La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

download (1)

downloadcome-imparare-a-gestire-la-rabbia_d68b0585c7c4ccd4d19ddab0e52a6619

Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

download (2)images (3)

Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

.

images (1)

Cerchi, mani,orecchie, palazzi, spirali.

100CANON

I figli piccoli, privi del pensiero astratto, non riescono a concepire la fine dell’amore dei loro genitori.
Eppure lo capiscono.
Non serve essere astrofisici per guardare le stelle, giusto?
Se ne accorgono, dunque, e se tutto va bene, danno la colpa ai genitori.
Il più delle volte però, danno la colpa a sé stessi, la caricano sulle loro candide e fragili spalle.
Se litigano per me, deve essere colpa mia.
E no, non ho letto un solo libro di pedagogia, psicologia infantile o puericultura.
Perché?
Pseudoscienze del cazzo.
I fondamenti della matematica non cambiano ogni due anni e nemmeno ogni venti.
Dalla mia nascita ad oggi le teorie sono cambiate, eccome.
Non si allattava al seno, si lasciavano i neonati a piangere nelle culle, c’erano i parti programmati. Abbiamo l’ossitocina, perché mai dovremmo aspettare che questo stronzetto abbia voglia di nascere alle tre di notte e con la luna piena, che viene anche di domenica a ‘sto giro.
Programmiamo i parti orario ufficio dal lunedì al venerdì, e se l’ossitocina non basta, cazzo, prima della fine del turno lo tiro fuori col forcipe.
Così sono nato, senza averne voglia, alle tre di pomeriggio, strappato all’utero con la pinza.
E’ opinione comune che non mi sia ancora ripreso.
Sicché mi regolo come voglio, come padre.
Credetemi, fate quello che ritenete giusto coi vostri figli, e se potete ingozzateli d’amore, che male non fa di sicuro.
Solo un paio d’anni fa, queste frasi avrebbero avuto una luminosa aura di orgoglio allo xeno.
Invece.
Guardo la catastrofe del mio rapporto con Salvia negli occhi dei miei figli, e smetto di sognare.
Sognare di amarsi senza stare insieme. Senza dormire insieme.
O di dormire insieme senza amarsi fisicamente. E magari giacere con una persona, la si ami o no. Tutti insieme appassionatamente.
Sognare di sospendere il rancore e i litigi quando si sta insieme.
Sognare di poter sognare quello che voglio.
La famiglia è violenza?
La famiglia allargata è uno stupro di massa dove ad allargarsi è spesso il buco del culo di un minore.
Anche le definizioni sono una fregatura, come il tubo Tucker, o la mia intera vita, se è per questo.
La differenza tra “amare” e “volersi bene” dovrebbe rappresentare una gradualità che i sentimenti non hanno.
Primo, perché loro, i sentimenti, si inseguono, si accavallano, si ammischiano, ingrossano e si frangono (non di rado sulla faccia di qualcuno) come onde in tempesta.
Secondo, perché tanti ti amo significano ti voglio bene, e non sempre in coppie infelici. Tanti ti voglio bene vorrebbero essere promossi ad amore maiuscolo, quello che richiede cure antifungine e anellini di fidanzamento (di solito in rapporti irrimediabilmente infelici).
Non parliamo dei ti amo che significano ti odio: non mi interessa la norma.
Ti voglio bene.
Se ci fate caso, t.v.b. esprime un concetto che non è compreso sempre nell’amour fou, così egoista ed esclusivo.
Voglio il tuo bene, anche se tu non mi vuoi.
Che nobiltà.
Ma anche se IO non ti voglio.
Che fregatura.
Un guazzabuglio linguistico inestricabile.
Infatti lingue precise come l’Inglese usano il verbo LOVE per entrambi i sentimenti, e le gradazioni le desumono dal contesto, come siamo costretti a fare tutti, qualunque lingua parliamo.
Come fanno Nepitella e Pepolino.
Ciascuno a modo suo.
Ciascuno solo a suo modo.
Per loro è la mancanza di un fluido nel quale sono nati e rimasti immersi, e hanno cercato di sguazzarci anche quando il livello si abbassava a vista d’occhio.
Ora sperimentano la crudezza del muoversi in un gas secco chiamato atmosfera.
Non controllano le reazioni.
Sbattono da tutte le parti.
Salvia.
Lei avrebbe potuto crescere, perché il dolore fa crescere, non ha ancora capito se vuole farlo o meno.
Io.
Devo diventare o rimanere me stesso ogni giorno, sicuro delle delle mie colpe , in transito esistenziale da quello che alza la mano gridando io io, alla domanda: “Chi vuole rinunciare a sé stesso per il bene degli altri?”
A cosa?
Tanto il trucco non riesce.
Prima o poi scoppio, causando morti e feriti.
Una tendenza che risale a quando volevo compiacere i miei genitori; tutto purché smettessero di urlare, tornassero a sorridere.
Un cagnolino scodinzolante, pronto a ballare la polka per un bravo e un biscottino.
Non voglio l’applauso, la stima, o l’amore dei miei genitori. Ora.
Gramigna s.n.c non si sono separati.
Ma rivivo il dolore dei miei bambini tornando alle ore passate con le mani premute sulle orecchie e la testa tra le ginocchia, aspettando che i miei smettessero di urlare.
Ma le urla superavano sempre le mani e si piantavano dentro di me.
L’ultima volta che ho controllato erano ancora lì.
Non puoi essere un buon padre se non contieni il bambino che eri, con tutti i rischi del caso.
Perché lo stesso cinno con le mani sulle orecchie è quello che ti spinge a rinunciare a te stesso purché tutti siano soddisfatti, te escluso, chiaro.
Parlo di me e penso ai miei figli.
Il cerchio si chiude?
Non è un cerchio.
Gramigna s.n.c non si sono mai separati.
Le violenze che ho subito non sono quelle che ho causato.
Semplificare è dannoso e allettante, per uno che abita nella casa paterna, da padre, e suo malgrado da figlio.
L’illusione di un destino creatore di criceti ti lascia abbandonato alla merda che ti circola in testa.
Le urla che Salvia mi lancia addosso come cocci di bottiglie rotte devono essere colpa mia, anche se non rispondo, anche se non è vero. Ma se mi prendo la colpa e sarò un bravo bambino, potrò togliermi le mani dalla testa e usarle per costruire il mio palazzo.
Grandi finestre a bovindo, con sedute di cuoio rosso protese verso il cielo inquieto del nord.
Mattoncini e legno, fuori.
Stanze, solai e cantine, dentro.
Posti da condividere, gradini scricchiolanti e bui.
Stanze accoglienti, per chi voglio io.
Cucine piene di conserve e padelle di rame stagnato, con un tavolo di legno magico, capace di ospitare dalle due alle sedici persone senza sembrare mai troppo grande o troppo stretto.
Ogni camera avrà una porta e ogni porta avrà una chiave, che garantirà tutti la solitudine sublime, quella che cerchi tu, per perderti nei tuoi pensieri.
Per farti una pippa.
Per stare un mese senza lavarti e uscire dal bozzolo con una nuova livrea, pelle tenera e profumata, elegante e sorridente.
Non è un cerchio, ma una spirale.
Resta da capire se si sviluppi verso l’interno o l’esterno.
A percorso concluso è solo questione di punti di vista.

IL SACRILEGO E L’INFEDELE I°tempo. Porno anticrisi e cena per 4 persone a 3 euro.

expli

 

Braciate.
Esagerate.
Cecco Storti, Poeta Pisano. 1932-2007

Il Simpatico Tronista Fiorentino continua ad annunciare una riforma al dì.
Fuori dalla crisi? Fatto.
Se il Casalingo Moderno le sparasse grosse quanto lui, partirebbe un furtivo giro di chiamate tra parenti e lui si risveglierebbe nel giardino fiorito e recintato della clinica psichiatrica, con una cospicua lingua di bava pendula e consistente come il moccio, causa farmaci.

camiciadiforza
Uno slogan per i tempi duri che corriamo.
TSO: Perché no?
Una meravigliosa, quanto estrema misura anticrisi.
Se avete contratto debiti, perso la casa, il lavoro e anche il sussidio.
Oppure siete pazzi davvero, come tutti del resto, ma vi rifiutate di ammetterlo, e questo e grave.
Se non avete soldi per lo spring break.
Allora.
Fatevi blindare.
Anche in prigione si sta bene. Solo che è praticamente impossibile farsi mettere in galera in Italia se non sei un tunisino beccato con due palline di roba, per due volte.
Il Casalingo non vi consiglierebbe mai di commettere reati violenti.
E una violenza teatrale, del tutto dimostrativa, verrebbe interpretata come “terrorismo”.
Il porto di Marina è una merda, buttiamolo giu!
Terrorista. Blindè. Ma troppo. Troppo casino.
La proposta moderna di oggi prevede un mesetto di pasti gratuiti e passeggiate al braccio delle infermiere. Oltre a fiumi di droghe legali.
Provate ad andare alla messa domenicale in Duomo,alla presenza dell’Arci Vescovo (la sezione Arci per i pedofili).
Seguite la messa con partecipazione, magari concedendovi sporadici commenti alle parole del Signore. Ma non fatevi cacciare.
Alla fine danno l’ostia, a messa. Lo fanno apposta alla fine, così sapendo che si mangia tutti rimangono.
A questo punto, siate sacrileghi nel modo che preferite, l’importante è che vi vedano tutti quelli che vi devono vedere.
La cacca sull’altare va bene, ma dovete essere molto rapidi. E manchereste di stile.
A me non piacerebbe. Ma deve piacere a voi.
Potreste portare il sesso in chiesa, fuori dalla sacrestia intendo, ma dovete essere bravi.
Guardate la più fia e bigotta che c’è, ad esempio. Gambe strette, occhiaie, ombra di baffi, lunghi capelli corvini simbolicamente racchiusi da uno splendido fattapposta merlettato.

COMUNIONE2

Pensate alle masturbazioni infinite di quella donna.
Pensatela che si dimena sdraiata su un tavolo antico, appena restaurato sicché profuma di mordenzante.
Ha la fica pelosa, anche più di Barbara Ursibus, perché trova peccaminoso depilarsi, e ciò nonostante si vede chiaramente la rossa melagrana, specie quando, con la schiena inarcata come Linda Blair, ne estrae la mano destra (l’altra tormenta la catenina d’ora col crocefisso), sgocciolante come una mozzarella di bufala, le dita vizze come dopo due ore di bagno al mare.
A questo punto dovete lasciare una particella di cervello a ricordarvi che state vivendo una fantasia, che state immaginando la quasi certa vita sessuale di una baciapile, la quale però, ed è questo che vi eccita, assolutamente irreprensibile. Voi stessi dovete rimanere al banco o dietro una colonna a masturbarvi dalla tasca senza farvi notare e senza perdere di vista la pia maiala in coda per ricevere. E riceverà.

E’ il momento in cui tutti fanno finta di pensare alla transustansazione.
In alternativa, provano a pronunciare “transustansazione” mormorando con gli occhi chiusi.
In un chiesone del genere se ce n’è cinque che pensano davvero al povero Gisus, e tanta roba.
Perciò a voi nessuno farà caso: non a caso l’estasi mistica e sessuale producono contrazioni nei medesimi muscoli facciali. Quelli che, azionati per strada, vi fanno passare per ebete.
Quando vi sentite pronti, partite gridando: “Signora, Vengo da parte del signore!”.
Se avete calcolato i tempi da dio, la santa donna in quel momento in ginocchio, pronta a ricevere ( l’ostia). Ha la bocca socchiusa è una porziuncola di umida lingua rosa si protende verso la coppa, verso la patta del prete, una posizione del tutto casuale, chiaro

.COMUNIONE

“Signora!” direte a voce alta, ma senza gridare. Ormai vi guardano tutti.
Lei si gira e apre gli occhi ma tiene la bocca come se il corpo di cristo dovesse ancora penetrarvi.
A quel punto tirate fuori l’uccello, spero per voi che sia un bell’arnese, e aspergetela del seme di vita, nel nome di dioniso.
Mi raccomando i capelli, la catenina, la lingua, gli occhi.
Potreste scioccarla a vita, sappiatelo.
O potrebbe piacerle.
Potrebbe non fregargliene un cazzo.
Certo è, che voi vi pigliano e vi ricoverano a zichiatria, come si dice a Pisa, e vi ci portano a calci in culo, visto che è lì dietro.
E così Renzi che nel frattempo, votato in massa dai Pisani alle primarie, fa a pezzi l’aeroporto migliore d’Italia solo perché ha la sventura di trovarsi a Pisa, tuitterà:
@lavortabona OGGI A PISA 1 DISOCCUPATO IN -! QUESTA E’ LA SX!
Il disoccupato in meno sei te. In bocca al lupo. E buone vacanze
Ma, se ci siete sempre, il meglio di questo hardcore post deve ancora venire.
Ho aperto questo documento con lo spendido distico di Cecco Storti, rimpianto poeta di strada. Sempre pronto a farsi invitare a casa di chiunque colla scusa di insegnargli a braciare la rostinciana.
E’ il periodo. Nonostante il monsone abbiamo braciato ognuno secondo i suoi mezzi. Nei forni a legna spaziali dei fricchettoni danarosi di Calci, nei bidoni, nei barbechiù usa e getta.
Il mio è una discreta bestiola.
Quando non eravamo ancora poveri di fascia alta, quella stronza di Salvia, lo vide in offerta da Obi (mia regalato, tipo trecento euri) e lo comprò. Poi rapì un parente furgonato e mi fece scaricare il materiale davanti casa. AL suo parente, che soffriva di schiena, era toccato caricarlo da OBI.
Ora di schiena ci soffro io, ma questa è un’altra storia, e a dirla tutta neanche questa che racconto c’entra molto.
Già.
Non era un Barbalchiul prefabbricato, erano mattoni, sostanzialmente.
“Madonnamaiala, Salvia! Co trecent’euri andavo a prende i mattoni refrattari alla cava e si faceva il forno a legna su misura.”
Lo tirammo su io e mio fratello, facendo un lavoro passabile, anche se ci siamo scordati di mettere il rivestimento metallico alla cappa. Non l’ho fatto apposta ma lo preferisco così.
Oggi, dopo aver suggerito la profanazione del rito più sacro del cristianesimo vi propongo di dissacrare anche la religione maomettana, seppure solo per gioco.
Cogli avanzi delle braciate: salsicce, rostinciane, manzo marinato nell’alcol, taniche di birra e vino rosso prepareremo il Kebab Infedele: il kebab all’italiana pieno di porco e alcol.
Nella seconda parte, però.

(FINE PRIMO TEMPO)