Communication Breakdown (Sterile fertility)

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Cari Fedeli.
Perché un padre miserabile dovrebbe occuparsi della politica, in un blog dedicato alla famiglia?
Io, Casalingo Moderno, contrario alla famiglia eppure  imprigionato dentro la gabbia che mi sono costruito. Io che amo i miei secondini.
E’ vero.
Dovrei scrivere le ultime dieci puntate di questa serie. Parlare di Salvia Pepolino Nepitella e Tropea. Così magari mi richiama Barbara D’Urso a fare il caso umano, e stavolta ci vado, e le sbatto la fava sulla guance ben rasate.
Taglia. Taglia.
Tanto niente diminuirà la mia ammirazione per il pelo pubico della D’Urso, esposto su Playboy del 1979. Una boffona alta venticinque centimetri. Ci poteva inculare la gente con quei peli.
Ora scommetto che ha la fica moicana, o, temo, rasata.
Oltre alla calza sulla sua camera manco Jessica Fletcher,
Ciò non implica che non mi scoperei Barbarella, oddio, dal vivo potrebbe essere pericoloso. Forse mi perderei per sette anni, accampato sul collo dell’utero, sparando inascoltati e inguardati razzi di segnalazione mentre…
Divago. Taglia.
Tuttavia, nel divagare dai miei cazzi strettissimi, non scantono manco troppo  dicendo  quello che nessuno vi  dice sulle politiche della famiglia e sulle recenti polemicucce mal poste. Famiglia. Tormento certo, ma pure il metallo fuso nel quale ho forgiato i miei gioielli.
Per i cretini: i miei figli. Insomma, ho diritto di penna.
Parliamo di figli? Cazzi da cagare.
Ma i cazzi, quelli veri, amarissimi, riguardano il dibattito pubblico più superficiale che si sia sentito a memoria d’urso.
Si capisce che siamo un popolo di merda perché guardiamo il dito e non la luna.  In aggiunta al Foco del destino, tutto basta che ci pensi un altro alla nazination. Ma sì, il menomato figlio segreto di bruno vespa che governa in diarchia con COLEI CHE GLI HA FATTO SAGGIARE LA TOPA. La moglie non conta.
Attualità.Da poco, è stata massacrata e licenziata la Responsabile Comunicazione del Ministero dell’Insanità. Voglio dire, poverina, lontana dal  genio come Malgioglio dalla cicciabaffa.. Però.
Leggete Babbo qui, che vi racconta i veri problemi…
Hai messo sul lato cattivo dell’opuscolo dei NEGRI,MINESTRA LORENZIN!
E’ questo il problema?
O è il fatto in sé che grida vendetta a dio, che però non può esistere altrimenti mi avrebbe fulminato l’altroieri. Altra storia. Taglia.
Comportamenti Giusti e Sbagliati? Per far circolare i girini?
Vi posso garantire che ho creato i miei figli seguendo pessime abitudini .
Altro che canne di neri rastoni. Nel mio mondo l’erba si da ai conigli ed io considero droghe solo le seguenti:
Alcol, Eroina, Cocaina.
Droghe pesanti.
Ho fatto due figli.
Nel senso. Una botta, un figlio. Una sveltina, il successivo.
Conosco gente che si mette la crema idratante dopo essersi fatto una sega, eppure non genera.
Ma.
MA.
Comportamenti poco fertilmente corretti.
E figuriamoci se mangiavo i broccoli! Avrei a quest’ora più figli di un’aringa.
NEL MERITO.
Razze, Italia, Fertilità?
Il pianeta terra sta per emettere un gigantesco peto e cancellarci dalla terra.
Chi pensa all’Uomo come essere senziente capace di distruggere il pianeta si sbaglia. Sarà il pianeta a liberarsi di noi, perché siamo troppi, dannosi, parassitari, ingordi, e pateticamente sottoevoluti rispetto ai ratti, agli scarafaggi e ai sottaceti. E si pensa alla fertilità?
Lasciando l’ottuso vitacentrismo, inoltre, pensiamo all’eleganza della chimica organica, alle molecole di idrocarburi, alla meravigliosa complessa fisica a ingranaggi nucleari dell’universo, alla  meccanica infallibile e minerale delle cosmo.
Riflettete:
Siamo sette miliardi e rotti.
Parecchi rotti.
E tu vai, Ministra dei miei coglioni, vai a promuovere una campagna di salvaguardia riproduttiva?
Lorenzin!
I negri scopano e figliano. Come tutti tranne NOI.
NOI Ariani. DUNQUE: STICAZZI!
Altro che errori di comunicazione!

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Parliamo di BIOFASCISMO. Che non c’entra coi negri, ma è l’imposizione di una sorta di etica del corpo contro il diritto inalienabile di fottersi la vita con il cazzo che mi pare, droga, lavoro, e persino figli.
Inoltre,  aspettiamo il virus, o la guerra che ci riporti a due miliardi, e il GOVERNO ITALIANO pensa a fecondazioni ritardatarie? Fertilità non solo inutile, ma persino etnocentrica.
Ma stai zitta, ministra.
IO, dovrei vergognarmi per aver cagato due figli. MA due noi, due loro, uguale zero.E SE ARRIVANO GLI ZOMBI HO UN PIANO. QUANDO ARRIVANO, CIOE’.
Rivendico inoltre il diritto di creare vita, contro tutto e tutti. Contro il mondo che qualcuno ha distrutto al posto mio e  contro le mie stesse convinzioni.
Non mi vergogno, anche dovendo. Ma non cago il cazzo all’universo vario di chi i figli non li fa.
Non faccio del mio privatissimo atto d’amore sconsiderato una bandiera da agitare contro i disertori del vienimi dentro amore.
Accerchiato da fasciomammine di merda che guardano come cancri senza scopo chi non si riproduce, rivendico il diritto di fare la stessa cosa in modo e per ragioni diverse. Rivendico la mia consapevolezza che non basta certo avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio. Grazie Vasco, per la sintesi.
Passiamo ora al Nazismo vero e proprio.
E questo riguarda i negri, non l’opuscolo, purtroppo.
Cosa cazzo vuoi, Ministerica, promuovere il recupero della razza bianca sui negri, ispanici etc.?
Le razze non esistono. Vuoi promuovere la fertilità delle fighe di legno bianche. L’opuscolo non è stato un inciampo, ma la goffa traduzione dell’unico senso possibile di questa iniziativa che puzza di merda come il regionale Pisa Milano delle sei e dieci.
Per salvare l’Italia, dici?
Uno. L’Italia la salvi preservando una continuità culturale, educando al bello i cittadini, vietando masterchef e fucilando Renzi. Non necessariamente in quest’ordine di priorità.
Una costosa campagna per ricordare che l’orologio biologico fa tic tac a gente che lo sa meglio di te, e lo lascia correre per motivi molto validi e concreti.
Aggiungiamo pure che noialtri c.d. Italiani Ariani non abbiamo più nulla da dire. Siamo sciolti dentro. E invece, e qui arriviamo al punto Due (2) tu vuoi salvare i bianchi non l’Italia.
Sono, siamo, gli unici che sottocresciamo insieme ai cinesi. Nuovi Padroni, gente, questi non cianno mai invaso!.
I nuovi Italiani invece, almeno per ora, hanno fame, storie, avventure, cazzi lunghi. A loro il dubbio onore di raccogliere l’italianità che trovano e farla diventare quel che cazzo vogliono, come sempre è successo da che esiste sto porto de lago a forma di stivale ortopedico e carta moschicida per invasori o e stupratori di massa. Ma anche per gli arabi illuminati , i greci, i normanni, i cartaginesi, i pisani. Consistendo le due cose in una sostanza.  Stupri e cultura, sangue e sapere. Mo che d’é sta novità?
Saranno loro, sono già loro, gli Italiani.

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Però non hanno diritto alla cittadinanza anche se nati qui.
Jus Sanguinis? Complimenti, nel duemila e sedici.
Eppure gli italiani colorati, indefessi pompano a sfondo le brande tritticanti, fanno godere o meno donne colorate o meno, ma cazzo,  fanno figli a catena. Sanno che si fanno figli per abitudine, per amore, per sfruttarli, per rovinargli la vita. Sanno pure che nessuno mai sarà pronto per questo. Tanto vale, badare a chiavare, pensano loro evitando menate tipo, sarò in grado signora mia? Tipica motosega mentale da psicanalizzati e immaturi e in andropausa incapaci di percepire il decadimento del loro stanco seme nonché il tramonto della propria civiltà. Certo, si sciuperanno anche loro, gli italnegri. Se i bianchi, sia chiaro, bianchi solo in apparenza (figli di Annibbbbbbbbale, come diceva Colui), vogliono riprodursi, facciano pure, ma non incoraggiateli. Non pressateli.
Non sono abbastanza qualunquista da tirare in ballo La Miniministra dello Sperma per questa merda di miseria che mi spacca il culo: la incolpo per la barbarie sanitaria che viviamo. La condanno per aver comunicato cose sbagliate, invece di creare condizioni giuste.
Altro che opuscolo.
Volete figli, fateli. Comprateli, rubbateli.
Non li volete. Meritate una medaglia per la vostra prescienza catastrofista, ma non ve la darò io. Per me pari siete. E sono cazzi vostri, in senso buono.
Le cose serie non possono essere riguardare la comunicazione.
Chi mette la comunicazione al primo posto, in una discussione, non ha idee e cerca un modo di ammannire supercazzole ai cittadini.
REVOLUTION!
CONTRO LA NAZIMINISTRA!
Fate figli per la patria! Niente canne e a letto presto. Per produrre morituri paffutelli, pucci pucci bau bau.
Perché la gente non fa figli? perché non può o non vuole.Perché la gente fa i figli a quarantanni? Perché, tra l’altro, se non arriva l’apocalisse prima, se non di guerra o malattie moriranno di fame. Vivranno in case di nonni invadenti che ricattano il mondo con la pensione che noi mai vedrem!
Tocca ai gialli dicevamo. Finito il tempo dell’estenuata, antica, sanguinaria, nazicomunista Europa di mmmerda. Per fortuna.
Abbiamo il diritto di figliare.
Non il dovere.
E Il ministero del non più garantito diritto alla salute universalistico e gratuito per tutti  (diritto costituzionale, almeno per ora) pensi a fornire servizi conformi a chi vuole avere figli e non riesce. Senza fare la lavagna dei buoni e cattivi. Senza mandarli in Spagna perché in Italia si può fare una sola inseminazione (non eterologa scherzi?) ogni sei mesi. Se hai quaranta cazzi di anni o più, sei mesi sono una vita per la tua fertilità, quindi le coppie vanno in Spagna spendendo, alberghi e viaggi ESCLUSI, diecimila euro a botta. E il problema rimane sul groppone dei miserabili ,come sempre,  colpevolizzati infine  a causa dei modi coi quali ammazzano giorni e notti bastarde infinite.
Lo stesso ministero di fottuti nazisti dovrebbe garantire la vaporizzazione, nei pubblici presidi sanitari, e sul posto via pubblica esecuzione, dei cosiddetti OBBIETTORI DI COSCIENZA, porco dio.
In modo che, come la legge garantisce, una donna possa abortire se vuole.
Ministero del Bionazisalutismo, Ministra delle Cazzate! Ascolta la mia invettiva! Ricevi la maledizione di un pericoloso sovversivo! Ostracizzato! Dietro alla lavagna da vent’anni! Lo stato campa con le accise di alcol e tabacco, e a me, bevitore e fumatore che mantiene queste merde, mi chiama SCEMO con il ventriloquo Frassica, protagonista di altra memorabile campagna colpevolizzante.
Andate affanculo.
Viva la libertà di sottrarsi alla vostra morte infinita, al vostro trasformarci in vegetali immortali incontinenti alle benzodiazepine.
Sceglierò io quando somministrarmi antidolorifici oppiacei endovena, non i vostri Dottori Pubblici Ufficiali, obbligati a denunciare i clandestini.
Tanto per chiarire definitivamente.
Non lottiamo per i figli ma per la libertà di disporre dei nostri corpi. Per la libertà di vivere e morire come ci garba e per la coscienza del nostro declino etnico che grazie a noi e queste iniziative appare sempre più inevitabile. Chiaro?
Ed ora un piccolo spazio retorico. Grazie. Di nulla. Ringraziatemi voi con comodo. E se volete più ricettine cambiate canale.

VIVA LA VITA! La regaliamo per amore o per sbaglio, la distruggiamo per miseria in un lento soffocare. La vita dei figli. La vita mia, moralista e dissoluta, ma non abbastanza da prendersi tutto.
VIVA LA MORTE! Riposo di noi autoterroristi, guerriglieri all’attacco di fegato e ricordi, che vinciamo sempre sul punto di arrenderci a una serena saggezza che sa tanto di rinuncia, ma che volete. Le mamme imbiancano. I babbi schiantano, i figli giudicano e rimpiangono, ne hanno il diritto. Rimpiangono  di non aver riflettuto quando il padre diceva, succo dei miei lombi, diceva, portami una birra e guardati sto tramonto. Vita e Morte, diceva, sono la stessa cosa. Ammesso che tu conosca la differenza, diceva, dopo una lunga sorsata di Tennent’s. Mio babbo era proprio un rincoglionito, pensava il figlio ormai vecchio pure lui,  scuotendo la testa. E con qualche ragione.

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P.S.
Continua… su sigarette, comunicazione, e libertà!
Usate droghe illegali!
Datele ai bambini!
Così da grandi quando vi daranno la colpa perché si fanno, beh, avranno ragione.

La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

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Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

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Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

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Tropic^ld° is in da hause

C’era la luna a ridicolizzare le pannocchie e le mie lacrime. E sotto Marte, grosso e rosso come il puntatore laser di un fucile.
Ero in ciabatte in mezzo alle campagne.
Per i soliti motivi, che non ripeto.
Sono a andato via puzzolente, con le scarpe da cuoco, un calzino sì e uno no. La tuta padellata d’olio e farina, capelli e barba unti.
Ho camminato, ed ero lontano dai bambini. Senza credito, senza speranza.
Inoltre il computer nuovo era misteriosamente andato in palla mentre compravo le cicche all’Arci.
Dentro c’erano cento pagine del lavoro che mi tiene lontano da qui. Non per sempre.
Ho ancora, calcolo, circa cinque amici. Definendo amici stretti quelli che puoi chiamare a qualsiasi ora se hai un problema grosso.
Tre femmine e due maschi.
Mi hanno accolto le ragazze a un ora che faceva schifo anche a se stessa.
Lì in preda a doppia ansia ho smontato il laptop a rischio di fottermi la garanzia. Niente bagnato.
MA
mistero: testiera fuori uso. Quando una delle amiche si è alzata io ero nella merda più nera. Dovevo scrivere, dovevo vedere i figli, dovevo dormire. Erano le otto e mezza: mi sono buttato nel letto sfatto e vuoto.
Dormo un po’, mi lavo e vado dai miei, pensavo.
Invece ho passato il pomeriggio a rovinare loro il pomeriggio.
A una certa, senza essermi lavato, mancante di un calzino di merda, sempre Sono sceso a cercare un negozio di cinesi.
Avevano armi, fantasmini, oppio grezzo e bocchini a cinque euri, ma tastiere no. Al quarto bazar, mentre pensavo che non voglio vivere in un mondo dove certi negozi vendono solo fantasmini, o trovato una tastiera blue tooth. Hanno capito che giravo da un po’ le scimmie gialle rotte in culo.
-scian schun scioi?
-oi oi vai vai.
Brutto segno quando parlano una lingua del cazzo davanti a un italiano. Inoltre la mia mamma che mi ha trasmesso quasi tutto ciò che ho di brutto dentro, il resto ce l’ha messo babbo. Io poi ho fatto a giunta. Comunque mi madre mi ha insegnato che è maleducazione parlare in limoncello davanti a uno che non lo parla, e anche parlarsi all’orecchio.
Infatti.
-Benti evro.
-come?
-Benti evro.
-Ho capito, dicevo come, tipo, esticazzi.
-Io no capito.
Un tastierino del cazzo benti euri? E quando scopro che, sapete le tastiere, sopra ogni tasto c’é tipo una lettera o un simbolo.
Anche il tastierino dei limoni a benti euri.
Peccato che non corrispondano a nulla che un mammifero possa riprodurre con l’organo deputato alla fonazione. Dgt. freccetta e viene zigrinatura. Premi parentesi e appare l simbolo del medio alzato mediorientale.
A quel punto la mia mente ha vacillato. Mi disgustavo per il puzzo. Il tastierino funzionava su altri computer, sebbene a casaccio, ma su mio no.
Cambio la password microsoft morisse subito insieme a fb.
Perché la tastiera del laptop riesce a riprodurre cinque o sei lettere.
Sono un genio del compiute, penso. E poi smetto di pensare ciò.
A quanto pare questi nazisti che ti obbligano a metterti la password anche nel buco del culo (ne ho una per cagare e una per gli input, tipo supposte diti e il resto secondo gusti inclinazioni.
Sento il mio vicino di cervello immaginario.
-Inclinazioni una ricca sega, popò di frogio. Continua a mettici i diti ner buostretto, vedrai ci pigli ir vizio!Ir mi cognato Aristide, omo di famiglia, quattro figli, ora è scappato cor parrucchiere. Una figura ar barre. Intendiamoci. Un ber trans, è diverso. E’ la topa del futuro!
Personaggio piuttosto volgare il mio vicino di cervello immaginario.
Dicevo, quei nazi eccetera, hanno deciso che la pass sul mio laptop non è quella valida per tutto, ma solo quella di amministratore locale.
A questo punto, prima tratto male le mie amiche, chiedo loro di farmi l’eutanasia, che pretendo di morire subito, che non mi uccido perché Pepo e Nepi non vogliono ma che…
Loro mi permettono di tiranneggiarle un po’ quando barboneggio da una non casa mia all’altra (sempre non mia) carico di sporte, puzzone, e con un calzino solo. Però poi io preparo dei cocktail che non hanno l’eguale ed esse: svengono, vomitano, mi perdonano.
Ma ieri ero molesto come il famoso fijo der culo, mio caro amico poi annegato in una cascata.
Così ho cominciato a insultare Bill Gates e la morbidezza del califfato nei suoi confronti.
Sono quindi passato a insultare il prestigioso unigenito figlio di Geova e se gli erano rimaste le palle doveva darmi la morte. Sempre sotto gli occhi allibiti di questo barbone che gli colonizzava casa, spadroneggiava e le zittiva se lui non riusciva a smanettare in pace bestemmiando al tempo stesso.
Il mio inconscio ha creato una canzoncina che fa così:

Datemi la morte immediatamente (3)

Datemi la morte

ORA

Se non me la date vi sgozzo la famiglia

Se non me la date accido a piccirilla

Potrei prenderci gusto e a voi che ve ne viene?

fatemi schiattare: ora!

In poco tempo le amiche si rendono conto che è giusto che crepi, e mi sostengono in coro durante il mio inno alla morte di me.
Presto diventò un inno alla loro morte anche,perchè quella musichina giuliva faceva venire a tutti voglia di morire in francese, e non si capiva una mazza perché ciascuno alzava al cielo le variazioni sul tema più adatto al proprio caso visto che invocare la morte è questione di religione, e di imporvvisa disperazione. O di problemi al computer per la seconda volta in un mese canche se lo tratti come le cose sante.
Nel frattempo continuavo a chiedere l’eutanasia, a smanettare su due pc più un tastierino cinese coi tasti in aramaico fonetico.
Cominciai a dondolare facendo mmmm colla bocca piena di colla, ed erano le dieci di notte quando ho smesso.
Nessuno di noi tre è morto, l’altro giorno.
Svariate avventure dopo giunse il mattino.
Pultroppo.
Stamani dovevo morire, per un po’.
Non come Casalingo Moderno, ma come l’uomo sfasciamacchine, il padre che non sa, e almeno sa di non sapere.
Dovete sapere che io ho molte identità non strettamente digitali.
Credo in un certo grado di compartimentazione, e che le identitò multiple possano essere la salvezza di un uomo, no distruggergli la mente.
La prima di identità ha vent’anni.
La usavo per mettere musica e fare musica.
Forse qualcuno sa chi sia Tropicaldo.
Ma nessuno conosce la sua storia.
Tropicaldo è un principe orfano; governa su un atollo dove in realtà non c’è nessun altro della sua tribù.
C’era stato l’unico e segretissimo esperimento nucleare italiano, Tropicaldo è appunto il figlio di un ufficiale della marina che non aveva mai sparato in vita sua. Aveva cominciato come cuoco di bordo e ancora si divertiva a preparare profumatissimi ragù di oloturia per i commilitoni.
Conobbe, l’ufficiale gentil cuoco, una indigena splendida e scureggiona. Ella, a nome Ernia, suonava una chitarra a 39 corde accordate, come voleva una segretissima tradizione, quasi tutte a pene di segugio.
Li conoscete gli italiani.
Tropicaldo non li conosceva.
Prima di accendere il raudo atomico, si trastullarono con presunti problemi tecnici.
Trombavano e cucinavano. Nascevano bei figli, spesso.
Tropicaldo voleva imparare la chitarra dell’Atollo Latta di Sugo. Non ci riusci!
La madre lo mandò in culo, ma Tropicaldo capì che doveva andare a comprare il giornale.
Questo era strano, visto che né il concetto di compravendita, figuriamoci l’idea di “giornale” nell’accezione generica o in quella Montanelliana era sconosciuta agli indigeni.
Avevano una scrittura rudimentale sull’Atollo Latta di Sugo.
Se c’era qualcosa di urgente essi vergavano degli strani segni sui propri escrementi: la sabbia era così leggera che bastava un peto di granseola a cancellare l’alfabeto degli Enterogermin, così si chiamavano i placidi abitanti dell’atollo nella loro lingua.
La parola significava, secondo gli studiosi più accreditati della lingua Enterogermin: acqua amara che ti aiuta a non cagarti addosso. Esperti, si fa per dire. Uno era il cappellano del sottomarino, l’altro era il pusher dell’isola.
Un tizio col nasone capace di distillare un liquore di cocco nel quale faceva macerare alcune alghe e il fegato di una murena velenosa, uno sballo ignorantissimo capace di alterare la struttura spaziotemporale dei suoi clienti. In pratica una droga ideale per un posto dove l’oblio era richiestissimo. Non erano stati inventati i puzzle né il rubabandiera.
Così i tossici Enterogermin sbattevano le palpebre e passavano dieci anni, uscivano a pesca, venivano divorati da un pesce, ed era passato un soffio di luce. Siccome il liquorino truccato lo prendevano tutti, non era raro vedere gente fare cose strane. Una volta si misero in trenta a leccare una palma centenaria per consumarla.
Ci vollero tre generazioni, o tre giorni.
In pratica a Latta di Sugo nessuno sapeva chi stava facendo cosa con chi o chi era figlio di cosa. La storia locale era un delirio. 1220 cartelle incise nella merda con uno steccolo sulla contemplazione della crescita dei coralli.
pusher guadagnava miliardi di conchiglie, ce n-erano tuttavia talmente tante che il povero spacciatore si faceva un culo tanto per fare il liquore , uccidere le murene alla maniera tradizionale, vale a dire togliendo denti al pesce e soffocarlo inserendo la sua testa nel proprio ano. I drogati dovevano andare a fare un bagno nell’acqua verdina e raccogliere conchiglie da centomila. a volte regalavano al pusher maionese di uova di gabbiano e aceto di cocco. Non esplose mai la mania dell’amburger senza h, perché non c’erano mutine sull’isola.
Il pusher pensava ci fosse qualcosa che non tornava, ma non capi’ mai a fondo le fluttazioni del valore della moneta.
Prima dell’esplosione gli Enterogermin vollero istoriare il sommergibile della loro antichissima storia, tramandata sulla merda umana un millennio dopo l’altro.
Presto il mostro rivettato venne decorato dalle merde multicolori degli Entero. Molti mangiavano coralli, e li cagavano. Cosi’ l’istoriata storia dipinta di scoria sul sottomarino Italiano era multicolore. Marrone, rosa, e giallo. Il bellissimo bambino chiamato Tropicaldo come il nonno contadino dell’ufficiale, si bevve una tazza di Batida Locale. Come tutti. Il sottomarino che recava le gesta di quel nobile popolo ( in effetti trascurabile e pernicioso) si immerse nel buio: dopo duecento metri a causa dell’acqua non c’era traccia delle gesta eroiche di quel popolo mite incapace di accordare una chitarra a 39 corde. probabilmente anche le gesta e perfino la religione, per quanto ne sapevano potevano essere sognate da quegli scoppiati il giorno prima.
Gli Enterogermin che sarebbero stati assunti tutti all’inps.
Sarebbero.
Dopo venti miglia marine di navigazione c’era il nostromo al timone,attentissimo agli strumenti mentre beveva un boccale di cocco alghe e fegati.
Mentre moriva stava tornando indietro nel tempo.
Alcuni si erano congelati nel momento precedente all’esplosione, e benche’ il loro corpo fosse ridotto a brandelli di atomi, loro sono ancora li’ a molestare una pentola.
A tagliarsi le unghie con la motosega.
Da Latta di Sugo si vide una colonna di fuoco che si apriva in alto.
Tropicaldo la chiamava la palma atomica, non avendo mai visto un fungo.
Non mori’ ma qualcosa gli successe, perche’ riusci’ a scordare nel modo corretto la chitarra a 39 corde.
Suonava per i granchi mutanti e I topi mutanti importati dal sottomarino italiano.
Granchi e topi si mangiavano a vicenda. Lasciando pesce e cocco a Tropicaldo.
Si fece un chiodo di pelle di corallo e divenne punk.
Filando merda di paguro tricefalo si fece cucire dai topi una camicia avaiana.
L’isola era piena di lattine di birra Peroni vuote e piene. E anche di pizze e mandolini.
Nessuno sa quanto tempo sia passato.
Tropicaldo sembra sempre un ragazzo.
A volte delfini e cavallucci marini enormi portano ragazzi e ragazze che accendono fuochi e lo ascoltano suonare. Poi si accoppiano con lui.
Cosi’ Tropicaldo canta un paradiso distrutto in una lingua incomprensibile a gente che forse non esiste.
Stamattina mi sono trasformato in lui.
E sono stato meglio.

Potete darmi torto?IMG_9255.JPG

Gli strozzini su facebook a caccia di casalinghi!

casalingoII

Cari passeggeri del Titanic, mentre voi ballate un ritmo medium swing invece di pentirvi dei vostri peccati e imparare a sopravvivere, mi è giunta questa missiva come commento a un  post ripubblicato su un gruppo sulla spesa consapevole.
Questa è una notizia che al tg4 sarebbe in apertura, noi diamole in gisto rilievo, senza sottovalutarla.
Quando parlo di controllo elettronico delle nostre vite, parlo sdi algoritmi, motori di ricerca dedicati oltre che travccaibilità di ogni cosa e sorveglianza diretta attraverso le videocamere.
Lo scrivevo in un saggio del 2007, quantomai profetico, che le tracce elttroniche della nostra vita formano un’immagine di noi, sono di fatto noi, e ci rendono individuabili come le falene dai pipistrelli per mezzo di un sonar.
E’ un concetto complesso riassumibile in poche parole:
Molti sanno tutto di te.
Non ve ne frega? Lo so, avete lo smartfone con Soda Crack Saga, il videogioco che ti fa cucinare milioni di chili di coca cloridrata per trasformarla in crack da fumare e spacciarlo davanti alle scuole. E’ così il gioco, le caramelle sono una copertura.
Intanto ecco uil commento come l’ho ricevuto.
Fernadez Flor Washington Abraham.
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Il gruppo è ITALIAN FOOD COMMUNITY GUIDA ALLA SPESA. CONTROLLATE!
Ora, dovrei denunciare un indirizzo mail agli sbirri o contattarlo trasformandomi in giornalista di inchiesta, ma non c’è nulla da indagare: strozzini gitani, probabilmente ( lo dico perché il tipo sta in francia ma scrive in spagnolo) ma non è detto. Ti fai un viaggio a Nizza con la macchina da ventimila euro e torni a casa con 2000.
Io ho debiti, per le macchine che ho distrutto, per le tasse che mi uccidono anche se non guadagno nulla.
Io ho debiti come tutti i padri di famiglia e le madri di famiglia che non appartengano alla fascia sempre più ristretta di Italiani benestanti.
Riguarda la famiglia?
Per la famiglia i soldi sono importanti come l’amore.
Un minimo di soldi.
La vecchia piccola borghesia, asfittica e criminale, rappresenta un tenore di vita quasi utopico per me.
E quando ti va bene, hai genitori ricchi che comprano gli occhiali a tua figlia.
Ma in cambio mettono bocca sulla tua vita, ti distruggono come genitore, perché fanno parte della borghesia benestante, non davvero ricca, asfittica e criminale quanto quella piccolasolo con più soldi.
Fare debiti può essere indispensabile, ma spesso non basta.
Io adesso dovrei pagare una terapia per uno dei miei bimbi e non posso, quindi comincerò e poi smetterò e poi ricomincerò e così via.
Vi rendete conto cosa significhi questo per un padre?
Eppure la NOSTRA schizofrenia ci porta a replicare stili di vita insostenibili.
La mia ultima vacanza è stata di una settimana s Cagliari nel 2011 quando lavoravo. E ancora prima nel 2007. Sempre una settimana.
Però uno dei motivi principali delle mie liti, della mia separazione, sono le futilità costose che ai bambini non devono mancare.
Non me ne frega se lo pago io o lei se Nepi va in seconda elementare e le vengono ricomprati astuccio e cartella senza motivo, io non mi arrabbio, mi viene da predere a cazzotti il muro. Perchè quei soldi sono due visite specialistiche ( a basso costo).
Lo stesso per i regali.
Se io regalo a Pepolino per dire, un chilo di pongo e un libro del dr. Seuss e a Nepitella l’edizione illustrata (disegni vittoriani) del romanzo di Peter Pan, loro dovrebbero essere felici. E lo sono.
Ma se questo succede subito dopo che Pepolino ha ricevuto un soldato imperiale di Guerre Stellari(pubblicità gratuita) alto come lui, giuro, e Nepitella il fottuto CASTELLO DI FROZEN grande come un monolocale, loro non cagheranno i miei regali simbolici e amorevoli, e fin qui cazzi miei. Ma finiranno per pretendere regali (pubblicizzati a randa sui canali per bambini anche a pagamento) con i quali di fatto giocano due ore nella vita.
Non so se mi spiego. Sono assuefatti ai regali, non gliene frega un cazzo, per loro piovono dal cielo e sono dovuti.
Questo perché parenti psicopatici pensano che questo sia un peccato veniale.
Quel rompicazzo del padre non vuole che gli regaliamo i giochi? E noi glieli diamo uguale, tanto che può fare?
Non può fare niente.
Odio gli Hippy. La loro puzza di piedi e marijuana stantia, il loro principi isolazionisti.
Voglio che mio figlio si vesta bene e gli auguro di avere lo stile di suo padre.
Spero che la bambina sia felice e riesca ad esprimere le immense doti che ha in questo mondo di merda, non in un eremo sull’appennino.
Tuttavia non è un mio problema. E’ un mondo, un’Italia molto impoverita, e bisogna abituare i bambini a questo orizzonte. A un futuro con la disocccupazione stabile al venti per cento, ad una miseria diffusa, a città pericolose. Ma anche alla gioia di aspettare un regalo per un anno, e tenerlo di conto, ed amarlo. Capire che ogni euro speso è un’euro tolto a un’altra cosa importante.
Se dico questo ai nonni dei miei figli, mi trattano da maniaco.
Ma so quello che dico. Mentre i giocattoli ricevuti un mese fa sono già dimenticati, ci sono necessità e urgenze alle quali non posso far fronte.
Che faccio chiamo lo strozzino di internet?
Intanto venderò un po’ di giocattoli, poi se ne parla. Ma la lotta contro Disney (pubblicità gratuita) è persa in partenza. Le apocalissi non vengono per caso.

Ah, questo è lo strozzino, così come si rappresenta. Forse ha rubato una foto.

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E questa è la pagina dove trovate la lettera e le indicazioni per raggiungere il suo profilo.

https://www.facebook.com/groups/italianfoodcommunity/permalink/559565780886648/?comment_id=574524806057412&notif_t=group_comment

 

pasquetta maledetta (mangiare in 4 spendendo 1 euro)

Il modo c’era. Davvero.
Erbe selvagge, come dice Nepi.
Nepitella si era trasformata in Supertabatha per la missione: maschera da agnella e ombrello contro i malefizi.
Volevamo germogli d’ortica per i ravioli e borraggine per le frittatine.
Bastava un euro, facciamo due, tra uova e ricotta.
Poi avremmo usato il cestino da Pic Nic di vimini che ho regalato a Salvia due natali fa.
L’anno scorso, al primo maggio antagonista ha fatto furore.
Io avrei scritto una battuta.
“Pasquetta in 4 spendendo un euro?
Fatevi invitare da vs. madre e coll’euro comprate le vigorsol.”

E invece ci siamo avvicinati a quel container arancione.
Cosa ci fa un container in mezzo alla campagna?
Un covo di Barabacocchi? O peggio?
Peggio, ve lo dico io.
STREGHE!
A quel punto, il vento maligno ha strappato a Supertabatha l’ombrello protettivo.
Da allora vaghiamo nel buio.
C’erano anche Salvia e Superpepito, in quel momento impegnati a sgominare un ciuffo di mentastro.
Ogni tanto sentiamo le voci degli altri.Ma non riusciamo a raggiungerci.
In compenso qualche specie di creatura dei fossi ci pungola le natiche con gli steccoli.
I Barbacocchi mi hanno permesso di scrivere queste poche righe e di farvi vedere il video; proprio un attimo prima che ci prendessero. Ma per dispetto hanno messo degli errori nelle didascalie.
Torneremo mai insieme?

dedicato a Salvia Nepi e Pepo che sono con me in questo buio.
E non riescono a trovare la mia mano.

PARENTAL CONTROL

bimbawinnI figli sono scarpe nuove. Un bel paio di derby in cuoio italiano.
Puoi spazzolarle, lucidarle, riempirle di carta di giornale. Ma prima o poi pesti una merda.
Ero presente quando Nepitella, impiatricciata di muco e sangue, è uscita dal corpo di Salvia.
Nel mezzo del silenzio nuovo di zecca, mi ha lanciato uno sguardo alieno color azzurro piombo; poi ci siamo messi a piangere.
Si tratta di un falso ricordo, lo so. I bambini nascono ciechi. Hanno freddo, paura, e dolore. Nel giorno più duro della loro vita, vogliono solo inebriarsi dell’odore materno e riposare.
Mia figlia era nata da tre secondi, e già la inondavo di aspettative ingiustificate. Le attribuivo sentimenti estranei alla sua natura, come una zitella agée con gli ippopotami.
Ippopotami-vi
“Che teneri, si baciano!” dice la signora dai capelli pervinca, mentre assiste ai preliminari di un combattimento mortale. Il passo successivo è il poster col micino nello scolapasta.
Comunque sia, avevo una bambina da crescere e lo avrei fatto alla perfezione. Ma come?
Sapevo che i primi mesi erano fondamentali per il suo sviluppo cognitivo.
Quindi un ambiente tranquillo e stimolante. Musica, carezze, massaggi, profumi. Cantare per lei. Raccontare storie per lei. Tenerla sul petto.
“E quando sarà più grande, non farò mai gli stessi errori dei miei genitori. Niente strilli, ricatti affettivi, violenza fisica e psicologica.”
FFWD ►►:
cresce bene, cresce in fretta, la più bella di tutte, che bello tuo figlio, col cazzo, è un mostro, la mia è di un altro mondo, non me ne frega niente delle teorie, io non la faccio piangere, e te la allatti a richiesta, certo dorme nel lettone, perché preferisce così, no, non la schiacciamo, ci stiamo attenti, a sei mesi le prime parole, come è possibile, dottore possiamo dire che è un genio, effettivamente è un po’ presto per la scuola di musica, mi lavo sempre le mani prima di prenderla, ti rendi conto oggi ho alzato la voce perché continuava a sputare la pappa, ok non è grave, non si ripeterà, che significa c’è la bimba, è nostra figlia, lo deve sapere anche lei che sei una stronza, e prova a spegnere la tv qualche volta, una riga negativo due righe positivo, allora mi sa che è positivo, sarà bellissimo, i bambini non devono crescere da soli, mamma e babbo devono dirti una cosa, come non vuoi un fratellino, vedrai che poi sarai contenta, certo che ti amiamo, l’amore non è una torta, ma io sì cazzo, e non dirmi come dovrei parlare, ho capito che Pepolino piange, ma lei mi impedisce di prenderlo in braccio, vabbè uno sculaccione non ha mai fatto male a nessuno, se non dormi vengono a prenderti i barbacocchi, e gli zombi, e la buia, te lo giuro, la prossima volta che cerchi di uccidere tuo fratello ti porto dalle suore, quelle vestite di nero, dai amore mangia, fallo per babbo, sennò babbo piange.
Play ►:
Ora ho due figli. Un giorno dopo l’altro, ho infranto tutte le regole che mi ero dato, quasi sempre con ottime ragioni. Ormai il fine giustifica sempre i mezzi.
Il povero Pepolino non ha avuto neanche un decimo delle attenzioni dedicate alla sorella. A stento l’abbiamo difeso dai ripetuti tentativi di assassinio. Ogni tanto vado ad abbracciarmelo tutto mentre dorme, chiedendogli scusa. Ma chissà, magari crescerà sereno, consapevole del suo posto nel mondo.
Qualche giorno fa sono entrato in camera, e li ho trovati stesi sul letto, uno sopra l’altro, che ridacchiavano.
-Che fate?
-Facciamo sesso, babbo.
-Ah.
Non c’è fiction di raiuno, anche quelle sulle suore missionarie, che non abbia la sua scena di accoppiamento. Da qualche anno il capezzolo è stato sdoganato, mentre il pelo pubico è ammesso con riserva.
Lo standard però, prevede lui sopra di lei, con lenzuolo fino a metà culo. Si baciano e ansimano. Poi cominciano a dimenarsi.
Questo lo so io, lo sapete voi. Mi turba di più che lo sappia mio figlio, di anni tre.
-Ora lui di monta topa e pinge!- prevede Pepolino, appena i due cominciano a baciarsi sul copriletto di raso.
-Cosa hai detto, scusa?
-Ha detto che lui ci monta sopra e spinge.
-Grazie Nepi, ma volevo chiedere un’altra cosa.
-Cosa?
-Se sapete perché fanno così.
-Non lo sappiamo noi. Diccelo tu babbino.
-Uhm. Si spogliano perché hanno caldo, si baciano perché si vogliono bene, poi lei ha freddo e lui la scalda.
-Ma se lei ha freddo perché si è spogliata, prima?
Non voglio colpevolizzarli. Devono avere un buon rapporto col corpo e la sessualità. In casa nostra la nudità non è una vergogna, tanto per cominciare.
Quando mia figlia mi ha chiesto conto di quello che non gli tornava del mio corpo (indicando la differenza con un dito), le ho spiegato che era una cosa dei babbi per fare la pipì.
Quando Pepo ha confrontato le nostre dimensioni, gli ho garantito che tutto in lui sarebbe cresciuto in proporzione.
Tuttavia vederli “fare sesso” mi mette a disagio. Il problema sono gli stimoli esterni. Il linguaggio da caserma che sentono (anche da me), le informazioni dettagliate che si scambiano all’asilo. E la televisione. La cara telli telli che me li tiene buoni mentre cucino, o mentre voglio farmi i cavoli miei. Non solo gente che si accoppia, ma ammazzamenti, violenze assortite, sofferenza.
Quando ero un padre presuntuoso, pensavo di poter spiegare tutto ai miei figli.
Trovavo ridicolo prendersela con la televisione, visto che fa parte del mondo. Mi sembrava un atteggiamento ipocrita da repubblicani dell’Ohio. E avevo ragione: il problema non è la televisione, ma il genere umano.
Solo che avere ragione su un principio, non garantisce di realizzarlo in modo corretto.
Alla prova dei fatti è molto più semplice controllare il mondo reale attorno ai propri figli piuttosto che i programmi che guardano. Il peccato originale è accenderla, la tv, perché è impossibile gestire la gradualità dell’accesso alle immagini (ammeno che tu non abbia una tata tedesca a tempo pieno, e a quel punto tanto vale tenerla spenta no?). E già tremo al pensiero di Nepitella alle prese con internet, dopo aver rapidamente craccato il parental control.
Come dici? Fai vedere a tua figlia solo i canali per bambini, quindi sei tranquillo.
Per me i canali per bambini sono più inquietanti delle suore nude di raiuno.
Perché sono espliciti modelli di comportamento.
Hai presente Hanna Montana? Sì, quella finita a leccare pavimenti e simulare lavoretti, vestita da mignotta.
Avete mai visto come vanno in giro le Winx? I miti della mia bambina fanno shopping insieme alle puttane rumene dell’Aurelia (anche loro probabilmente minorenni). Ovvio che i bambini in età prescolare, sopratutto le femmine, esibiscano una malizia da tredicenne.
Altro che il blocco dei canali. La cultura di massa è sempre più pedofila.
Questo non mi assolve dalle mie colpe, anche se mi aiuta a conviverci.
Come quella volta che ho sentito mia figlia raccontare un film che avevamo visto insieme.

“C’erano un signore e una signora bella al ristorante, che ballavano insieme tutto così, con le mani sugli occhi e lei si toglieva le scarpe. Poi dopo vanno a casa e lei fa tutte le cose veloci e lui invece no. Loro non si capiscono perché lui ha preso una droga e lei un’altra droga diversa, me lo ha spiegato babbo. E poi lei si sente male perché prende la droga del signore, e gli esce il sangue dal naso e lui fa la puntura alla ragazza. Gli fa la puntura nel cuore e poi lei sta bene. Era proprio bella quella signora, e anche i suoi capelli.”
-Che cazzo, gli hai fatto vedere Pulp Fiction?
“Sì” ho risposto. “Ma solo il primo episodio.”

littlemiss

original

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