Communication Breakdown (Sterile fertility)

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Cari Fedeli.
Perché un padre miserabile dovrebbe occuparsi della politica, in un blog dedicato alla famiglia?
Io, Casalingo Moderno, contrario alla famiglia eppure  imprigionato dentro la gabbia che mi sono costruito. Io che amo i miei secondini.
E’ vero.
Dovrei scrivere le ultime dieci puntate di questa serie. Parlare di Salvia Pepolino Nepitella e Tropea. Così magari mi richiama Barbara D’Urso a fare il caso umano, e stavolta ci vado, e le sbatto la fava sulla guance ben rasate.
Taglia. Taglia.
Tanto niente diminuirà la mia ammirazione per il pelo pubico della D’Urso, esposto su Playboy del 1979. Una boffona alta venticinque centimetri. Ci poteva inculare la gente con quei peli.
Ora scommetto che ha la fica moicana, o, temo, rasata.
Oltre alla calza sulla sua camera manco Jessica Fletcher,
Ciò non implica che non mi scoperei Barbarella, oddio, dal vivo potrebbe essere pericoloso. Forse mi perderei per sette anni, accampato sul collo dell’utero, sparando inascoltati e inguardati razzi di segnalazione mentre…
Divago. Taglia.
Tuttavia, nel divagare dai miei cazzi strettissimi, non scantono manco troppo  dicendo  quello che nessuno vi  dice sulle politiche della famiglia e sulle recenti polemicucce mal poste. Famiglia. Tormento certo, ma pure il metallo fuso nel quale ho forgiato i miei gioielli.
Per i cretini: i miei figli. Insomma, ho diritto di penna.
Parliamo di figli? Cazzi da cagare.
Ma i cazzi, quelli veri, amarissimi, riguardano il dibattito pubblico più superficiale che si sia sentito a memoria d’urso.
Si capisce che siamo un popolo di merda perché guardiamo il dito e non la luna.  In aggiunta al Foco del destino, tutto basta che ci pensi un altro alla nazination. Ma sì, il menomato figlio segreto di bruno vespa che governa in diarchia con COLEI CHE GLI HA FATTO SAGGIARE LA TOPA. La moglie non conta.
Attualità.Da poco, è stata massacrata e licenziata la Responsabile Comunicazione del Ministero dell’Insanità. Voglio dire, poverina, lontana dal  genio come Malgioglio dalla cicciabaffa.. Però.
Leggete Babbo qui, che vi racconta i veri problemi…
Hai messo sul lato cattivo dell’opuscolo dei NEGRI,MINESTRA LORENZIN!
E’ questo il problema?
O è il fatto in sé che grida vendetta a dio, che però non può esistere altrimenti mi avrebbe fulminato l’altroieri. Altra storia. Taglia.
Comportamenti Giusti e Sbagliati? Per far circolare i girini?
Vi posso garantire che ho creato i miei figli seguendo pessime abitudini .
Altro che canne di neri rastoni. Nel mio mondo l’erba si da ai conigli ed io considero droghe solo le seguenti:
Alcol, Eroina, Cocaina.
Droghe pesanti.
Ho fatto due figli.
Nel senso. Una botta, un figlio. Una sveltina, il successivo.
Conosco gente che si mette la crema idratante dopo essersi fatto una sega, eppure non genera.
Ma.
MA.
Comportamenti poco fertilmente corretti.
E figuriamoci se mangiavo i broccoli! Avrei a quest’ora più figli di un’aringa.
NEL MERITO.
Razze, Italia, Fertilità?
Il pianeta terra sta per emettere un gigantesco peto e cancellarci dalla terra.
Chi pensa all’Uomo come essere senziente capace di distruggere il pianeta si sbaglia. Sarà il pianeta a liberarsi di noi, perché siamo troppi, dannosi, parassitari, ingordi, e pateticamente sottoevoluti rispetto ai ratti, agli scarafaggi e ai sottaceti. E si pensa alla fertilità?
Lasciando l’ottuso vitacentrismo, inoltre, pensiamo all’eleganza della chimica organica, alle molecole di idrocarburi, alla meravigliosa complessa fisica a ingranaggi nucleari dell’universo, alla  meccanica infallibile e minerale delle cosmo.
Riflettete:
Siamo sette miliardi e rotti.
Parecchi rotti.
E tu vai, Ministra dei miei coglioni, vai a promuovere una campagna di salvaguardia riproduttiva?
Lorenzin!
I negri scopano e figliano. Come tutti tranne NOI.
NOI Ariani. DUNQUE: STICAZZI!
Altro che errori di comunicazione!

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Parliamo di BIOFASCISMO. Che non c’entra coi negri, ma è l’imposizione di una sorta di etica del corpo contro il diritto inalienabile di fottersi la vita con il cazzo che mi pare, droga, lavoro, e persino figli.
Inoltre,  aspettiamo il virus, o la guerra che ci riporti a due miliardi, e il GOVERNO ITALIANO pensa a fecondazioni ritardatarie? Fertilità non solo inutile, ma persino etnocentrica.
Ma stai zitta, ministra.
IO, dovrei vergognarmi per aver cagato due figli. MA due noi, due loro, uguale zero.E SE ARRIVANO GLI ZOMBI HO UN PIANO. QUANDO ARRIVANO, CIOE’.
Rivendico inoltre il diritto di creare vita, contro tutto e tutti. Contro il mondo che qualcuno ha distrutto al posto mio e  contro le mie stesse convinzioni.
Non mi vergogno, anche dovendo. Ma non cago il cazzo all’universo vario di chi i figli non li fa.
Non faccio del mio privatissimo atto d’amore sconsiderato una bandiera da agitare contro i disertori del vienimi dentro amore.
Accerchiato da fasciomammine di merda che guardano come cancri senza scopo chi non si riproduce, rivendico il diritto di fare la stessa cosa in modo e per ragioni diverse. Rivendico la mia consapevolezza che non basta certo avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio. Grazie Vasco, per la sintesi.
Passiamo ora al Nazismo vero e proprio.
E questo riguarda i negri, non l’opuscolo, purtroppo.
Cosa cazzo vuoi, Ministerica, promuovere il recupero della razza bianca sui negri, ispanici etc.?
Le razze non esistono. Vuoi promuovere la fertilità delle fighe di legno bianche. L’opuscolo non è stato un inciampo, ma la goffa traduzione dell’unico senso possibile di questa iniziativa che puzza di merda come il regionale Pisa Milano delle sei e dieci.
Per salvare l’Italia, dici?
Uno. L’Italia la salvi preservando una continuità culturale, educando al bello i cittadini, vietando masterchef e fucilando Renzi. Non necessariamente in quest’ordine di priorità.
Una costosa campagna per ricordare che l’orologio biologico fa tic tac a gente che lo sa meglio di te, e lo lascia correre per motivi molto validi e concreti.
Aggiungiamo pure che noialtri c.d. Italiani Ariani non abbiamo più nulla da dire. Siamo sciolti dentro. E invece, e qui arriviamo al punto Due (2) tu vuoi salvare i bianchi non l’Italia.
Sono, siamo, gli unici che sottocresciamo insieme ai cinesi. Nuovi Padroni, gente, questi non cianno mai invaso!.
I nuovi Italiani invece, almeno per ora, hanno fame, storie, avventure, cazzi lunghi. A loro il dubbio onore di raccogliere l’italianità che trovano e farla diventare quel che cazzo vogliono, come sempre è successo da che esiste sto porto de lago a forma di stivale ortopedico e carta moschicida per invasori o e stupratori di massa. Ma anche per gli arabi illuminati , i greci, i normanni, i cartaginesi, i pisani. Consistendo le due cose in una sostanza.  Stupri e cultura, sangue e sapere. Mo che d’é sta novità?
Saranno loro, sono già loro, gli Italiani.

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Però non hanno diritto alla cittadinanza anche se nati qui.
Jus Sanguinis? Complimenti, nel duemila e sedici.
Eppure gli italiani colorati, indefessi pompano a sfondo le brande tritticanti, fanno godere o meno donne colorate o meno, ma cazzo,  fanno figli a catena. Sanno che si fanno figli per abitudine, per amore, per sfruttarli, per rovinargli la vita. Sanno pure che nessuno mai sarà pronto per questo. Tanto vale, badare a chiavare, pensano loro evitando menate tipo, sarò in grado signora mia? Tipica motosega mentale da psicanalizzati e immaturi e in andropausa incapaci di percepire il decadimento del loro stanco seme nonché il tramonto della propria civiltà. Certo, si sciuperanno anche loro, gli italnegri. Se i bianchi, sia chiaro, bianchi solo in apparenza (figli di Annibbbbbbbbale, come diceva Colui), vogliono riprodursi, facciano pure, ma non incoraggiateli. Non pressateli.
Non sono abbastanza qualunquista da tirare in ballo La Miniministra dello Sperma per questa merda di miseria che mi spacca il culo: la incolpo per la barbarie sanitaria che viviamo. La condanno per aver comunicato cose sbagliate, invece di creare condizioni giuste.
Altro che opuscolo.
Volete figli, fateli. Comprateli, rubbateli.
Non li volete. Meritate una medaglia per la vostra prescienza catastrofista, ma non ve la darò io. Per me pari siete. E sono cazzi vostri, in senso buono.
Le cose serie non possono essere riguardare la comunicazione.
Chi mette la comunicazione al primo posto, in una discussione, non ha idee e cerca un modo di ammannire supercazzole ai cittadini.
REVOLUTION!
CONTRO LA NAZIMINISTRA!
Fate figli per la patria! Niente canne e a letto presto. Per produrre morituri paffutelli, pucci pucci bau bau.
Perché la gente non fa figli? perché non può o non vuole.Perché la gente fa i figli a quarantanni? Perché, tra l’altro, se non arriva l’apocalisse prima, se non di guerra o malattie moriranno di fame. Vivranno in case di nonni invadenti che ricattano il mondo con la pensione che noi mai vedrem!
Tocca ai gialli dicevamo. Finito il tempo dell’estenuata, antica, sanguinaria, nazicomunista Europa di mmmerda. Per fortuna.
Abbiamo il diritto di figliare.
Non il dovere.
E Il ministero del non più garantito diritto alla salute universalistico e gratuito per tutti  (diritto costituzionale, almeno per ora) pensi a fornire servizi conformi a chi vuole avere figli e non riesce. Senza fare la lavagna dei buoni e cattivi. Senza mandarli in Spagna perché in Italia si può fare una sola inseminazione (non eterologa scherzi?) ogni sei mesi. Se hai quaranta cazzi di anni o più, sei mesi sono una vita per la tua fertilità, quindi le coppie vanno in Spagna spendendo, alberghi e viaggi ESCLUSI, diecimila euro a botta. E il problema rimane sul groppone dei miserabili ,come sempre,  colpevolizzati infine  a causa dei modi coi quali ammazzano giorni e notti bastarde infinite.
Lo stesso ministero di fottuti nazisti dovrebbe garantire la vaporizzazione, nei pubblici presidi sanitari, e sul posto via pubblica esecuzione, dei cosiddetti OBBIETTORI DI COSCIENZA, porco dio.
In modo che, come la legge garantisce, una donna possa abortire se vuole.
Ministero del Bionazisalutismo, Ministra delle Cazzate! Ascolta la mia invettiva! Ricevi la maledizione di un pericoloso sovversivo! Ostracizzato! Dietro alla lavagna da vent’anni! Lo stato campa con le accise di alcol e tabacco, e a me, bevitore e fumatore che mantiene queste merde, mi chiama SCEMO con il ventriloquo Frassica, protagonista di altra memorabile campagna colpevolizzante.
Andate affanculo.
Viva la libertà di sottrarsi alla vostra morte infinita, al vostro trasformarci in vegetali immortali incontinenti alle benzodiazepine.
Sceglierò io quando somministrarmi antidolorifici oppiacei endovena, non i vostri Dottori Pubblici Ufficiali, obbligati a denunciare i clandestini.
Tanto per chiarire definitivamente.
Non lottiamo per i figli ma per la libertà di disporre dei nostri corpi. Per la libertà di vivere e morire come ci garba e per la coscienza del nostro declino etnico che grazie a noi e queste iniziative appare sempre più inevitabile. Chiaro?
Ed ora un piccolo spazio retorico. Grazie. Di nulla. Ringraziatemi voi con comodo. E se volete più ricettine cambiate canale.

VIVA LA VITA! La regaliamo per amore o per sbaglio, la distruggiamo per miseria in un lento soffocare. La vita dei figli. La vita mia, moralista e dissoluta, ma non abbastanza da prendersi tutto.
VIVA LA MORTE! Riposo di noi autoterroristi, guerriglieri all’attacco di fegato e ricordi, che vinciamo sempre sul punto di arrenderci a una serena saggezza che sa tanto di rinuncia, ma che volete. Le mamme imbiancano. I babbi schiantano, i figli giudicano e rimpiangono, ne hanno il diritto. Rimpiangono  di non aver riflettuto quando il padre diceva, succo dei miei lombi, diceva, portami una birra e guardati sto tramonto. Vita e Morte, diceva, sono la stessa cosa. Ammesso che tu conosca la differenza, diceva, dopo una lunga sorsata di Tennent’s. Mio babbo era proprio un rincoglionito, pensava il figlio ormai vecchio pure lui,  scuotendo la testa. E con qualche ragione.

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P.S.
Continua… su sigarette, comunicazione, e libertà!
Usate droghe illegali!
Datele ai bambini!
Così da grandi quando vi daranno la colpa perché si fanno, beh, avranno ragione.

La Rabbia che mi tiene in vita! ( sona la Raje…)

 

Avvertenza.

Questa è un’invettiva

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Chi non ama parolacce e posizioni nette vada al mercato, si procuri un cetriolo da competizione, lo conficchi nell’ano (suo) per tre quarti.Poi esca e si pavoneggi, dopo aver praticato un buco adatto nei jeans, con la sua nuova coda vegetale.

Detto ciò.

Ho vagliato spunti dal web e come al solito, preposizione accucchiate a pene di segugio. Niente profondità. Niente di vero.
La Rabbia. Vai a un bel corso di gestione della. Fa perdere la testa. Fa scoppiare il cuore. Rende ciechi, manco le pippe..La rabbia turba la pace interiore.
Certo che la turba. Speriamo.
Vaffanculo merde!
Non siete in grado di elaborare un concetto profondo, e devo farlo io al posto vostro.
Cosa c’entra con la casalinghitudine?
Parecchio, nel mio caso. Senza fissa dimora. Una ex che mi accusa di tutti i suoi malesseri.
-Ma tu eri una merda anche quando uscivo alle cinque in giacca e cravatta a fare quel lavoro da criminale., e ti mantenevo, e cucinavo per te e la bimba.
-Ma ora la psichiatra dice così. E la tua cosa ti dice, te la rigiri anche lei?
L’altra ex che mi diffama, quando avevo pensato di aver trovato la persona giusta.
I Gramignas che cercano di esautorarmi come padre, mi disprezzano come uomo,mi prevaricano in tutto perché dormo nella loro cameretta da miserabili, senza consumare i miei pasti in loro presenza.
Perché vivere come voglio,arrivare a vivere come voglio, significa usare la rabbia difensiva quando ti vogliono spiegare che tu sei una merda incapace che sopravvive grazie alla loro carità. O, per uscire dai miei cazzi, in ogni caso dove siete schiacciati dalla vostra stessa disponibilità. Empatia. Come cazzo vi pare. Tutto bene se fate i guru. MA ALTRE VOLTE…
.-Pezzi di merda, appena Salvia ha partorito mi sono accolto che mi avete inculato, coi ricatti morali, affettivi economici. Tutti i sacrifici?
Sacrifici? Due stipendi di alto livellò nel settore della sanità pubblica?
Io non avrò mai una pensione mentre GramignaXX, riscattando la laurea . non è arrivata a 41 anni  E MENO DI 15 ANNI DI LAVORO per diventare la felice  titolare di una ben guarnita baby pensione, utilizzando una legge in piena legalità, sia chiaro.
Gramigna xx è quella che, dopo il mio abbandono della politica giovanile a livello nazionale per  abbracciare scrittura e droga, mi ha guardato con rammarico.
-Perché non sei diventato portaborse di Veltroni?
L’ho già scritto. Forse. Non ricordo.Perché mi fai queste domande, avrtei potuto rispondere.
Mi picchiavano da piccolo: Anni dopo, provavano a farmi rinchiudere, come pazzo indegno di prole, pretendevano di essere stati buoni genitori, migliori di me.
Non ho mai pensato di essere il miglior genitore del mondo. Però non ho mai scordato come si sta da bimbo e adolescente, impegnato a compiacere quelle merde che mi hanno cagato sulla terra, senza mai arrabbiarmi se non con me stesso perché non ero mai bravo abbastanza da farli smettere di urlare che ero un ingrato stronzo testa di cazzo…
E allora cazzo, almeno metto in guardia i miei figli contro di me, dovessi mai scordarmi che mi hanno salvato la vita per anni.
La rabbia, lo capisce anche un babbuino che non va sempre bene.
Ma a volte è l’unico motore emotivo, esista o no il termine motore emotivo, mi sa da psicologia da rotocalco e mi sta sulle palle.
Però io tenevo tutto dentro, e mi dicevano, perdi tempo, e io mi sentivo in colpa per ogni cosa che facevo in nome della bellezza o della tristezza. Della mia bellezza, della mia tristezza.
Ogni cosa che non si avvicinasse ad essere un portaborse di Veltroni.
Poi tutto ciò si è trasformato in semplice sfiducia nelle parole.
Dopo fu incapacità di scrivere qualcosa che non fosse un racconto breve.
Schematizzavo una tesi in mezza giornata, e mettevo l’accento in un uomo. Non riuscivo a gestire le bibliografie.
E avevo passato i venticinque quando mi accorsi che non riuscivo a finire nulla che mi importasse. Musiche, amori, scelte, scritture.
Ci ho messo più o meno trentacinque anni di vita a liberarmi dal giogo che mi ero messo da solo. Il mio rapporto è andato a rotoli, Salvia si incazzava, io uscivo piangendo e magari mi spalmavo su un muro da sobrio.Mai fatto una chiocca fatto o briao.
Ero libero dal giudizio dei Gramigna’s.
Non mi toccava dentro.
Capii che non potevo difendere la mia vita senza rabbia.
Quando mi dissero che la mia casa era mefitica, li buttai fuori e non videro la loro nipotina per due mesi.
Quando Salvia pretendeva (altro lavoro, cene differenziate, farmi abbozzare di fronte alla sua aggressività), io combattevo per recuperare il tempo perduto.
Per recuperare il tempo che mi facevo rubare oltre quello che regalavo a tutti quelli che amavo. Ma serviva la rabbia.
E l’ho persa per questo, perché non ero più il consolatore sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho perso Salvia non la Rabbia. Maledetti pseudoanacoluti.
Disponibile per tutti. Tranne me.
-Hai sofferto perché mi drogavo, madre?
-Io di più. troia maledetta. Per la droga, per le tue botte, per le tue urla, per la tua pazzia incurabile.
Poi ho perso anche l’altra, non l’altra madre, l’altra ex. Tropea.
Non c’era un vero perché.
Errore mio, vigliaccheria sua.
Per diverso tempo ho scritto alla sua casella di spam: era come liberarmi di pensieri che la riguardavano, e anche del fallimento che rappresentava.
Più o meno allora, la salute è andata affanculo, i bimbi hanno smesso di essere felici, per mia colpa, mia grandissima colpa.
Sono stato truffato da due carabinieri senza aver fatto nulla. Per mia colpa, comunque. Per essere stato remissivo e non un figlio di troia.
Sono stato truffato da carissimi(esosi) terapeuti milanesi.
Sono diventato un cingolato di rabbia.
Occhi allo scopo, e vaffanculo tutti, almeno certe ore o certi giorni.
Siamo all’ultimo anno. E’ successo di tutto. Computer rotti, file persi, cazzi nel culo dallo spazio profondo.
Continuano ad arrivare.
I cazzi.
Dallo Spazio.
Profondo.

images (2)La mattina ho ingoiato polvere di denti digrignati.
La notte ho dormito su letti che non erano letti.
Sono ingrassato, talvolta uso una stampella. La mia gamba sembra presa da un cadavere sepolto da una stagione per poi infilarmela nel bacino. Va tagliata?
Eppure ho la rabbia. A difendermi da me, e dagli altri.
Non come avrei voluto, ma cazzo, comincia a funzionare,
In questi giorni ho raggiunto un cazzo di risultato. Importante per me.
Per il mio talento usato come carta da culo.
Sotto la pioggia in bici verso la biblioteca.
Cadere.
Raccogliere appunti bagnati.
Commettere errori, continuare ad amare, e coltivare la rabbia come una carnosa orchidea.
Ora ho terminato quello che tante volte avevo cominciato.
Grazie alla rabbia.
In culo ai superficiali fricchettoni convinti che la rabbia turbi l’equilibrio.

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Ovvio. Si cade. ci si rialza. I meditatori nemici della rabbia, gli yoghi vegani e vulcanianì.
Gesù era sempre incazzato, Anche dio, prima di mandare il suddetto figlio a fottersi in croce.
Io sono il mio dio, rabbioso e vendicativo.
Io sono il mio dio, pieno d’amore del quale non sprecherò più una goccia per chi non lo merita.
Sono incazzato nero MA.
Ho cominciato la revisione di un romanzo che dovevo scrivere vent’anni fa.
Quindi vuol dire che una prima stesura c’è.
Questo non c’entra una sega con la mia vita casalinga, mooderna, adddirittura.
Cioè c’entra come per un’altra l’obiettivo è fare collane di fimo.
ATTENTI IDIOTI. OVVIAMENTE La rabbia ti cambia.
Sono peggiorato, e migliorato. Sono amareggiato e disilluso.
Ma attenti. Ora non mollo. Anche se sono una pessima compagnia.
Sticazzi, ho sei amici.
Attenti.
Quando mi urtate per la via,
attenti caramba e polizia,
attenti piloti che sfiorate i miei bimbi sulle strisce
vi farò male con la lingua è il bastone.
Attenti nemici e parenti.
Ora giro armato fino ai denti.

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Tropic^ld° is in da hause

C’era la luna a ridicolizzare le pannocchie e le mie lacrime. E sotto Marte, grosso e rosso come il puntatore laser di un fucile.
Ero in ciabatte in mezzo alle campagne.
Per i soliti motivi, che non ripeto.
Sono a andato via puzzolente, con le scarpe da cuoco, un calzino sì e uno no. La tuta padellata d’olio e farina, capelli e barba unti.
Ho camminato, ed ero lontano dai bambini. Senza credito, senza speranza.
Inoltre il computer nuovo era misteriosamente andato in palla mentre compravo le cicche all’Arci.
Dentro c’erano cento pagine del lavoro che mi tiene lontano da qui. Non per sempre.
Ho ancora, calcolo, circa cinque amici. Definendo amici stretti quelli che puoi chiamare a qualsiasi ora se hai un problema grosso.
Tre femmine e due maschi.
Mi hanno accolto le ragazze a un ora che faceva schifo anche a se stessa.
Lì in preda a doppia ansia ho smontato il laptop a rischio di fottermi la garanzia. Niente bagnato.
MA
mistero: testiera fuori uso. Quando una delle amiche si è alzata io ero nella merda più nera. Dovevo scrivere, dovevo vedere i figli, dovevo dormire. Erano le otto e mezza: mi sono buttato nel letto sfatto e vuoto.
Dormo un po’, mi lavo e vado dai miei, pensavo.
Invece ho passato il pomeriggio a rovinare loro il pomeriggio.
A una certa, senza essermi lavato, mancante di un calzino di merda, sempre Sono sceso a cercare un negozio di cinesi.
Avevano armi, fantasmini, oppio grezzo e bocchini a cinque euri, ma tastiere no. Al quarto bazar, mentre pensavo che non voglio vivere in un mondo dove certi negozi vendono solo fantasmini, o trovato una tastiera blue tooth. Hanno capito che giravo da un po’ le scimmie gialle rotte in culo.
-scian schun scioi?
-oi oi vai vai.
Brutto segno quando parlano una lingua del cazzo davanti a un italiano. Inoltre la mia mamma che mi ha trasmesso quasi tutto ciò che ho di brutto dentro, il resto ce l’ha messo babbo. Io poi ho fatto a giunta. Comunque mi madre mi ha insegnato che è maleducazione parlare in limoncello davanti a uno che non lo parla, e anche parlarsi all’orecchio.
Infatti.
-Benti evro.
-come?
-Benti evro.
-Ho capito, dicevo come, tipo, esticazzi.
-Io no capito.
Un tastierino del cazzo benti euri? E quando scopro che, sapete le tastiere, sopra ogni tasto c’é tipo una lettera o un simbolo.
Anche il tastierino dei limoni a benti euri.
Peccato che non corrispondano a nulla che un mammifero possa riprodurre con l’organo deputato alla fonazione. Dgt. freccetta e viene zigrinatura. Premi parentesi e appare l simbolo del medio alzato mediorientale.
A quel punto la mia mente ha vacillato. Mi disgustavo per il puzzo. Il tastierino funzionava su altri computer, sebbene a casaccio, ma su mio no.
Cambio la password microsoft morisse subito insieme a fb.
Perché la tastiera del laptop riesce a riprodurre cinque o sei lettere.
Sono un genio del compiute, penso. E poi smetto di pensare ciò.
A quanto pare questi nazisti che ti obbligano a metterti la password anche nel buco del culo (ne ho una per cagare e una per gli input, tipo supposte diti e il resto secondo gusti inclinazioni.
Sento il mio vicino di cervello immaginario.
-Inclinazioni una ricca sega, popò di frogio. Continua a mettici i diti ner buostretto, vedrai ci pigli ir vizio!Ir mi cognato Aristide, omo di famiglia, quattro figli, ora è scappato cor parrucchiere. Una figura ar barre. Intendiamoci. Un ber trans, è diverso. E’ la topa del futuro!
Personaggio piuttosto volgare il mio vicino di cervello immaginario.
Dicevo, quei nazi eccetera, hanno deciso che la pass sul mio laptop non è quella valida per tutto, ma solo quella di amministratore locale.
A questo punto, prima tratto male le mie amiche, chiedo loro di farmi l’eutanasia, che pretendo di morire subito, che non mi uccido perché Pepo e Nepi non vogliono ma che…
Loro mi permettono di tiranneggiarle un po’ quando barboneggio da una non casa mia all’altra (sempre non mia) carico di sporte, puzzone, e con un calzino solo. Però poi io preparo dei cocktail che non hanno l’eguale ed esse: svengono, vomitano, mi perdonano.
Ma ieri ero molesto come il famoso fijo der culo, mio caro amico poi annegato in una cascata.
Così ho cominciato a insultare Bill Gates e la morbidezza del califfato nei suoi confronti.
Sono quindi passato a insultare il prestigioso unigenito figlio di Geova e se gli erano rimaste le palle doveva darmi la morte. Sempre sotto gli occhi allibiti di questo barbone che gli colonizzava casa, spadroneggiava e le zittiva se lui non riusciva a smanettare in pace bestemmiando al tempo stesso.
Il mio inconscio ha creato una canzoncina che fa così:

Datemi la morte immediatamente (3)

Datemi la morte

ORA

Se non me la date vi sgozzo la famiglia

Se non me la date accido a piccirilla

Potrei prenderci gusto e a voi che ve ne viene?

fatemi schiattare: ora!

In poco tempo le amiche si rendono conto che è giusto che crepi, e mi sostengono in coro durante il mio inno alla morte di me.
Presto diventò un inno alla loro morte anche,perchè quella musichina giuliva faceva venire a tutti voglia di morire in francese, e non si capiva una mazza perché ciascuno alzava al cielo le variazioni sul tema più adatto al proprio caso visto che invocare la morte è questione di religione, e di imporvvisa disperazione. O di problemi al computer per la seconda volta in un mese canche se lo tratti come le cose sante.
Nel frattempo continuavo a chiedere l’eutanasia, a smanettare su due pc più un tastierino cinese coi tasti in aramaico fonetico.
Cominciai a dondolare facendo mmmm colla bocca piena di colla, ed erano le dieci di notte quando ho smesso.
Nessuno di noi tre è morto, l’altro giorno.
Svariate avventure dopo giunse il mattino.
Pultroppo.
Stamani dovevo morire, per un po’.
Non come Casalingo Moderno, ma come l’uomo sfasciamacchine, il padre che non sa, e almeno sa di non sapere.
Dovete sapere che io ho molte identità non strettamente digitali.
Credo in un certo grado di compartimentazione, e che le identitò multiple possano essere la salvezza di un uomo, no distruggergli la mente.
La prima di identità ha vent’anni.
La usavo per mettere musica e fare musica.
Forse qualcuno sa chi sia Tropicaldo.
Ma nessuno conosce la sua storia.
Tropicaldo è un principe orfano; governa su un atollo dove in realtà non c’è nessun altro della sua tribù.
C’era stato l’unico e segretissimo esperimento nucleare italiano, Tropicaldo è appunto il figlio di un ufficiale della marina che non aveva mai sparato in vita sua. Aveva cominciato come cuoco di bordo e ancora si divertiva a preparare profumatissimi ragù di oloturia per i commilitoni.
Conobbe, l’ufficiale gentil cuoco, una indigena splendida e scureggiona. Ella, a nome Ernia, suonava una chitarra a 39 corde accordate, come voleva una segretissima tradizione, quasi tutte a pene di segugio.
Li conoscete gli italiani.
Tropicaldo non li conosceva.
Prima di accendere il raudo atomico, si trastullarono con presunti problemi tecnici.
Trombavano e cucinavano. Nascevano bei figli, spesso.
Tropicaldo voleva imparare la chitarra dell’Atollo Latta di Sugo. Non ci riusci!
La madre lo mandò in culo, ma Tropicaldo capì che doveva andare a comprare il giornale.
Questo era strano, visto che né il concetto di compravendita, figuriamoci l’idea di “giornale” nell’accezione generica o in quella Montanelliana era sconosciuta agli indigeni.
Avevano una scrittura rudimentale sull’Atollo Latta di Sugo.
Se c’era qualcosa di urgente essi vergavano degli strani segni sui propri escrementi: la sabbia era così leggera che bastava un peto di granseola a cancellare l’alfabeto degli Enterogermin, così si chiamavano i placidi abitanti dell’atollo nella loro lingua.
La parola significava, secondo gli studiosi più accreditati della lingua Enterogermin: acqua amara che ti aiuta a non cagarti addosso. Esperti, si fa per dire. Uno era il cappellano del sottomarino, l’altro era il pusher dell’isola.
Un tizio col nasone capace di distillare un liquore di cocco nel quale faceva macerare alcune alghe e il fegato di una murena velenosa, uno sballo ignorantissimo capace di alterare la struttura spaziotemporale dei suoi clienti. In pratica una droga ideale per un posto dove l’oblio era richiestissimo. Non erano stati inventati i puzzle né il rubabandiera.
Così i tossici Enterogermin sbattevano le palpebre e passavano dieci anni, uscivano a pesca, venivano divorati da un pesce, ed era passato un soffio di luce. Siccome il liquorino truccato lo prendevano tutti, non era raro vedere gente fare cose strane. Una volta si misero in trenta a leccare una palma centenaria per consumarla.
Ci vollero tre generazioni, o tre giorni.
In pratica a Latta di Sugo nessuno sapeva chi stava facendo cosa con chi o chi era figlio di cosa. La storia locale era un delirio. 1220 cartelle incise nella merda con uno steccolo sulla contemplazione della crescita dei coralli.
pusher guadagnava miliardi di conchiglie, ce n-erano tuttavia talmente tante che il povero spacciatore si faceva un culo tanto per fare il liquore , uccidere le murene alla maniera tradizionale, vale a dire togliendo denti al pesce e soffocarlo inserendo la sua testa nel proprio ano. I drogati dovevano andare a fare un bagno nell’acqua verdina e raccogliere conchiglie da centomila. a volte regalavano al pusher maionese di uova di gabbiano e aceto di cocco. Non esplose mai la mania dell’amburger senza h, perché non c’erano mutine sull’isola.
Il pusher pensava ci fosse qualcosa che non tornava, ma non capi’ mai a fondo le fluttazioni del valore della moneta.
Prima dell’esplosione gli Enterogermin vollero istoriare il sommergibile della loro antichissima storia, tramandata sulla merda umana un millennio dopo l’altro.
Presto il mostro rivettato venne decorato dalle merde multicolori degli Entero. Molti mangiavano coralli, e li cagavano. Cosi’ l’istoriata storia dipinta di scoria sul sottomarino Italiano era multicolore. Marrone, rosa, e giallo. Il bellissimo bambino chiamato Tropicaldo come il nonno contadino dell’ufficiale, si bevve una tazza di Batida Locale. Come tutti. Il sottomarino che recava le gesta di quel nobile popolo ( in effetti trascurabile e pernicioso) si immerse nel buio: dopo duecento metri a causa dell’acqua non c’era traccia delle gesta eroiche di quel popolo mite incapace di accordare una chitarra a 39 corde. probabilmente anche le gesta e perfino la religione, per quanto ne sapevano potevano essere sognate da quegli scoppiati il giorno prima.
Gli Enterogermin che sarebbero stati assunti tutti all’inps.
Sarebbero.
Dopo venti miglia marine di navigazione c’era il nostromo al timone,attentissimo agli strumenti mentre beveva un boccale di cocco alghe e fegati.
Mentre moriva stava tornando indietro nel tempo.
Alcuni si erano congelati nel momento precedente all’esplosione, e benche’ il loro corpo fosse ridotto a brandelli di atomi, loro sono ancora li’ a molestare una pentola.
A tagliarsi le unghie con la motosega.
Da Latta di Sugo si vide una colonna di fuoco che si apriva in alto.
Tropicaldo la chiamava la palma atomica, non avendo mai visto un fungo.
Non mori’ ma qualcosa gli successe, perche’ riusci’ a scordare nel modo corretto la chitarra a 39 corde.
Suonava per i granchi mutanti e I topi mutanti importati dal sottomarino italiano.
Granchi e topi si mangiavano a vicenda. Lasciando pesce e cocco a Tropicaldo.
Si fece un chiodo di pelle di corallo e divenne punk.
Filando merda di paguro tricefalo si fece cucire dai topi una camicia avaiana.
L’isola era piena di lattine di birra Peroni vuote e piene. E anche di pizze e mandolini.
Nessuno sa quanto tempo sia passato.
Tropicaldo sembra sempre un ragazzo.
A volte delfini e cavallucci marini enormi portano ragazzi e ragazze che accendono fuochi e lo ascoltano suonare. Poi si accoppiano con lui.
Cosi’ Tropicaldo canta un paradiso distrutto in una lingua incomprensibile a gente che forse non esiste.
Stamattina mi sono trasformato in lui.
E sono stato meglio.

Potete darmi torto?IMG_9255.JPG

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AVANZGUARDIA! svizzera italiana alla pisana di fede romanista

DEDICO QUESTO POST A MIA NIPOTE PETRA: AIUTANTE SVIZZERA ITALIANA DI 24 ORE E SPICCI.

Visto che prima o poi dovrete darglielo, il troiaio,  che non sia  un premio, tipo famiglia americana
“Evviva Marion stasera c’è la serata COLAZIONE PER CENA”.
“Sì caro, dice Marion pregustando il mattinee con Fonzie. Lo sapevate che Fonzie si scopava Marion Cunnilinguscome.
VERO?
Non ho nulla contro gli Americani.
Non è vero.
Mi piacciono lady Day, Buddy Holly,Lou Reed, Skip James, Little Richard, e Frank, non c’è bisogno del cognome come Elvis, Sinatra.e sua figlia Nancy, e Tony Soprano anche se non esiste: un’accozzaglia di negri italiani e spazzatura bianca di varia provenienza. Mi piacciono i criminali, come John Dillinger, che aveva il cazzo così grande (30 per 18) che quando lo beccarono gli tagliarono il pene e lo misero in un barattolo.
Ho un’ipotesi assolutamente arbitraria in proposito.
La versione psicoporno di A spasso con Daisy.
Una vecchia quanto ricca vedova del sud rimpiange i tempi duri, è il caso di dirlo, nei quali le signore bene pagavano dazi talmente alti per i dildo provenienti da Paris (France) che preferivano farsi servire dai negri delle piantagioni, e pazienza quell’odore di cinghiale che non spariva nemmeno a coprirli di bacche di ginepro.
D’altronde anche i loro mariti puzzavano di piedi in cancrena.
Se venivano scoperte o si stancavano del gingillo bastava dire al signor Macbecco che erano state violentate.
Un bel linciaggio e via.
Paris, france, ovvio.
CI voleva tutta la verve camp approssimativa di Wim Liquido per nominare Merdopoli in un film. Coglione di un crucco, credete di aver pagato abbastanza ma io e mio figlio stiamo per unirci alle tribù di israele per chiudere con voi, unni di merda.
“Grazie George siete stati così coraggiosi!”
Cinquanta incappucciati coi cani da caccia contro un cazzo di Mandingo legato mani e piedi non lo chiamerei coraggio, pensava Gìorgie Macbecco.
Tuttavia tiene l’informazione per sé e ne approfitta per far valere i suoi diritti coniugali. -Sai cara…
-Dimmi, mio eroe!
-Hai un problema alla tua cosina, perdindirindina; mi sembra di scoparmi la cavalla che mi accompagnava in guerra fino a quando non fui costretto ad arrostirla per non tirare le cuoia.
La signora era allagata e slargata pensando al suo scimmione appeso a un albero, che mentre scalciava si cacava addosso e schizzava seme bollente a cinque metri di distanza, lappato da cani e procioni.
-Ora, in virtu’ di ciò che hai passato, ti offro una scelta, e capirai moglie., che si tratta di un eccezione, a letto comanda l’uomo!
-Non vedo uomini in questo letto- pemsava lei senza guardarlo in faccia per ridere.
– O Andiamo a prendere un po’ di segatura che teniamo giù per la merda dei cani e il vomito degli ospiti, in modo di creare un po’ di attrito.
-Oppure… sussurrò maliziosamente la Signora porgendo le terga al suo consorte.
-Oppure mi concederai il buco stretto, la stella nera, come lo chiamano le puttane di Atlanta! E così fecero, anche se Macbecco trovo’ l’entrata posteriore della moglie fin troppo agevole rispetto a quella della papera Tania.
50 e rotti anni dopo la stessa signora, incartapecorita e decrepita, ordinò il furto del membro virile di Dillinger, sperando che la permanenza in ambiente liquido facesse spuntar le branchie all’uccello per portarselo in piscina.
Torniamo alla ricetta.
I vostri figli vogliono mangiare la svizzera alla moda dei Fast Food, e voi dategliela, che sembri merda ma sia oro.
Il taglio: anteriore.
Sarete voi o il macellaio a raggiungere le proporzioni ottimali tra grasso e magro, fottetevene del filetto di spalla. Spendete al più undici euro al chilo. Per voi consiglio uno o due pezzi, conditi e pressati a mano, con olio sale pepe e le erbette che preferite. (io adopro nepitella erba cipollina e maggiorata, ma poche).
Le vostre svizzere saranno al piatto accompagnate da patatine fritte nello strutto.
invece i bimbi vorranno il pane americano e voi dateglielo (al discount otto pezzi un euro) tanto è merda.
Voi le mangerete al piatto con pane toscano strusciato nell’intingolo della gratella. Se volete farli al barbecue, e non siete in grado, lasciate perdere. Andate al Burgher Kingo; meglio un gustoso pezzo di merda che quei dischi carbonizzati.
Io aggiungo insalata da condire con vinaigrette.
Ai bimbi pesate cento grammi di carne già condita e, come la vostra, visto che è buona e non piena di colibatteri, cuocetela poco in gratella o in quelle padelle del cazzo fatte di pietra impiallicciata.
Per i bimbi avrete ritagliato i panini americani precedentemente passati al grill.
Poi darete un giro di maionese sulla base e aggiungete una fetta di pomodoropisanello,e mettete la carne eventualmente guarnita di una fetta di edamer, groviera, o provola affumicata a struggere il tempo necessario.
Dopo la ciccia un altro giro di maionese, insalata valeriana, e l’altra fetta, guarnita di ketchup e senape di digione mescolata con maionese Coop.
E i puristi vadano a mangiare grossi tocchi di escrementi di struzzo cotti a piacere.
Ammesso che voi siate in quattro, e facendo conto che gli adulti si sbafino trecento grammi di svizzera a testa ( per me era troppa) spenderete 9 euro di carne, un euro di pane di merda americano, un euro di pane bono, un euro di strutto, un euro di insalata , cinquanta cent di pomodori BONI, e due euro di salse che resteranno con voi per sempre.
Sono tre euro e 15 centesimi a testa.
Aggiungiamo bibite gassate e birra, sempre al supermercato? 3, 5 a testa per una svizzera di carne toscana al piatto o nel pane.
Al costo di un merdoso happymeal, che abitua i vostri figli a subire la petulante omosessualità del grande puffo, ecco una cibo buono sano e se vi va, quasi crudo, perché la ciccia toscana non è piena di merda e ormoni e antibiotici: è piena di ciccia.

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AVANZGUARDIA! IL FOTOROMANZO (prima parte)

il Casalingo vince l'ansia inneggiando alla bestia

il Casalingo vince l’ansia inneggiando alla bestia.

Il Casalingo Moderno maledice il governo e GIove Pluvio: il suo intervento fermerà la pioggia per la notte intiera

Il Casalingo Moderno maledice il governo e GIove Pluvio: il suo intervento fermerà la pioggia per la notte intiera.

Il gesto; accanto alla freccia la mano guantata del Casalingo:  si è più puliti quando nessuno ti convince a lavarti

Il gesto 1                                                                   Accanto alla freccia la mano guantata del Casalingo: si è più puliti quando nessuno ti convince a lavarti.

Gesto 2 Una mestolata di sugo sul pane, poi le polpette zuppate nel ragu' all'ultimo momento perché rimanessero croccanti

Gesto 2
Una mestolata di sugo sul pane, tenuto aperto con antica sapienza ( un oretta suppergiù).

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Gesto 3                                                                       Le polpette croccanti tuffate nel ragu’ e adagiate sul pane. Ecco a lei!

Ho fatto solo mezzo giro.
Alle due e mezza, senza aver affrontato tramontana, avevo venduto oltre trenta panini.
Un briao ha lasciato due euri di offerta scusandosi.
“Non ti scusare. Se non ce li hai puoi prenderlo gratis!”
“None, ebbono.”
Gli altri hanno offerto dai cinque ai dieci euro a panino.
In un mondo che valuta tutto in dobloni questa è la prova che le persone hanno capito.
Non mangiavo da almeno un giorno.
Mi sono fermato dietro l’ex Enel per farmi un panino.
Un unico, poetico, ipercalorico, antieconomico tartarughino alla polpetta.
Una tizia collassava in bagno con la finestra aperta.
“Uhhaaa. Uahhh. Uaaaahrggggh!
“Brava!”
“Sttruaraargh!”
003 accende la videocamera per registrare i suoni.
Io avevo talmente fame e il panino di San Ranieri era talmente buono che mi sono strafocato.
Mi è venuto un singhiozzo mortale.
Allora ce ne siamo andati in cerca d’acqua.
Cinque minuti dopo ho chiesto a 003 se avesse lei il portafogli.
Durante la pausa ci avevo trasferito l’incasso.
“Ah” fa lei, “il portafogli.”
“Eh” faccio io, ” il portafogli.”
“Mi sa che era sopra una macchina dove ci siamo fermati.”
Ogni corsa è stata inutile.
Inutile anche domandarsi come mai l’imperscrutabile operatrice non mi abbia avvertito.
La colpa è solo del Casalingo.
Ma il video che segue mi ha colpito duro…

(nella prossima puntata altri video racconti e considerazioni sulla serata…)

N°10. Le riparazioni

DIstrazione

Non è un libro di Frenzen.(Le Riparazioni, intendo).
Perché un libro di Frenzen, inedito, sconosciuto e in mano mia,  sarebbe un mistero.
Non è una tragicomica avventura del Casalingo Moderno, sdraiato sul pavimento del bagno, tra   pappagalli e sifoni, con il muso sotto i resti del bidè.
“A tutto c’è una spiegazione” farfuglia il Casalingo rivolto a nessuno in particolare, notando lo sguardo stupito e incazzato della coppia che ora si affaccia dalla porta del bagno.
“Ma cosa mi chiamate a fare, se fa già TUTTO LUI” dice l’idraulico (quello stupìto).
“Ma cosa vuole che sappia fare” risponde Salvia, la moglie del Casalingo (quella incazzata), “questo…questo… questo…”
Salvia è bloccata in uno stato ben noto, nei centri di cura del linguaggio, o presso i più spettinati teorici di grammatica gnerativa.
Salvia languiva nell’orrore meccanico del cercare un aggettivo adeguato e non trovarlo. Di solito si tratta di una pseudocrasi dispregiativa, notano i linguisti generativi, sempre più spettinati, materializzati dalle università più sordide e dai bar più rinomati con variopinto seguito di tecnici, macchinette per rasare i capelli e gelido gel conduttore.
Salvia cercava un aggettivo sufficiente a descrivere l’abominio del casalingo con la faccia piena di liquami e matasse di capelli.
“A fuffo f’è una sfie’azione!” ripete l’abominevole, con un grumo di sapone e capelli che serpeggia dal sifone smontato verso il suo viso.
C’è un bidè intasato. Si chiama l’idraulico. Lui rimane solo in casa. Lei rientra, casualmente mentre arriva l’idraulico.
A tutto c’è una spiegazione. Ma quale?
Forse il Casalingo voleva dimostrare di saper maneggiare una brugola?
O c’era qualcosa di strano e degradante nel sifone, così il Casalingo,responsabile dell’intasamento, ceca di anticipare il professionista evitando la consueta figura di palta?
Non lo saprete mai.
Perché oggi trattiamo di riparazioni ai nostri doveri. Ecco a voi, signori, alcune ricette.
Bordatino alla Pisana
Si impara tanto di una città, conoscendone la cucina. Questo piatto veniva preparato a bordo (di qui il suo nome) delle navi della Repubblica Pisana.
Questo è quello che t’insegnano.
Secondo me, in pieno medioevo, non era così facile trovare fagioli e farina di mais,giunti solo nel XVI secolo, dalle lontane Indie Occidentali, come si diceva ai tempi.
Possiamo immaginare che le cicerchie o altri legumi autoctoni, sostituissero i fagioli; mentre al posto della farina di mais c’era l’onnipresente farina di ceci.
Che dire poi del cavolo nero? Anche quello cresceva a bordo? Difficile: visto che richiede terra calcarea e aria merdosa come quella che la piana Pisana, senza falsa modestia, offre impareggiabilmente. Cosa si impara, dunque, su Pisa, conoscendone la cucina? Che è una città di cialtroni.
Ingredienti:
Cotiche di maiale (vanno bene quelle del prosciutto che il vostro pizzicagnolo vi regalerà se prendete da lui il secondo ingrediente la pancetta , o il lardo.
sedano,cipolla, carota per il soffritto.
un po’ d’olio e.v.o.
salvia,aglio, pepe, sale, nepitella, rosmarino, semi di finocchietto selvatico.

cavolo nero, mezzo chilo in foglie mondate. O un po’ di più, non siamo mica da Ducasse
fagioli secchi (cannelini o borlotti) mezzo chilo.
Farina di mais,quanto basta, e di questo si parla dopo .

Glossa. io uso fagioli italiani e farina macinata a pietra: il piatto conserverà un costo irrisorio.
I fagioli vanno ammollati il giorno prima. 12/24 ore. Qunidi metteteli sul fuoco nell’acqua usata per l’ammollo, opportunamente riabbocata. I fagioli cuociano (è un imperativo, non un refuso) a fuoco lentissimo, con un paio di foglie di salvia e uno spicchio d’aglio.
L’ACQUA DEI FAGIOLI è FONDAMENTALE
Aggiungerete il sale verso fine cottura, e scordatevi che ci vogliano meno di tre ore.
La cucina buona ed economica, richiede tempo: nulla è gratis.
E lo spreco di gas?
A parte che di g.a.s.(e di gas) a vario titolo abbiamo già parlato in un post precedente, vi do una dritta. ATTENTI CHE E’ UNA COSA FONDAMENTALE, OH BRODI!
In cucina, mentre cucinate, chiudete il calorifero.
La sera, mentre guardate quei reality pieni di froci (come li definisce C. della Gherardesca) mutuati da format americani, spegnete il calorifero dello studio e di tutte le altre stanze a parte quella da letto, dove spegnerete, prima di andare a letto.
E’ uno sbattimento, ma si risparmia, direi un trenta per cento buono sulla bolletta.
Ma, tornando a noi: SEMPRE IL CALORIFERO CHIUSO MENTRE CUCINATE. E SE AVETE FREDDO METTETEVI UN MAGLIONE SOTTO IL GREMBIALE.
Adoro essere maiuscolo e prescrittivo.
Andiamo avanti.
A parte avrete gettato con malagrazia le cotiche in un marmittone capace,a foco vivo, in modo da struggere il grasso che contengono. Sarà poi la volta del battutino, tagliato grossolanamente al coltello, e dello sciottino d’olio doliva. Quando il tutto avrà preso a sfrigolare, abbassate la fiamma è aggiungete il lardo (o il guanciale) tagliato anch’esso alla bell’emmeglio.
E’ il momento del cavolo nero. Tagliatelo e sbollentatelo appena, affinchè mantenga il suo color cuoio di scrivania dirigenziale anni 50. ATTENTI ORA.
Aggiungetelo al soffritto con lardo e cotiche (che non sarà pesante perchè l’aggiunta di altri grassi sarà minima) il cavolo ancora croccante, con l’aggiunta di un paio paio di mestoli, anche tre, di brodo di fagioli e un due etti di polpa di pomidoro. Ripeto: qui si intende l’acqua dei fagioli, senza i fagioli. Siccome i fagioli vanno passati( col passino mica col peamer) vi conviene mettere l’acqua da aggiungere a mo’ di brodo in un pentolino, e tenere in un altro recipiente i fagioli con l’acqua che vi aiuterà a passarli meglio.
Aridunque.
Nel nostro pentolone abbiamo la base di grasso e sofritto di verdure, il pomodoro, e il liquame di fagioli. E’ il momento di aggiungere le erbette aromatiche:nepitella, ancora salvia, in aggiunta a quella dei fagioli, ramerino, sale e pepe ( senza esagerare perché li avete già messi nei fagioli.
ORA
Passati una ventina di minuti buoni agiungete il passato di fagioli e lasciata andare, sempre a fuoco moderatissimo, per una mezzora, magari aggiungendo un paio di bicchieri d’acqua.
Il Bordatino è tutta una faccenda di consistenza; la minestra deve rimanere lenta ma non come quei bimbi svagati che si perdono a pisciare nell’autogrill e tutto l’autobus deve aspettarli.
Semplicemente lenta,come una polenta molto lenta.
Eh già, perché c’è da aggiungere la farina gialla. Quanta ce ne vuole?
Le ricette suggeriscono un cucchiaio e mezzo per persona: suggerimento inutile visto che non precisano quante persone si mettono a tavola con le quantità utilizzate defli alrti ingredienti. Ve lo dico io: ci mangia tanta gente con il bordatino, ci si sfama una masnada di carrettieri, quindi, per la farina fate ad occhio ma STATE ATTENTI.
PRIMA DI AGGIUNGERE LA FARINA VERSATE TUTTA L’ACQUA DEI FAGIOLI NELLA PENTOLA.
RAVVIVATE IL FOCO.
VERSATE A FILO LA FARINA SENZA FARLA AGGRUMARE E TENENEDO CONTO CHE UNA VOLTA COTTA, LA FARINA GONFIA.
Questo procedimento richiede mezz’ora, senza mai smettere di mescolare, ammeno che non si usi la Polenta Valsugana, che è precotta, sa di meno, ma salvaguarda abbastanza le vostre palle in via di frantumagione, riducendo i tempi di mescola a una decina di minuti
Non vi peritate di aggiungere acqua, calda, per non interrompere la cottura della polenta.Ma sono tutte cose che imparerete con l’esperienza.
A me piace raccotare storie.
Perciò mi sono dilungato un po’.

Ma, in sintesi:
polenta un po’ lenta.

Terminerete il piatto come cazzo vi pare, non sono di quei toscani fascisti che pretendono di insegnarvi a condire i pomodori.
Io verso un filo d’olio e delle listarelline minuscole di guanciale che alla vista hanno qualcosa di viscido e marino, ma in bocca…

bordatino