N°14. La Spesa 3 ( rubare al supermercato)

Ho promesso a un adepto della prim’ora di dedicare un numero al furto.

Per quello che mi riguarda, basta. Si rischia più o meno la stessa pena per la generazione si scatole cinesi per s.p.a. e il furto di una fiorentina, Doolittle dei Pixies, e una Porche.

Circa 15 anni fa avevo provato a passare  il varco con i Pixies.

Comeu’ambulanza personale, che ascolta le tue preghiere, che è ovunque tu sia e suona sempre più forte.

“Io non HO NIENTE” ho detto alla cassiera alzando le mani.

Dopo aver  alzato le mani, i dischi hanno  attraversato i pantaloni, dannata moda largona dei tempi, e sono initi sulla moquette.

Si è scoperto che la 1/2 ora trascorsa a scartarli e togliere i prezzi era stata inutile, dato che c’erano ALTRI bollini anti taccheggio, dentro il disco. Mannaggia.

Non capisco cosa c’entrino i tacchi con il rubacchiare nei negozi. .e’ un’attività che ho sempre praticato indossando pratiche scarpe di gomma. Anche l’amica che era con me non indossava tacchi, bensì stivaletti ortopedici. Apprezzo lo stile ortopedico ma va saputo portare.

Salterò tutte le avventure in librertia. Dirò solo che quel giorno, alla Mediaword, nella stanza dei peccatori profumatadi posacenere e caffe di macchinetta, ostentai indifferenza totale.

“Perché li hai presi?”

“Non ho soldi per comprarli”

“Non è mica pane”

“Per me sì. Poi se aveste venduto cibo, mi avrebbe posto la stessa domanda?”

L’uomo non era come i vigilantes di ora, tutto pompato, scartato dai caramba perchè é fissato con le armi automatiche e il compagno di stanza ( dio li benedica). Teneva anzi un aspetto pallido e malrasato.

“Guarda che ti fotti la vita, io ho chiamato la pattuglia.  Strunz.” a me crea problema l’idea dello sbirro bastardo in quanto tale, figurati la sicurezza di Mediaword. Però gli dissi questa stronzata politica-western-fatalista che parve impressionarlo.

La mia amica taceva, come sempre.

“Strunz..” dice il tizio dopo x min.”Hai un culo come un gippone”

“Perché?”

“Emergenza. Tutte le macchine richiamate. La Pantera stava già nel parcheggio; glielo dica lei a stu strunz!” coinvolse la mia serafica amica che infatti non me lo disse.

“Firmate e jatevenne. Se venite beccati qua dentro nei prossimi 5 anni, vi sfondano il culo.”

“arrivederci”

Pioveva fuori, ed era buio, le giornate si erano accorciate, e continuavo a stupirmene.

Sono a favore dei furti nelle grandi catene. Sono costi che inseriscono preventivamente in bilancio.

Però non lo faccio più. A Mediaword.

Mi sono dilungato nelle premesse aneddotiche. spiace.

Ora attenti: di seguito alcune tecniche per rubare al supermercato senza subire conseguenze.

Primo. Deve essere una cosa sporadica inserita in una spesa decente.

Secondo. I pinoli non si pagano, è immorale. Si infilano in tasca.

Terzo. Le pile non si pagano. Si scartano e mi mettono in tasca. Ricordate che la confezione è la nemica del furbino. Io trovo regolarmente l’antitaccheggio dentro lo zafferano: anche qui, scartare e imboscare. Ho un piumino rotto con un buco utilissimo.

Qualcosa di più costoso? Sapete che vado alla Coop. Diciamo che,come pura speculazione escogito metodi per fregare,

Primo. Procurarsi una tessera soci e una pistola per sparaflesciare, dove c’è.

In pratica vi fate il conto da soli, ma ogni tanto vi controllano. Se risuterete irregolari al controllo, non è che vi ammazzano, pagate la differenza. La distrazione è una buona carta da giocare, specie in un carrello con figlio piccolo.

“Ah Pepolino, hai messo ancora il cioccolato nel carrello, cattivo bimbo!”

Ma la cosa migliore è essere assolutamente virtuosi per un bel po’. Fatevi trovare in regola a due o tre controlli. Poi comportatevi bene alla successiva, Alla SECONDA, potete scatenarvi: foie gras, pesce, formaggio di fossa.

Le probabilità  di una rilettura sono molto basse, ma non nulle.

Un ultimo sgamo, sempre con Pistola Coop. Prendete un carrello rosso, piccino. e due buste di stoffa delle stesso colore. In uno mettete tutta la merce pagata, nell’altro, diciamo, gli extra.

AL momento di sparare il conto sul lettore, lasciate il vostro carrellino a qualche metro. Se non c’è rilettura meglio. Se c’è la rilettura, andate al carrellino, prendete il sacco con le cose pagate e presentatevi con il viso angelico alla cassa di controllo.

Una volta pagato, uscite, lasciate la spesa in macchina, e rientrate  ( l’ideale sarebbe una tessera diversa). Recuperate il sacchetto free, aggiungeteci un limone, il pane di segale e un cioccolatino e andate con la pistola al lettore:due letture di seguito in questi casi sono molto rare.

Direi che è tutto.

Alla prossima, birbanti