La Festa al Papà (In punto di morte pensi ai tuoi figli come bambini piccoli)

Festa del Papà, l’altroieri.
Il lavoretto di Pepolino. Si ricorda di una strana storia in piscina di parecchi anni fa.
Lo porto in città sulla canna della bici.
Vai più forte di una moto, dice.
Andiamo forte, rispondo.
Me lo guardo tutto, quant’è bello. La bambina è a casa malata. Le portiamo i film r un gelato. E’ così difficile essere felici?
Festa della felicità, mai sentita prima. Era ieri. Ma la felicità dobbiamo aspettarcela una volta all’anno?
Cosa ci attende…
La celebrazione della sconfitta della stitichezza uno dei prossimi fine di settimana.
“L’anno del Pannolone Per Adulti Depend.” Presto.
Orwell, Huxley, Wallace?
Ancora liti. Pertiche nel culo. Post scritti e poi buttati. Tre.
Sempre lei. Salvia.
-Mi hanno telefonato, hanno detto ma non si vergogna? Ci sono bambini di mezzo.
-Chi ti avrebbe chiamato? e poi che ti frega! Pensa a comportarti bene. Non scrivo bugie,Salvia.
Ci sono di mezzo i bambini. Appunto. La logica l’ha mangiata il gatto.
Dovrei dire chi se ne frega, e andare avanti, convinto di quello che faccio.
La storia del Casalingo Moderno è accettabile solo a patto che contenga verità esistenziale.
Eppure mi dispero.
Come chi ha la felicità a portata di mano, e la felicità è un grande unto vassoio in rosticceria, non un concetto, ma non riesce a prenderla.
-E’ troppo grande, dovete aiutarmi.
-Chi ti deve aiutare, sei solo, coglione.
-Noi, tutti insieme.
-Noi non esiste, sei solo.
Eppure sono triste. Come se avessi vissuto tutta la mia vita e guardassi indietro ad oggi. Prima di morire sentirò le voci dei miei figli come sono ora, voci bianche d’argento.
Avere la certezza che era tutto così semplice ma non essere riuscito ad evitare il peggio, quando i problemi veri devono ancora arrivare,
Eppure mi autocensuro, qui.
Le continue minacce di Salvia mi scavano le tempie.
Non riesco ad affrontare i problemi dei miei figli nei dettagli, o la parte mancante della storia, quella che riguarda una decina di mesi tra il 2014 e il 2015.
Mi appaiono le facce di quelli che ci conoscono sovrapposte al foglio bianco.
Vado avanti fino ad accorgermi che sto eludendo, girando attorno, cazzeggiando con le parole. Ricomincio da capo.
Ho rispettato l’anonimato.
Piuttosto lei, quando scrivevano articoli sul mio sito e rifiutavo inviti alle trasmissioni del pomeriggio…
E’ come per i bimbi. I genitori hanno colpe oggettive, legate al ruolo.
Gli autori sono ugualmente responsabili di quello che scrivono.
Nell’ultimo post ho scritto che siamo cattivi genitori.
Che non meritiamo i bambini.
Le colpe non sono equivalenti, ma anche se io avessi solo permesso a lei di fare quello che fa, sarei lo stesso in torto verso i miei figli. Ai quali devo tutto. Mentre loro non mi devono nulla.
Non sono innocente. Mi sono reso debole lasciando gli altri di approfittarne.
Non posso parlare liberamente della violenza che sta dentro OGNI famiglia se non viviseziono la mia. Ho l’impressione di causare problemi con quello che scrivo, perché dopo ogni articolo devo affrontare cose delle quali è meglio tacere.
Ovviamente non è così.
Ci sono problemi e io ne scrivo, ma il racconto fa parte della mia vita, così come devo rivendicare il tempo materiale per scrivere, allo stesso modo quello che scrivo genera conseguenze che sono costretto a raccontare.
Non ce la faccio più.
Non posso rassegnarmi a questo circolo vizioso.
In apparenza la narrazione è impantanata.
In realtà è la vita.
Salvia crede che io scriva per terapia.
Ogni periodo mi causa sofferenze che non passano. Non passano.
Una cosa alla volta.
Credo di aver trovato un modo per andare avanti nella vicenda, senza ripetere all’infinito liti, fughe, bimbi che soffrono.
Perciò non saprete nulla dei giorni trascorsi, già scritti riscritti e corretti.
Tranne che ho passato alcune ore in serenità con in miei figli.
In bici, a guardare film, a costruire mostri di pasta di pane.
Eccoli, i mostri. E anche una pizza fritta, che non è un mostro ma genera mostri nel sonno.
IMG_9021IMG_9025IMG_9030Una notte ci mangeranno in sogno, questi mostri fritti, e ci sveglieremo divorati.
Amo il melò. accompagnato alla derisione distaccata di me stesso e degli altri.
Racconterò della donna che ho frequentato, e dei comportamenti che mi hanno reso una foglia che si sbriciola nel vento di dicembre.
Racconterò le mie colpe senza esitare, perché vi specchiate nella mia iniquità (come mi piace questa parola biblica).
Allora vedremo, se riuscirò a intrattenervi col mio sangue e le vostre risate.
Fino a quando capirete che il sangue è vostro, e le risate sono mie.
Anche.

One thought on “La Festa al Papà (In punto di morte pensi ai tuoi figli come bambini piccoli)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...