cagavano. Cosi’ l’istoriata storia dipinta di scoria sul sottomarino Italiano era multicolore. Marrone, rosa, e giallo. Il bellissimo bambino chiamato Tropicaldo come il nonno contadino dell’ufficiale, si bevve una tazza di Batida Locale. Come tutti. Il sottomarino che recava le gesta di quel nobile popolo ( in effetti trascurabile e pernicioso) si immerse nel buio: dopo duecento metri a causa dell’acqua non c’era traccia delle gesta eroiche di quel popolo mite incapace di accordare una chitarra a 39 corde. probabilmente anche le gesta e perfino la religione, per quanto ne sapevano potevano essere sognate da quegli scoppiati il giorno prima.
Gli Enterogermin che sarebbero stati assunti tutti all’inps.
Sarebbero.
Dopo venti miglia marine di navigazione c’era il nostromo al timone,attentissimo agli strumenti mentre beveva un boccale di cocco alghe e fegati.
Mentre moriva stava tornando indietro nel tempo.
Alcuni si erano congelati nel momento precedente all’esplosione, e benche’ il loro corpo fosse ridotto a brandelli di atomi, loro sono ancora li’ a molestare una pentola.
A tagliarsi le unghie con la motosega.
Da Latta di Sugo si vide una colonna di fuoco che si apriva in alto.
Tropicaldo la chiamava la palma atomica, non avendo mai visto un fungo.
Non mori’ ma qualcosa gli successe, perche’ riusci’ a scordare nel modo corretto la chitarra a 39 corde.
Suonava per i granchi mutanti e I topi mutanti importati dal sottomarino italiano.
Granchi e topi si mangiavano a vicenda. Lasciando pesce e cocco a Tropicaldo.
Si fece un chiodo di pelle di corallo e divenne punk.
Filando merda di paguro tricefalo si fece cucire dai topi una camicia avaiana.
L’isola era piena di lattine di birra Peroni vuote e piene. E anche di pizze e mandolini.
Nessuno sa quanto tempo sia passato.
Tropicaldo sembra sempre un ragazzo.
A volte delfini e cavallucci marini enormi portano ragazzi e ragazze che accendono fuochi e lo ascoltano suonare. Poi si accoppiano con lui.
Cosi’ Tropicaldo canta un paradiso distrutto in una lingua incomprensibile a gente che forse non esiste.
Stamattina mi sono trasformato in lui.
E sono stato meglio.

Potete darmi torto?IMG_9255.JPG

Tempesta di ghiaccio

L’ultima aggressione, un unico lungo tormento di tre giorni. Passata la luna piena, o gli effetti del vaccino o che ne so, era venuta di nuovo a piangere.
-Non sono in grado di avere fig(omissis) eli togliere.
Si è scusata.
-Non le accetto, le tue scuse, devi comportarti diversamente.
-E tu?
-Io ho sbagliato, trattandoti (bla bla bla).
. -Come?
-Nessuno saprà veramente ciò che fai e dici, non ti tradirò mai come hai fatto tu. Ma adesso tu farai quello che devi, e anche io.
-Sì, va bene.
Infatti.
Da allora Salvia è una belva scatenata, no, una belva in attesa di essere scatenata.
Ieri mi ha cacciato dalla sua casa per l’ennesima volta, costringendomi a vagare a vagare soffocato dall’angoscia.
Colpa mia. Colpa tua.
– Vostro padre deve mo(censura).
Vostro padre pensa sempre alla sua fidanzata, che, lo sapete bambini, era un cesso, una cicciona zoccola decerebrata e vostro papà pensa solo a lei che nemmeno lo vuole. Se lo riprendesse almeno
-Bambini le cose non sono così, la mamma dice sciocchezze perché ( censura per noia).
Non è la prima volta. Né la seconda. Né un numero ordinale di volte che io possa vagamente ricordare.
Oggi è passata nella camera da parente povero a casa di Gramigna srl.
C’era una foto di (secretato). Non una gigantografia. Una foto tra le altre, Insieme a quelle di tutte le persone del mio passato che ho trovato, insieme ai disegni dei bimbi, dei miei amici quando ero un amico abbastanza buono da farsi dedicare un disegno.
E’ ripartita la violenza verbale davanti ai nani.
(omissis) ed è andata via.
Poi ha richiamato, come sempre.
-Vieni. Dai.
-Ho paura. Voglio comprare qualcosa da bere se lo fai di nuovo.
-Non ti cago nemmeno, ma non devi bere.
-Sai bene (omissis) occo alcol. Ma devo proteggermi da te, stasera.
-Ti disprezzo, mi fai abbastanza schifo. al momento. Devo dire ai tuoi che sei un beone.
-E m’importa una sega di Gramigna srl. Certo non mi rende la vita facile.
Tipo quando si erano fissati che non pagavo le tasse, o quando si sono messi d’accordo con te per ( omissis).Tu mi hai chiesto aiuto, e io ti sto accanto nonostante quello che mi costa. Ora dici alla tua fantastica ex suocera che non ti affronto se non ho il bombo? Accomodati, spia di questura. Sì stare da te è l’ideale!
Quella sera non sarebbe bastata una botte di mcallan (p.g) a farmi calmare.
CI siamo fermati alla PAM(p.g) alternativa domenicale meno casinista del Carrefour(p.g).
IL problema è che non avevano il Martini Extra Dry.
Il mio ex migliore amico cuoco non credeva che esistesse.
-Ti dico di sì, cazzo!
-Me lo vuoi dire a me che faccio il coco da diecianni?
-Il cuoco mica il barman. E’ una bottiglia verde.
-Non dire cazzate e vai a tagliare il pane.
Erano i chiari segni di (omissis). Infatti poco dopo lui(omissis) erda.
-Non posso dormirci., ma posso farci altre cose. A parte che la settimana scorsa ero solo e tu me lo hai impedito, bru (censura) oia.
Alla PAM non c’era il Martini Extra Dry.
Ero in uno stato mentale pessimo.
MI avessero detto che non esisteva mi sarei fatto portare docile docile alla sezione blindata di psichiatria.
E chi dice che non esistono i manicomi si faccia un bel giro lì.
Ma sarà come l’Extra Dry. Magari me li sono inventati. Non come ciò che segue.
GOGHERO MODERNO N°3 :HEMINGUAY.
Fatto sta che dovevo preparare L’Heminguay senza Dry e senza limoni biologici. Solo succo di limone in bottiglia. Almeno avevo il Tanqueray, E i cetriolini. Ma c’era il maledetto Martini Bianco ( p.g).
Si prende un mixer, nel mio caso un grosso bicchiere, di quelli con lo stelo, per le mance.
Si riempie fino all’orlo di ghiaccio.
Le dosi con un bicchiere non graduato non hanno senso,
Vi dico solo che il Martini Cocktail(p.g) deve essere preparato per due persone. A chi scrive non interessa se ve li bevete tutti e due o li dividete con Salvia.
Dunque versate un po’ di Martini ( magari basta scrivere Pubblicità Gratuita sempre per lo stesso prodotto: Casalingo Moderno usa prodotti Martini, bona lè) nel ghiaccio e cominciate a mescolate veloce badando che il ghiaccio non si scioglia.
Poi, attenti, buttate via tutto il Vermouth dato che è bianco, assolutamente incompatibile con L’Haminguay, L’unica speranza è lasciare solo l’odore, ed è quasi troppo.
Nel ghiaccio sodo e libero da liquidi verserete circa otto cl di Gin, se siete gay usate pure la vodka. Renzi ve lo permette.
Girate girate girate. Forte.
Filtrate in una coppetta, o nel mio caso in un mini tumbler, come fanno all’Harris a Firenze.
A questo punto ci vorrebbe il twist di scorza di limone, strizzando qualche goccia di limone del bicchiere. Quindi create la vostra guarnizione sott’aceto, con le banali ma ottime olive, o con i cetriolini, come preferisco, con le cipolline indicate più per il Gibson (una versione media del cocktail, meno secca) o addirittura frutti rossi; mirtilli, lamponi, questi ultimi non sottaceto, sarebbe meglio.
Ieri sera, a tarda notte, avrei costruito il mio Heminguay fallocratico.

IMG_8986.JPGIMG_8968.JPGIMG_8973.JPGIMG_8957.JPGIMG_9009.JPG-Io ti voglio bene, Salvia
-E allora perché mi fai sbroccare?
-Non lo faccio apposta. Cioè sì. Dopo averle provate tutte, cerco di trattarti con la severità che meriti. Comunque hai richiamato TU, oggi come sempre.
-Ho chiesto ai bimbi se ti volevano, lui ha detto no, lei ha detto sì.
-Non ci credo. Hai chiesto a dei bimbi se vogliono il padre? A bimbi di quell’età? Lo capisci che ci sono mille rag(omissis per noia) no i gesti.
Pepolino mi lascia un disegno sulla scrivania ogni volta che viene. Quanto a Nepitella invece (omissis). Comunque questo dimostra il tuo stato mentale.
-Ah sì, e tu cosa dimostri quando difendi quel cesso di donna?
Salvia fa un inciso rivolta ai bambini. Salvia incide i bambini per la precisione. Adotta la convenzione teatrale del “A parte”, come se non ci fossi,
-Babbo pensa sempre alla sua fidanzata decerebrata, che nemmeno lei lo vuole, ma lui è tutto pieno di lei, pensa solo a lei.
Piango come al solito quando non posso reagire, e non posso andarmene, e il dolore dentro è come la tempesta fuori.
Esco a fumare in mutande, sotto l’acqua gelida e i cigolii del mondo. Tempesta dentro e fuori.
Certo potrei rabbonirla. Chi me lo fa fare di giocarmi la chiorba per una che, come sottolinea Salvia stessa. non mi vuole nemmeno incartato.
“Smettila” la imploro sotto voce mentre piango e fumo una cicca bagnata.
Non può sentirmi.
Continua a urlare.
Nepitella si tappa le orecchie con le mani.
-Smettila ti prego fallo per lei!
-No perché se tu te ne vai noi stiamo benissimo.
-Per niente. Tu mi chiedi aiuto e poi mi fai questo. Tu non sei p(omissis)a. Tu stai male. e se  fossi la causa dei tuoi mali, sparirei dalla vostra vita. Invece sei sempre stata così. Possessiva. Egoista. Infantile. ( Come si possono pronunciare simili frasi nella realtà? Sembrano spiegoni di fiction Rai, ma sono vere.) E le aggressioni (omissis) ola per parola. E’ vero che Gramigna non mi permette(omissis) nte di lasciarti andare.
-Mi fai schifo!
-Ti voglio bene!
-Col cazzo, sai solo frignare e stai sempre a casa mia! Uomo di merda. Quando lo sapranno i bimbi che uomo di merda sei, quello che hai fatto..
-Primo. Se me lo permetti gliene parlerò io stesso, delle droghe ,e capirai invece da che pul(omissis) ica. Tranne un episodio ,il resto è roba vecchia. Con loro mi sono comportato (bla bla bla) evo fare il genitore da solo, perché tu non sei in grado di trasmettere una regola, di insegnare un principio, di spiegare qualcosa.
-E infatti sei pedante, rompicazzo, stai sempre a richiamare i bimbi, fate ques( bla bla bla).
-Quindi io sono palloso e opportunista, vero?
-Ti giuro che non ho mai incontrato un cagacazzi della tua specie.LASCIAMI IN PACE, VATTENE!
-Secondo te perdere il sonno, piangere, sopportare la tua violenza su loro prima di tutto e poi su di me, è una cosa che mi piace? E se non do io le regole minime da insegnare ai figli ,o fai te, che se non sbrocchi guardi la televisione. (Effettivamente sono così palloso da fare invidia a un petalo petaloso, e mi cucinerei come si cucinano i coglioni del bue)-
-Ma lasciami perdere, lasciami andare!
-Io sono qui per t(omissis) ti una persona decente,non posso lasciarti andare.
A parte che puoi uscire anche tutte le sere, andare in vacanza, riposarti dal tuo durissimo lavoro di tre giorni e mezzo settimanali, Avere pasti da consumare in famiglia e la casa più pulita, ma chi se ne frega, come dici te!
Fine ripresa. Salvato dalla campana.
Porto i piccoli a letto.
Sono ipnotizzati di un sonno leggero, trasparente.
Salvia se ne accorge e parte, sbattendo i guantoni mentre mi concedo di desiderare che questo fosse wrestling. Potrei scendere dal ring e scappare. O usare una di quelle sedie per spaccargliela sulla schiena.
Eppure avevo fatto del mio meglio.
Le avevo detto di riposarsi mentre l’acqua del bagno arrivava a livello.
Nel frattempo stavo coi bimbi e cucinavo soul food. T bone e patate fritte. Insegno a Nepi come si tagliano le verdure a fiammifero. Solo in teoria. Le patate sono delle troie maledette, capace di guidare il coltello su nervi e ossa della tua mano.
Cucinare con un fuoco e mezzo funzionanti è pura virtù.
Scaldare la piastra di ghisa molto prima di quanto sia accettabile. Cuocere le patate nell’olio a 180°, fare continui e oscuri scambi tra la padella e la piastra. Oscuri per voi.
Ho già parlato altrove delle patate fritte, anche se si tratta di un argomento inesauribile e affascinante. Forse il cibo che consente di imparare più nozioni su chimica e fisica in cucina.
La fiorentina si vede poco in questa casa, ma era in promozione e probabilmente è stata sottratta alle leggi del mercato. La legge è: cinque minuti per lato compresi i lati, essendo più o meno triangolare sarebbero venticinque minuti per una bistecca al sangue. Al sangue significa che dentro sembra cruda ma comunque il calore ha raggiunto il centro del taglio.
Inoltre La Regola vorrebbe una cottura rigorosamente alla brace di legna, che conferisce un lieve gusto affumicato.
Ma io non dispongo di una brace di legna aromatica, bensì di una cucina a gas con un fuoco e mezzo. Inoltre l’autentica cottura al sangue è eccessiva per i bimbi. Anche se Salvia, come tutte le belve e Gollum, si nutrirebbe solo di carne cruda strappata da animali,, compresi esemplari di Sapiens Sapiens, ancora vivi.
La virtù sta nel mezzo ma scontenta tutti. Ho cotto la carne “media” , il limite oltre il quale gli spocchiosi osti fiorentini si rifiutano di andare.
“E si sciupa la ciccia! Se vor mangiare carne carbonizzata la si metta all’aspetto vicino a una rothonda e primha o phoi un bel tamponamentho morthale con incendio dei cadhaveri lo throva sicuro”
“Allora non gi torgniamo più in guesto posdo, andiamo via Andò”
“Un si preoccuphi signora, la  thorni pure da dove viene a mangiare budella fritte, o cosa mangiate in therronia! E thante  care cose!”
Una volta cotta “media”, cioè mediamente al sangue, non rossa ma rosa scuro, si avvolge il bimbo nell’alluminio per cinque minuti. A quel punto la ciccia andrebbe servita così ma io l’ho trasformata in tagliata, visto che sarebbe bastata per tutti e avrei comunque dovuto tagliarla per i figli.

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IMG_9002.JPGIMG_8998.JPGIl risultato non era male.
Ma il Dio crudele rifiutò l’offerta e scatenò la sua ira.
E la campana era suonata.
Salvia mi mette all’angolo.Subito.
Continua a insultarmi e stavolta  urlo anch’io,
-Guardami!
-Come?
-Guardami! Guarda come sono ridotto. Non mi fai scrivere, non mi fai fare il padre, me ne fai passare di tutti i colori. E i bambini, li stai massacrando.
-…
-Non ti permettere di piangere! Salvia, guardami.
-Ti guardo.
– Lo sai che non duro fino a capodanno se fai così. Non sarebbe più comodo per me, vedere i bimbi ogni tanto, portarli a spasso e starci insieme quando ho la casa libera?
-…
IO ho sbagliato con te, sempre. Pensando di farti felice mentre sei una donna incontentabile che porta con sé l’infelicità. Da quando ti ho conosciuta ( omissis)
. -E’ per questo che dicevi a quella cagna che sarebbe stato bello incontrarla prima di fare figli con me?
-Veramente lo diceva lei. Ma non è un rimpianto per i figli. E’ un rimpianto per qualcosa che non puoi capire, sopratutto se ti metti a spiare la corrispondenza privata di due persone.Pensi che rimpianga i miei figli?
Nepitella appare. E’ di nuovo in piedi nel corridoio.
Piange.Si stringe la testa. Provo a richiamare l’attenzione di Salvia, ma non capisce. Urla.
-Penso che che sei ancora fissato con quella cagna del cazzo, bocchinara mal(censura).
-No. E se lei parlava male di t(omissis) sulti perché non rin(omissis) e dici.
-Ah sì, e a me che me ne frega?
-Comunque Salvia,si chiama Tropea. E ora te addormenta la bimba che continua a piangere. Non ti vergogni di continuare così?
Salvia rinsavisce di botto e va in camera, svu Abbraccio la bimba.
Le accosto la bocca all’orecchio.
Le massaggio la schiena.
-Amore, ora vai a far addormentare la mamma. Lei non le pensa queste cose, è la rabbia che parla per lei. Lei ti ama tanto, come il babbo.
-E perché piangi?
-Io piango solo perché non voglio risponderle davanti a voi. E per fortuna che Pepo dorme…
-Perché?
– Sennò pisciava a letto sue settimane.
-Abbozzo una risatina, anche lei ridacchia. Mi asciuga gli occhi
-Sei la mia bimba speciale.
-Lo so babbo.
Rientra in camera. Non dormirò mai. Ma, cazzo, c’è il Martini da preparare.
Entro in bagno per sciacquarmi il viso.
Guardo lo specchio per puro caso.
Guardami, gli dico.
Tiro fuori una foto per ducumenti datata 16 giugno 2014.
Un anno e mezzo fa.
Un altro uomo.
“Guardami”dico, al tizio che mi fissa.
-Tu mi riconosci?

ghost track
notte di martini mattina di incubi. Ricordo solo che ho lasciato in cucina la trascrizione della lite. Ormai un format che ha rotto le palle anche ai topi che infestano la rimessa. e la mia testa. e non riesco a trasmesttere la frustrazione di Salvia per quello che non riesce a fare, e non voglio descrivermi virtuoso. Io le voglio bene. E anche lei. Potrei odiarla se davvero mi imprigionasse nel ruolo di palloso agitatore di dito indice. Ognuno prigioniero del suo ruolo. Due cattivi, due buoni, non buoni e nemmeno cattivi. Un padre e una madre che, per circostanze varie, meritano di farsi levare i bimbi.

Darwin Awards I

DIsclaimer:

Il Casalingo Moderno è in grado di fare il giornalista.
Per fortuna non lo è diventato.
Quando aveva tutti i pezzi pronti per l’ordine lo presero nella ditta dove credeva di marcire a vita, invece dopo tre e anni e due figlioli la ditta era fallita.
E i pezzi per entrare nella Casta scadono.
Meno siamo più lavoriamo.
Per fortuna.
Comunque niente giornalista.
Niente cronaca calcio a cinque del Tirreno.
Niente giudiziaria di Caprona.
Niente approfondimenti  dal comune di Cascina da Punto Radio (il cui direttore è forse l’unico che mi ha aiutato. Infatti non l’ho ringraziato.)
Il pezzo che segue consideratelo come volete, un delirio, una stronzata, un prologo, ma certo non è giornalismo.
Come a “trova l’intruso” ho messo alcune verità, voci di corridoio, cose cognite, sulla psichiatria di Pisa.
Ma nessuno si può offendere dato che sono immerse in mezzo a bugie bugie bugie.
E poi chissà magari nel seguito la psichiatria salva il mondo.
E so anche che sta roba è pesa, fuori tema, e troppo lunga. Ho già pronte due ricette, poi c’è il lavoro di Mrs.Potato… arrivano.
Ma qui nessuno fa finta che le cose vadano bene. Non va niente bene.
Io sto perdendo tutto.
I soldi, va bene.
La famiglia, uhm.
La ragione?
O do la colpa a Dio Maiale oppure me la prendo io.
Altri inquietanti scenari.
C’è qualcuno che parla col Casalingo?
E’ un semplice idiota o c’è della grandezza nella sua perdizione continua?
di sé e di soldi..

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Intanto…

Darwin Awards  I parte

parecchio v.m.18 anni

-Lo sai che morirai a cazzo, una di quelle morti che fanno ridere la gente sul giornale?
-Sarei capace di soffocare con una Polo.
-Soffocare con una Wolksvagen?
-La caramella alla menta, testina.
-Caramelle alla mente col buco, come cazzo fai a soffocare?
-Appunto, è proprio questo il punto- avrebbe detto il C.M. durante un testa testa di cocaina.
Quando ti sembra di mettere una serie di punti fermi su altrettante questioni fondamentali della vita. rivettate con cura come piastre d’acciaio sulle ali di caccia bombardieri.
Ma il giorno successivo scopri che le ali d’acciaio sono falene morte, falene con quei colli di pelliccia fuori moda, ramazzate da una vecchia in una cassettina di Moplen rosso per mezzo di un’incongrua scopa di saggina, sotto il lume della della piazza del paese di fronte alle panchine e al filare di ippocastani.
Invece di dire stronzate, tipo:
-appunto, è questo il punto-
il C.M. avrebbe continuato a parlare della sua morte con qualcuno che lo ascoltava come un guru raccontando le sue fisse esistenziali.
Contemporaneamente.
-E’ questo il punto.Chiaro?
_No.
-Nessuno nel mondo è morto soffocato dalle Polo invece a me mi farebbe venire delle rare, belle a vedersi, mortali, bolle di sapone di bava.
Oppure, mi parte uno scaracchio, .che faccia pillone indissolubile colla caramella. Raro, brutto a vedersi, altrettanto letale.
-E tiri ir carzino.
-No. Se un ti dispiace tiro i moccoli.
-Non puoi, stai morendo soffocato, difficile mimare un moccolo mentre si stianta.
E’ noto che la morte è uno spettacolo.
Ma questo, nel suo genere, è tra i meno cruenti.
Non come vedere un uomo dissanguare al freddo progressivo che pare emanare dallo sguardo del sicario.
I vecchi siedono sulla panchine.
Si accontentano della violenza ripetitiva dalle parti della grande lampada in piazza.
Sopra mutandoni striati di urina indelebile, vestono abiti tagliati in Venezuela decenni prima.
Osservano gli insetti impellicciati.
Cercano la chiave della loro danza attorno al filamento di tungsteno incandescente.
Col buio, arrivano i pipistrelli.
I vecchi lo sanno.
Il pipistrello fa bene poche cose nella sua vita, ma mangia falene del cazzo come non ci fosse un domani.
Tuttavia i più crudeli, o i più annoiati, sperano che vadano a rompersi il grugno sul palo dell’Enel mentre volano come il Nando ubriaco.
-Nando, varda là, sei te ciucco preciso!
-Filotto, senti mo’, hai demolito la minchia, ait capeit?
Cinquant’anni fa ero il più brutto del paese, ma ora anche te zai i peli nell’orecchi! E sembri una crosta di pecorino lassiata ai sorci! Aalura fami guarder sti pistrilli e nun rompere le bale, mia piò. E ciai sempre due Fernet da offrire, ti ricordo…
Gli altri tengono per  i mammiferi, come fosse la Nazionale.
Come se qualcosa li unisse a quelle bestie cieche col naso da porco, perché le femmine possiedono mammelle per nutrire i piccoli.
Il Casalingo odia quelle serate.
Non quelle a guardare i pasti dei pipistrilli, alle quali, per altro, non partecipa dai tempi delle felpe Best Company annodate al collo e il jukebox con Albachiara consumata. Lato B Colpa D’Alfredo. Anche quello molto apprezzato per via della frase “se n’è andata a casa con il negro la troia” cantata dai ragazzi in strani cori disgiunti, col braccio destro alzato, facendo ognuno i cazzi suoi, come un frammento di  rituale importante, pezzi della messa che non si possono saltare anche se stai pensando alle mutande nel culo della mamma della tua compagna di catechismo e a come toccarla quando vi scambierete un segno di pace.
Il Casalingo odia le notti di cocaina, specie quelle indette in nome dell’amicizia, anche se non ha niente contro la droga.
Uno dice  “morale della favola” l’altro cerca un doblone con la faccia del Papa.
l C.M.potrebbe giungere da un dialogo interiore, che i detective della polizia psichica considerano segno di pazzia.

Specie se espresso a voce alta.
Eppoi, proprio uno degli ultimi a non portare il tatuaggio antidroga sotto l’orecchio destro.
Deve essere lui che riempie i fiumi di tutto il mondo di metaboliti di sostanze illegali, contemporaneamente.
Come minimo ha un problemino urinario.
Durante gli anni dieci, la Psi.Pol.Lo (esatto, si legge proprio psipollo, che manica di idioti si bevono le nostre tasse,si fa per dire, io fatturo ai minimi) ha assunto compiti di controllo sociale diretto.
(Questa proiezione è ambientata tra una decina d’anni, sicché mi immagino felice a frodare il fisco. In realtà pago più del dovuto. E mi odio per questo.)
Come predetto nel XX secolo da studiosi del potere tipo M. Foucault, ora venerati da sette scismatiche segnate al loro interno da fazioni sanguinose e bizantine.
La Psipollo, facciamo conto che ti abbia preso e dato un paio di schiaffi tanto per gradire, ti ammanetta in una Gran Torino Psichica tutta imbottita, e bianca.
Poi ti attacca a un congegno in grado di capire sei tuoi dialoghi interiori siano misure retoriche adottate per chiarire i tuoi pensieri, oppure la manifestazione dell’ennesimo caso di schizofrenia virale, predetta dallo scrittore P.K.Dick.
Dick aveva semplificato la vita a i suoi futuri studiosi elaborando una religione di se stesso (parecchio complessa non si può avere tutto) quando era ancora in vita.
Il culto si fondava sulla visione di un raggio rosa e un testo sacro chiamato ESEGESI DI PHILIPH KINDRED DICK:un malloppone di oltre ventimila pagine manoscritte la cui disputa sulla corretta interpretazione  aveva causato oltre settemila morti in cinque anni.
Fanno quasi un morto ogni tre pagine.
Perché era successo tutto ciò?
Né Foucault né Dick lo avevano detto chiaramente.
Nelle sale relax degli psicopoliziotti, dai tavoli ingombri di campioni di Cialis sublinguale e posaceneri ricolmi: lì qualcuno racconta la verità dei cinici, parlando con la bocca piena di budino di riso.
-Hai presente quanto pijia un diriggente medico, colla laurea presa a Tiblisi? Ce danno a màchina, i farmaci repressivi-rieducativi, la pistola a pallettoni de Torazina, e il Taser regolato al massimo… semo de meno, ma famo quello che ce pare.- butta giù il boccone con un sorso di Redbull Verde (a base di dexedrina), fissa il cielo bianco oltre la finestra poi pare riscuotersi.
-Aho! So’ 15 mensilità, più le indennità de missione e ce chiamano pure Dottore dar salumiere…
L’interrogatorio segue i nove passi delle F.B.I. di Inbau, Reid e Buckley, invece della vecchia, pallosissima, anamnesi.
I nove passi all’italiana, li chiamano ai congressi, dandosi di gomito.
Gli Psy passano attraverso fasi precise nel rapporto con il sospetto: dall’ostilità umiliante, alla solidarietà comprensiva.
Il primo rapporto nazionale, coordinato da un luminare in pensione, mostra statistiche talmente erette che più di un dirigente politico del ministero della Giusta Sanità, si era masturbato sulla stampata dei dati per poi spedirli in busta chiusa a membri dell’opposizione o giornalisti.
Ciascuno pensava di aver avuto un colpo di genio.
Invece anni dopo una studentessa, durante le ricerche per una tesi da discutere al poco rinomato centro di Cultural Studies di Terni, raccolse 43 reperti presso procure, archivi privati e case d’asta online, solo tra quelli giunti tra le sue mani.
La studentessa avrebbe scoperto e identificato 35 autori delle missive grazie ai test genetici in vendita per un euro alla Coop di Terni negli anni suoi, e intitolato il suo lavoro 
Sperma Di Gloria avrebbe deciso di.
Ma questa è un’altra storia, e dovremo raccontarla altrove.
E’ un compagnuccio tuo che vedi solo te! Dillo allo psichiatruccio tuo…
La seduta di Consulto con Valore Legale procede un po’ moscia.
L’Epidemia aveva favorito lo stanziamento dei fondi necessari.
Chi chiedeva conto dei soldi era un disfattista di merda.
Quelli dei movimenti antipsichiatrici sostenevano di poter provare la correlazione diretta tra alcuni farmaci e il morbo.
Ma l’unica correlazione certa è che su di loro quei farmaci non avevano funzionato.
-Allora te la prendi con la psichiatria?-continua la voce.
-A San Patrignano ti insegnano a odiare i pusher…
Il termine “schizofrenico”, coniato da 
Blauler nel 1908, è ora in disgrazia in favore di lemmi meno aggressivi tipo:
Schizzato, Pazzo Pericoloso A Questo Ye Damo Un Po’ De Scosse, Eppoi ye Tajiamo Un Po’ De Coccia E Una Palla, Giovan Battista Cassano , m’o diceva se
npre.
Cenni Biografici estratti da Wikipsyco:
“Meno intelligente del giocatore Barese analfabeta Antonio, J&B Cassano è stato protagonista di una fulminante carriera psichiatrica (buona questa) al culmine nella prima metà degli anni novanta(grazie all’interesse mediatico indotto di riflesso da personaggi del mondo dello spettacolo in cura da lui e alla spinta di fratelli massoni come Maurizio Costanzo. “Ha trasformato la malattia mentale in moda da esibire.” sostiene Owen Wilson, celebre attore che ha svolto il percorso inverso per diventare psichiatra.
Ha convinto Vittorio Gassmann (con cinque europallet di Prozac) che era sempre stato un grande attore drammatico.
La famiglia di V.G.pagò visite, cure,  messa in scena, riprese televisive e figuranti in deliquio di un Pinocchio con un Mattatore dalle giunture parecchio scricchiolanti e sicché almeno in questo credibile.
Solo in questo.
Poi è arrivata,  degente volontaria:
Sandra Mondaini, Depressa ovviamente.(Prima tutti depressi ora tutti bipolari).
L’attrice uscì dopo un mese rimessa a nuovo, pronta a dichiarare ai rotocalchi e a Vincenzo Mollica che le nuove pillole erano in grado di curare la depressione e la sindrome bipolare come un raffreddore.
-Dopo un bese qui dentro, col professor Cassado mi sono liberata finalmente del mio alter ego! Quella tizia colle rughe nascoste da enormi occhiali da vista e biscottata di lampade abbronzanti: finalmente sono libera di vivere la mia identità, per la gioia di tutti i bimbi, eh?
-Un caloroso abbraccio di bentornata a Sandra Mondaini!- azzardò Gianfranco Agus in diretta da Verissimo accennando un ringhio alla clacque di comparsate Rai incazzate, perché, ‘sticazzi so’ e tre e i cestini nun l’avemo ancora visti…
Sandra Mondaini un cazzo!- disse la donna gelando gli astanti in una rara giornata di vero freddo invernale a Pisa.
Io sodo Sbirulido, don lo vede il naso, cià che Daso! CIAO BIBBI!
Nella spaccata impeccabile che eseguì nell’attimo che seguì, la temeraria showgirl si spaccò tutta.
Impeccabilmente.
Venne raccolta da un’ambulanza diretta in ortopedia, ma, come si affretto’ a dichiarare l’Ufficio Stampa dell’Ospedale, la paziente era perfettamente guarita sotto il profilo psichiatrico,
Il Professor Cassano, decise di andare in pensione presto, esclusi certi consulti privati in clinica e i corsi sponsorizzati in tutto il mondo dalle case farmaceutiche.
-Largo ai giovani- dichiarò da costanzo ad una platea di ottuagenari.
Non prima di aver rilanciato l’elettroshock come rimedio ingiustamente messo da parte dai comunisti infiltrati persino in una disciplina d’ordine come la psichiatria.
Si curò, nel solco di una gloriosa tradizione, di manipolare i concorsi affinché la sua ex cercatrice di puntine e graffette sotto tavoli Levinskiani, Liliana Dell’Osso prendesse il potere ignaro del regno del terrore a base di unghie lunghe gonne corte e ricettario allegro che la sua pupilla avrebbe instaurato…
Cassano aveva pensato, dicono le fonti più vicine al professore emerito, ad una specie di diarchia occulta dove lui, principio solare fallico inseminante, avrebbe guidato le giovani generazioni mentre la Dell’Osso…
Mentre pensava a cosa a farle fare gli venne un languorino, e la fece chiamare con un urgenza.
-Dica Professore- lei neanche si toglie gli occhiali.
-Ah, come sei deferente, stamattina Lily. E’ che non trovo l’evidenziatore…
-E secondo te io ti cercato l’evidenziatore per vent’anni in nome della scienza? Sono al potere vecchia merda. C’è n’é una scatola piena nel secondo cassetto, di evidenziatori, e di kleenex nel primo. A proposito- mentre la titolare di cattedra parlava, Cassano faceva finta di cercare davvero gli evidenziatori, come se avesse mai evidenziato, scritto, o corretto qualcosa in vita sua…-a proposito, questa stanza è troppo grande per rendere omaggio ad un pensionato. La psichiatria non ha memoria, odia la memoria, l’hai insegnato tu a me.
Perciò ti ho assegnato uno spazio adeguato nel padiglione agitati.
-Mdfdvg? vocalizzo’ Cassano.
-Sì- rispose Liliana a caso prima di sbattere la porta
– E’pieno di evidenziatori…
Nascevano le Dell’Osso Girl (voce di Wikipsyco)
Spregiudicate, Disinibite (grazie alle perniciosa mescolanza tra pasticche ed Apple Martini), stupide come barattoli di acquaragia, le Girls taccheggiano, coi tacchi, senza rubare, per le corsie prescrivendo qualunque cosa trovino scritto sui Post-It pubblicitari lasciati dai rappresentanti in BMW.
La Celebre Scuola Psichiatrica di Pisa, vincente nel mondo intero, si fonda sulla cancellazione sistematica di ogni caratteristica individuale del Paziente, non per niente il termine è mutato nell’ulltima edizione Zingarelli in pazziente.
-Come va?- chiede al pazziente una specializzanda rossa mentre si annoda una matita blu come gli occhi suoi, tra i capelli profumati.
-Mah, ultimamente…
-Ci casca sempre, signor Mallegni eh!-
La mezza dottoressa elargisce una mezza risata in arrivo dal paradiso Preraffaelita, poi i suoi occhi  prendono a scintillare.
-C’IMPORTA UNA SEGA A NOI DI SAPE’ I CAZZI SUA!
Il gesto internazionale a indicare la manipolazione del membro virile tradisce lontane origini Livornesi.
-Il vecchietto era rimasto colla bocca aperta sulle gengive lucide.
-LO VEDE ‘SA C’E’ SCRITTO…- continua la rossa ammiccando con la lingua, e non chiedetemi come faccia.
SIAMO QUI PER PRESCRIVERE TERAPIE NON PER ASCOLTARE!
Non va bene la pillola?
E’ chiaro: gliel’ho segnata a cazzo!Come dici tu? Nooooooo! A CAZZO!
E intendo dire che ho usato la fava del mio ragazzo per certe pratiche divinatorie.
C’era da chiama’ un dottore, se c’è qui eh, dovrei senti.
Ah.Ahm.Ahahahah.
Svelto provi quest’altra pasiglia rosa e blu quest’altra volta le faccio vedè un capezzolo…
-Armeno, un po’ di materiale di ciccia da seghe!
La dottoressa era già sull’uscio quando si girò di nuovo.
-Oh Mallegni! N’ho detto UN CAPEZZOLO, mia IR MIO!
Ahahahahahh!
Lo psycodetective in servizio giudica il comportamento della ragazza eccessivo persino per quei luoghi e, con un ordine silenzioso la fa portare via.
Poco distante dalla rossa, in una stanza imbottita, legato con manette imbottite, il Casalingo affronta l’ennesimo interrogatorio.
E’ sempre più dura.
Cioè. più duro.
Come volete.
L’ottavo passo, adattato dall’FBI alla Psypo consiste, per il momento, in una dottoressa bionda dai capelli legati e l’aspetto severo.
La dottoressa chiama l’infermiera con malagrazia.
-Ponchielli? Si sbrighi un po’!
Ponchielli arriva, solleva appena la divisa e rivela un collant virginale.
La dottoressa lo squarcia con un bisturi sterile quasi senza guardare, e la lama affonda nella vagina color ferrari, carnosa, piena di anfratti umbratili, dell’infermiera.
Ponchielli è così bagnata che il bisturi non lede pelle e mucose, ma rimane impregnato di umori densi e cristallini dall’odore dolciastro.
La dottoressa si avvicina al Casalingo.
Le basta girare il bisturi perché un grumo di succo vaginale infermieristico coli sul viso del paziente, che allunga la lingua, maledicendosi per l’automatismo.E perché gli piace.
MA sputa senza farsi vedere, teme ci siano degli allucinogeni in quel dolcissimo succo di fica.
S
olo allora la dottoressa sorride.
-Allora ti piace Ponchielli.- dice facendo risuonare i tacchi in corrispondenza delle sillabe. Ha un broncio infantile.
-Dillo che ti piace lei e io no.
Dillo che questa non la vuoi assaggiare…
Nel frattempo Ponchielli ha slacciato i bottoni della gonna della psichiatra, lasciadola in stivali e slip neri di pizzo.
Dalle mutandine spuntano ciuffi biondi come lingue di fuoco dalle finestre da un palazzo in fiamme.
L’infermiera, in ginocchio, lecca qualche punto sensibile.
Nel silenzio della sala illuminata dai neon, il Casalingo sente il raspare della lingua sul pizzo nero, e vede rivoli di liquore profumato scendere lungo l’interno cosce fino a dentro gli stivali.
-Allora dillo-aggiunge la psichiatra:
-NON TI PIACCIO!
-NON TI PIACCIO!
-TI piacciono gli uomini brutto, fro, o, ocio!
FATE ENTRARE LA MACCHINA DAMIA, MIA, MIANI, O CAZZO PONCHIELLI; NON TI FERMARE CHE TI TAGLIO LA GOLA, brutta troia.
-No Dottoressa, sono solo la sua umile troia travestita da infermiera.
-Ah sì puttana?! io non vedo nessun travestimento.
-Vedo una troia nuda.
-Comandi dottorescia.
-Con la fica più pelosa del Trentino o dadove cazzo vieni te, zitta non me lo dire non mi frega un cazzo, troia. Ma non possiamo certo dire di non, ohcazzo, di non, co, no, scer, scer, cicicciicci…
Un inserviente deforme spinge un carrello fino all’uomo ammanettato, gli inserisce una cannula nel collo cercando di fargli più male possibile e se ne va,senza degnare su uno sguardo le due donne.
Dal pizzo nero della Dottoressa ora spunta anche un pezzo di carne rosa e turgida, impossibile stabilire con certezza per il Casalingo se si trattasse di una delle piccole labbra abnorme o di un clitoride veramente grosso, in piena erezione.
Contro la Pollipsia, il Casalingo si era preparato su antichi manuali scritti da veri medici per veri studenti, non da luminari corrotti dalle case farmaceutiche per l’edificazione di aspiranti corrotti armati di ricettario e psicomanette.
Ma non è pronto a questo.
La mora del Trentino sta umettando il buco del culo della dottoressa con lo stesso miele delle proprie labbra, e girava intorno, piano piano piano.
-E pensa che a ‘sto frocio non ghe piase.
Più l’infermiera perde la testa, più riacquista la sua lingua d’origine, chissà perché.
-Xe proprio un frocio co a mona al posto del casso dottoressa!
Questo, nonostante il cazzo del casalingo stia strappando i pantaloni, fuor di metafora.
Ma non si può muovere, e gli conviene non parlare.
E’ collegato alla macchina e ha una certa idea su cosa cosa gli stanno per fare.
Da un po’ si era accorto che il Lato Oscuro non risparmiava forze sul suo caso.
Perché, cazzo? Per uno stupido dialogo interiore? Evidentemente è così che comincia.
Sta per cominciare anche il suo esame, quello vero, con la Macchina Damiani.
E cazzo, devi stare attento, quell’aggeggio infernale legge il pensiero, almeno in parte.
Mentre il C.M. pensa a non pensare le due donne, avvinghiate, cadono sul pavimento, lanciandogli insulti.
Per lo più incomprensibili.
(fine prima parte)

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Mrs. Potato raddoppia! (II parte)

Continua l’epopea di Mrs. Potato in dolce attesa di due gemelli…

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CONSIGLI NON RICHIESTI E DOMANDE BIZZARRE

La donna incinta per sua natura attira l’attenzione di tutta una fauna di saputi ficcanaso, quella gemellare ancora di più.
Una delle categorie spaccamaroni, è quella dalle madri da poco (tempo).
Si spacciano per esperte, e non ti priverebbero mai del proprio saggio parere.
Su tutto.
“Ma non vai dal dietologo? Io ci sono andata.”
E sti cazzi?
“Vai fuori il fine settimana?” Ma è un’ora e mezza ad arrivare!”
Mica ci vado a piedi.
“Metti ancora la cintura in macchina?”
Visto che quella dei pantaloni ha perso di senso…
“due in un colpo solo! Ma com’è successo?”
Ho fatto col metodo standard. Ti faccio un disegnino?
“Prendi gli integratori? Io per il ferro mangiavo la mela chiodata.”
E chi sei, la mamma di Goldrake!
“Mi raccomando, non ti affaticare.”
Come farei senza di te! Stavo giusto partendo per la maratona di New York.
“Leggi questo libro: come eliminare i conflitti tra i figli
Lo saprà che i suoi figli si odiano?
“Leggi Come liberarsi dalle energie negative. Funziona!
E allora come mai tu odi tutti?
“Leggi I bambini indaco”
Un altro pilastro del pensiero moderno, proprio.
“Ma che bello, ciavevi gemelli in famiglia?”
No, m’ha morsicato una madre gemellare.
“Oddio, ma come farai?”
Ecco, grazie del pensiero.
Dopo il parto:“Scusi, sono gemelli?”
No no, il passeggino doppio era in offerta, quindi ho dovuto noleggiare un altro bambino.
“La verdura la lavi bene?”
No, mi piace terrosa.
“Come fai col caldo?”
Sudo.
“Ma c’hai tutto doppio?”
Mmh… preferisci la risposta greve o la versione censurata?
Poi ci sono quelle che ti raccontano il parto col moviolone in campo.
Non sono mai racconti tranquilli, tipo  sono andata in ospedale coi dolori e in due ore ho fatto tutto. Col cazzo.
Il medico che nemmeno s’è visto, l’ostetrica pazza, il figlio messo al contrario con le gambe incrociate e il marito che insultava le infermiere in corridoio, il bambino isterico che ha scambiato la notte con il giorno: pura letteratura del brivido, specie se devi ancora partorire.
Nella categoria unisex dei Toccapancia rientrano quelli che, indovina un po’, vogliono per forza toccarti la pancia. Passi per colleghe, amici intimi e parenti stretti. Ma gli altri?
Una volta al supermercato, una sconosciuta mi chiese di toccare.
“Meglio di no, signora.”
“Ma come, è così bello!”
Cosa? Toccare pance di gente incontrata per strada? Probabilmente è anche reato, chissà.
Che poi, toccare la pancia fa venire le contrazioni, dice.
Secondo medici, ostetriche, libri e chiacchiere dal parrucchiere quasi tutto fa venire le contrazioni: toccare troppo la pancia, strizzare i capezzoli, fare le scale, svolgere attività fisiche faticose, disturbi intestinali, incazzarsi di brutto, infezioni batteriche giù a sud, e sopratutto fare sesso.
In effetti sarebbe stupido negarlo, quando tutti gli studi più recenti lo confermano:
è molto raro avere le contrazioni senza prima aver fatto sesso.

FINE II PARTE

Mrs. Potato raddoppia! (p. n°1)

Cari Casalingomani.
Questo post inaugura la categoria Ospiti.
Che si doveva chiamare Il Circolo del Merletto.
Poi Fate come a casa vostra.
Infine, temendo che non si capisse, sono andato sul didascalico.
Si tratta di contributi a tema/stile Casalingo, inviati dai lettori.
Percio’se avete una storia di vita familiare, originale e lontana dai luoghi comuni:
fatevi sotto.
casalingomoderno@gmail.com
L’Ospite di oggi si chiama Mrs. Potato, e si presenta cosi’:

Ho due gemelli maschi, due gatti maschi, un lavoro da pendolare, un marito pendolare, un soggiorno pieno di trenini, mostri e macchine agricole.
Vorrei mille braccia come il Pastamatic, ma purtroppo ho solo due buchi per infilarcele, come Mrs Potato.

Se il pezzo non vi piace insultate pure Il Casalingo Moderno
Ma in caso contrario, i complimenti indirizzateli a lei.
Buona lettura.`
C.M.

INTRODUZIONE

Una notte di inizio febbraio vengo svegliata da dolori acutissimi al basso ventre.
Mi trascino rantolando verso il bagno e lì rimango sdraiata sulle piastrelle finché gli antidolorifici non fanno effetto.
La mattina seguente vado al Pronto Soccorso.
“È il colon”, dicono.
La notte successiva si ripetono gli stessi dolori.
“Endometriosi”, diagnostica con margine di dubbio la ginecologa di turno.
Il giorno dopo vado dalla mia ginecologa.
“Fai la pipì qui” dice, “Secondo me sei incinta”.

I GEMELLI SALTANO UNA GENERAZIONE

La saggistica sull’argomento gemelli è piuttosto scarsa, come scoprirà chi, investito dalla notizia della lieta doppietta, si è adoperato nella ricerca di informazioni (fuori da Wikipedia), per capire cosa lo aspetti.
Io ho trovato in commercio poca roba e di scarso interesse.
A quelle pubblicazioni mancava l’aspetto emotivo della faccenda, nonché la parte pratica. Quello che realmente accade con due gemelli, cosa succede in famiglia, le frustrazioni e le piccole vittorie quotidiane. E cosa succede a quella donna che, una volta spremuta come un tubetto di dentifricio o aperta come una noce di cocco, scodella il duo.
Ho letto di tutto, cercavo di capire, ma alla fine ne sapevo più o meno quanto prima.
Al controllo post cesareo la mia ginecologa ha detto che avevo un utero perfetto per la mia età, “bellissimo”, che non sembrava nemmeno fossi mai stata incinta.
Che culo! Proprio quello che ho sognato per oltre sette mesi e mezzo. Le tette saranno pure flosce, la pancia sblusata, ma vuoi mettere che utero? Volendo, diceva, potresti subito avere un altro bambino.
Volendo. Se fossi una collezionista.
Ma cosa è accaduto prima?
Un uovo anarchico si era scisso in due e due girini avevano pensato bene di trasferirvisi dentro.
Allora.
Ci sono i gemelli omozigoti, ossia quelli con lo stesso patrimonio genetico, una placenta e uno o due sacchi (come viene viene!) e quelli dizigoti, in cui i gemelli sono in realtà fratelli che nascono insieme, con patrimonio genetico differente, due placente e due sacchi.
Poi c’è una terza gemellarità.
Riconosciuta ufficialmente nel 2002, dice internet, è una via di mezzo tra le altre due. In questa, l’ovulo si scinde per i fatti suoi prima della fecondazione, per cui una sola placenta ma patrimonio genetico un po’ uguale e un po’ no. I gemelli ovocitari, così si chiamano, possono essere anche di sessi diversi.
Al risultato positivo del test di gravidanza, ho chiesto alla mia ginecologa di controllare che ci fosse un solo puntino. Perché si tramandano i nobili casati, ma anche i gemelli, e poiché di baronati in famiglia non ce n’erano, ma di gemelli sì (i miei genitori avevano avuto due gemelle, purtroppo rimaste in vita per poche ore), la mia apprensione era del tutto lecita.
Lei aveva risposto che era un po’ presto per esserne certi al centopercento, ma che sì, era abbastanza sicura, e poi i gemelli saltano una generazione. E infatti.
Nella peggiore delle ipotesi, i dolori potevano essere causati da una gravidanza extrauterina.
In realtà, per festeggiare il mio compleanno/contratto a tempo indeterminato, avevo passato la domenica ed impastare e infornare palate di ciambelle da portare in ufficio, il che era coinciso con l’aggrappamento di queste celluline. Il mio corpo, quindi, mi stava segnalando che forse era il caso di darsi una calmata.
Dopo le prime analisi, scoperto che la cosa procedeva in maniera regolare, ero stata messa a riposo forzato dal lavoro, cosicché avevo velocemente superato lo shock da gravidanza.
Mr Potato ed io, ci scherzavamo sopra anche. L’avevamo teneramente ribattezzato Il Fagiolino e io mi divertivo un sacco a sparare cazzate su quello che Il Fagiolino voleva o diceva, più o meno come una treenne con l’amico immaginario.
Al secondo controllo, la ginecologa appoggia l’ecografo sulla mia pancia e parte tutto l’iter standard.
“Guarda si vede la testa, una manina, già è tutto bello formato…”
Poi sposta l’ecografo, e ne appare un altro.
Uguale: testa, manine, bello formato.
Guardiamo il monitor attoniti. In silenzio.
Lei sposta qua e là l’ecografo ma a un certo punto è chiaro a tutti. Non è un cazzo di errore di Matrix: là dentro nuotano due ominidi.
La dottoressa, probabilmente sentendo il dovere morale di alleggerire l’atmosfera, pronuncia per la prima volta la frase che sentirò ripetere per tutta la gravidanza.
“Bèh, almeno fai la fatica una volta sola.”
Almeno. Se sopravvivi.
Ero catatonica.
Non che avessi un’idea precisa di quello che mi aspettava. Però capivo che era il caso di allarmarsi. E così ho fatto.
Quella mattina, avevo anche un appuntamento dalla mia amica e commercialista Claudia per il 730. Sono arrivata con la stessa faccia di quando mi avevano fregato il motorino nuovo dopo quattro anni d’insistenze perché i miei me lo comprassero.
“Che faccia. Ti hanno rubato il motorino?” ha chiesto.
“No; ecografia. Sono due.” credo di aver biascicato.
“Bèh ma che culo, sarebbe piaciuto anche a me, almeno fai la fatica una volta sola”.
Frase completa, questa volta.

(fine prima parte)

Nel prossimo episodio:
Disturbi in gravidanza!
Pisciare nei barattoli!
e tante tantissime smagliature!