I segni dell’Apocalisse, e buona Pasqua.

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Questa galleria contiene 14 immagini.

Volevo scrivere tante cose, ma ho notato che molti lettori sono in ferie, quindi aspetto che siate tornati. Nel frattempo, e in attesa che vi accorgiate che siamo in guerra.alcune rivelazioni per immagini, dell’Apocalisse che ci aspetta.  

La Festa al Papà (In punto di morte pensi ai tuoi figli come bambini piccoli)

Festa del Papà, l’altroieri.
Il lavoretto di Pepolino. Si ricorda di una strana storia in piscina di parecchi anni fa.
Lo porto in città sulla canna della bici.
Vai più forte di una moto, dice.
Andiamo forte, rispondo.
Me lo guardo tutto, quant’è bello. La bambina è a casa malata. Le portiamo i film r un gelato. E’ così difficile essere felici?
Festa della felicità, mai sentita prima. Era ieri. Ma la felicità dobbiamo aspettarcela una volta all’anno?
Cosa ci attende…
La celebrazione della sconfitta della stitichezza uno dei prossimi fine di settimana.
“L’anno del Pannolone Per Adulti Depend.” Presto.
Orwell, Huxley, Wallace?
Ancora liti. Pertiche nel culo. Post scritti e poi buttati. Tre.
Sempre lei. Salvia.
-Mi hanno telefonato, hanno detto ma non si vergogna? Ci sono bambini di mezzo.
-Chi ti avrebbe chiamato? e poi che ti frega! Pensa a comportarti bene. Non scrivo bugie,Salvia.
Ci sono di mezzo i bambini. Appunto. La logica l’ha mangiata il gatto.
Dovrei dire chi se ne frega, e andare avanti, convinto di quello che faccio.
La storia del Casalingo Moderno è accettabile solo a patto che contenga verità esistenziale.
Eppure mi dispero.
Come chi ha la felicità a portata di mano, e la felicità è un grande unto vassoio in rosticceria, non un concetto, ma non riesce a prenderla.
-E’ troppo grande, dovete aiutarmi.
-Chi ti deve aiutare, sei solo, coglione.
-Noi, tutti insieme.
-Noi non esiste, sei solo.
Eppure sono triste. Come se avessi vissuto tutta la mia vita e guardassi indietro ad oggi. Prima di morire sentirò le voci dei miei figli come sono ora, voci bianche d’argento.
Avere la certezza che era tutto così semplice ma non essere riuscito ad evitare il peggio, quando i problemi veri devono ancora arrivare,
Eppure mi autocensuro, qui.
Le continue minacce di Salvia mi scavano le tempie.
Non riesco ad affrontare i problemi dei miei figli nei dettagli, o la parte mancante della storia, quella che riguarda una decina di mesi tra il 2014 e il 2015.
Mi appaiono le facce di quelli che ci conoscono sovrapposte al foglio bianco.
Vado avanti fino ad accorgermi che sto eludendo, girando attorno, cazzeggiando con le parole. Ricomincio da capo.
Ho rispettato l’anonimato.
Piuttosto lei, quando scrivevano articoli sul mio sito e rifiutavo inviti alle trasmissioni del pomeriggio…
E’ come per i bimbi. I genitori hanno colpe oggettive, legate al ruolo.
Gli autori sono ugualmente responsabili di quello che scrivono.
Nell’ultimo post ho scritto che siamo cattivi genitori.
Che non meritiamo i bambini.
Le colpe non sono equivalenti, ma anche se io avessi solo permesso a lei di fare quello che fa, sarei lo stesso in torto verso i miei figli. Ai quali devo tutto. Mentre loro non mi devono nulla.
Non sono innocente. Mi sono reso debole lasciando gli altri di approfittarne.
Non posso parlare liberamente della violenza che sta dentro OGNI famiglia se non viviseziono la mia. Ho l’impressione di causare problemi con quello che scrivo, perché dopo ogni articolo devo affrontare cose delle quali è meglio tacere.
Ovviamente non è così.
Ci sono problemi e io ne scrivo, ma il racconto fa parte della mia vita, così come devo rivendicare il tempo materiale per scrivere, allo stesso modo quello che scrivo genera conseguenze che sono costretto a raccontare.
Non ce la faccio più.
Non posso rassegnarmi a questo circolo vizioso.
In apparenza la narrazione è impantanata.
In realtà è la vita.
Salvia crede che io scriva per terapia.
Ogni periodo mi causa sofferenze che non passano. Non passano.
Una cosa alla volta.
Credo di aver trovato un modo per andare avanti nella vicenda, senza ripetere all’infinito liti, fughe, bimbi che soffrono.
Perciò non saprete nulla dei giorni trascorsi, già scritti riscritti e corretti.
Tranne che ho passato alcune ore in serenità con in miei figli.
In bici, a guardare film, a costruire mostri di pasta di pane.
Eccoli, i mostri. E anche una pizza fritta, che non è un mostro ma genera mostri nel sonno.
IMG_9021IMG_9025IMG_9030Una notte ci mangeranno in sogno, questi mostri fritti, e ci sveglieremo divorati.
Amo il melò. accompagnato alla derisione distaccata di me stesso e degli altri.
Racconterò della donna che ho frequentato, e dei comportamenti che mi hanno reso una foglia che si sbriciola nel vento di dicembre.
Racconterò le mie colpe senza esitare, perché vi specchiate nella mia iniquità (come mi piace questa parola biblica).
Allora vedremo, se riuscirò a intrattenervi col mio sangue e le vostre risate.
Fino a quando capirete che il sangue è vostro, e le risate sono mie.
Anche.

Tempesta di ghiaccio

L’ultima aggressione, un unico lungo tormento di tre giorni. Passata la luna piena, o gli effetti del vaccino o che ne so, era venuta di nuovo a piangere.
-Non sono in grado di avere fig(omissis) eli togliere.
Si è scusata.
-Non le accetto, le tue scuse, devi comportarti diversamente.
-E tu?
-Io ho sbagliato, trattandoti (bla bla bla).
. -Come?
-Nessuno saprà veramente ciò che fai e dici, non ti tradirò mai come hai fatto tu. Ma adesso tu farai quello che devi, e anche io.
-Sì, va bene.
Infatti.
Da allora Salvia è una belva scatenata, no, una belva in attesa di essere scatenata.
Ieri mi ha cacciato dalla sua casa per l’ennesima volta, costringendomi a vagare a vagare soffocato dall’angoscia.
Colpa mia. Colpa tua.
– Vostro padre deve mo(censura).
Vostro padre pensa sempre alla sua fidanzata, che, lo sapete bambini, era un cesso, una cicciona zoccola decerebrata e vostro papà pensa solo a lei che nemmeno lo vuole. Se lo riprendesse almeno
-Bambini le cose non sono così, la mamma dice sciocchezze perché ( censura per noia).
Non è la prima volta. Né la seconda. Né un numero ordinale di volte che io possa vagamente ricordare.
Oggi è passata nella camera da parente povero a casa di Gramigna srl.
C’era una foto di (secretato). Non una gigantografia. Una foto tra le altre, Insieme a quelle di tutte le persone del mio passato che ho trovato, insieme ai disegni dei bimbi, dei miei amici quando ero un amico abbastanza buono da farsi dedicare un disegno.
E’ ripartita la violenza verbale davanti ai nani.
(omissis) ed è andata via.
Poi ha richiamato, come sempre.
-Vieni. Dai.
-Ho paura. Voglio comprare qualcosa da bere se lo fai di nuovo.
-Non ti cago nemmeno, ma non devi bere.
-Sai bene (omissis) occo alcol. Ma devo proteggermi da te, stasera.
-Ti disprezzo, mi fai abbastanza schifo. al momento. Devo dire ai tuoi che sei un beone.
-E m’importa una sega di Gramigna srl. Certo non mi rende la vita facile.
Tipo quando si erano fissati che non pagavo le tasse, o quando si sono messi d’accordo con te per ( omissis).Tu mi hai chiesto aiuto, e io ti sto accanto nonostante quello che mi costa. Ora dici alla tua fantastica ex suocera che non ti affronto se non ho il bombo? Accomodati, spia di questura. Sì stare da te è l’ideale!
Quella sera non sarebbe bastata una botte di mcallan (p.g) a farmi calmare.
CI siamo fermati alla PAM(p.g) alternativa domenicale meno casinista del Carrefour(p.g).
IL problema è che non avevano il Martini Extra Dry.
Il mio ex migliore amico cuoco non credeva che esistesse.
-Ti dico di sì, cazzo!
-Me lo vuoi dire a me che faccio il coco da diecianni?
-Il cuoco mica il barman. E’ una bottiglia verde.
-Non dire cazzate e vai a tagliare il pane.
Erano i chiari segni di (omissis). Infatti poco dopo lui(omissis) erda.
-Non posso dormirci., ma posso farci altre cose. A parte che la settimana scorsa ero solo e tu me lo hai impedito, bru (censura) oia.
Alla PAM non c’era il Martini Extra Dry.
Ero in uno stato mentale pessimo.
MI avessero detto che non esisteva mi sarei fatto portare docile docile alla sezione blindata di psichiatria.
E chi dice che non esistono i manicomi si faccia un bel giro lì.
Ma sarà come l’Extra Dry. Magari me li sono inventati. Non come ciò che segue.
GOGHERO MODERNO N°3 :HEMINGUAY.
Fatto sta che dovevo preparare L’Heminguay senza Dry e senza limoni biologici. Solo succo di limone in bottiglia. Almeno avevo il Tanqueray, E i cetriolini. Ma c’era il maledetto Martini Bianco ( p.g).
Si prende un mixer, nel mio caso un grosso bicchiere, di quelli con lo stelo, per le mance.
Si riempie fino all’orlo di ghiaccio.
Le dosi con un bicchiere non graduato non hanno senso,
Vi dico solo che il Martini Cocktail(p.g) deve essere preparato per due persone. A chi scrive non interessa se ve li bevete tutti e due o li dividete con Salvia.
Dunque versate un po’ di Martini ( magari basta scrivere Pubblicità Gratuita sempre per lo stesso prodotto: Casalingo Moderno usa prodotti Martini, bona lè) nel ghiaccio e cominciate a mescolate veloce badando che il ghiaccio non si scioglia.
Poi, attenti, buttate via tutto il Vermouth dato che è bianco, assolutamente incompatibile con L’Haminguay, L’unica speranza è lasciare solo l’odore, ed è quasi troppo.
Nel ghiaccio sodo e libero da liquidi verserete circa otto cl di Gin, se siete gay usate pure la vodka. Renzi ve lo permette.
Girate girate girate. Forte.
Filtrate in una coppetta, o nel mio caso in un mini tumbler, come fanno all’Harris a Firenze.
A questo punto ci vorrebbe il twist di scorza di limone, strizzando qualche goccia di limone del bicchiere. Quindi create la vostra guarnizione sott’aceto, con le banali ma ottime olive, o con i cetriolini, come preferisco, con le cipolline indicate più per il Gibson (una versione media del cocktail, meno secca) o addirittura frutti rossi; mirtilli, lamponi, questi ultimi non sottaceto, sarebbe meglio.
Ieri sera, a tarda notte, avrei costruito il mio Heminguay fallocratico.

IMG_8986.JPGIMG_8968.JPGIMG_8973.JPGIMG_8957.JPGIMG_9009.JPG-Io ti voglio bene, Salvia
-E allora perché mi fai sbroccare?
-Non lo faccio apposta. Cioè sì. Dopo averle provate tutte, cerco di trattarti con la severità che meriti. Comunque hai richiamato TU, oggi come sempre.
-Ho chiesto ai bimbi se ti volevano, lui ha detto no, lei ha detto sì.
-Non ci credo. Hai chiesto a dei bimbi se vogliono il padre? A bimbi di quell’età? Lo capisci che ci sono mille rag(omissis per noia) no i gesti.
Pepolino mi lascia un disegno sulla scrivania ogni volta che viene. Quanto a Nepitella invece (omissis). Comunque questo dimostra il tuo stato mentale.
-Ah sì, e tu cosa dimostri quando difendi quel cesso di donna?
Salvia fa un inciso rivolta ai bambini. Salvia incide i bambini per la precisione. Adotta la convenzione teatrale del “A parte”, come se non ci fossi,
-Babbo pensa sempre alla sua fidanzata decerebrata, che nemmeno lei lo vuole, ma lui è tutto pieno di lei, pensa solo a lei.
Piango come al solito quando non posso reagire, e non posso andarmene, e il dolore dentro è come la tempesta fuori.
Esco a fumare in mutande, sotto l’acqua gelida e i cigolii del mondo. Tempesta dentro e fuori.
Certo potrei rabbonirla. Chi me lo fa fare di giocarmi la chiorba per una che, come sottolinea Salvia stessa. non mi vuole nemmeno incartato.
“Smettila” la imploro sotto voce mentre piango e fumo una cicca bagnata.
Non può sentirmi.
Continua a urlare.
Nepitella si tappa le orecchie con le mani.
-Smettila ti prego fallo per lei!
-No perché se tu te ne vai noi stiamo benissimo.
-Per niente. Tu mi chiedi aiuto e poi mi fai questo. Tu non sei p(omissis)a. Tu stai male. e se  fossi la causa dei tuoi mali, sparirei dalla vostra vita. Invece sei sempre stata così. Possessiva. Egoista. Infantile. ( Come si possono pronunciare simili frasi nella realtà? Sembrano spiegoni di fiction Rai, ma sono vere.) E le aggressioni (omissis) ola per parola. E’ vero che Gramigna non mi permette(omissis) nte di lasciarti andare.
-Mi fai schifo!
-Ti voglio bene!
-Col cazzo, sai solo frignare e stai sempre a casa mia! Uomo di merda. Quando lo sapranno i bimbi che uomo di merda sei, quello che hai fatto..
-Primo. Se me lo permetti gliene parlerò io stesso, delle droghe ,e capirai invece da che pul(omissis) ica. Tranne un episodio ,il resto è roba vecchia. Con loro mi sono comportato (bla bla bla) evo fare il genitore da solo, perché tu non sei in grado di trasmettere una regola, di insegnare un principio, di spiegare qualcosa.
-E infatti sei pedante, rompicazzo, stai sempre a richiamare i bimbi, fate ques( bla bla bla).
-Quindi io sono palloso e opportunista, vero?
-Ti giuro che non ho mai incontrato un cagacazzi della tua specie.LASCIAMI IN PACE, VATTENE!
-Secondo te perdere il sonno, piangere, sopportare la tua violenza su loro prima di tutto e poi su di me, è una cosa che mi piace? E se non do io le regole minime da insegnare ai figli ,o fai te, che se non sbrocchi guardi la televisione. (Effettivamente sono così palloso da fare invidia a un petalo petaloso, e mi cucinerei come si cucinano i coglioni del bue)-
-Ma lasciami perdere, lasciami andare!
-Io sono qui per t(omissis) ti una persona decente,non posso lasciarti andare.
A parte che puoi uscire anche tutte le sere, andare in vacanza, riposarti dal tuo durissimo lavoro di tre giorni e mezzo settimanali, Avere pasti da consumare in famiglia e la casa più pulita, ma chi se ne frega, come dici te!
Fine ripresa. Salvato dalla campana.
Porto i piccoli a letto.
Sono ipnotizzati di un sonno leggero, trasparente.
Salvia se ne accorge e parte, sbattendo i guantoni mentre mi concedo di desiderare che questo fosse wrestling. Potrei scendere dal ring e scappare. O usare una di quelle sedie per spaccargliela sulla schiena.
Eppure avevo fatto del mio meglio.
Le avevo detto di riposarsi mentre l’acqua del bagno arrivava a livello.
Nel frattempo stavo coi bimbi e cucinavo soul food. T bone e patate fritte. Insegno a Nepi come si tagliano le verdure a fiammifero. Solo in teoria. Le patate sono delle troie maledette, capace di guidare il coltello su nervi e ossa della tua mano.
Cucinare con un fuoco e mezzo funzionanti è pura virtù.
Scaldare la piastra di ghisa molto prima di quanto sia accettabile. Cuocere le patate nell’olio a 180°, fare continui e oscuri scambi tra la padella e la piastra. Oscuri per voi.
Ho già parlato altrove delle patate fritte, anche se si tratta di un argomento inesauribile e affascinante. Forse il cibo che consente di imparare più nozioni su chimica e fisica in cucina.
La fiorentina si vede poco in questa casa, ma era in promozione e probabilmente è stata sottratta alle leggi del mercato. La legge è: cinque minuti per lato compresi i lati, essendo più o meno triangolare sarebbero venticinque minuti per una bistecca al sangue. Al sangue significa che dentro sembra cruda ma comunque il calore ha raggiunto il centro del taglio.
Inoltre La Regola vorrebbe una cottura rigorosamente alla brace di legna, che conferisce un lieve gusto affumicato.
Ma io non dispongo di una brace di legna aromatica, bensì di una cucina a gas con un fuoco e mezzo. Inoltre l’autentica cottura al sangue è eccessiva per i bimbi. Anche se Salvia, come tutte le belve e Gollum, si nutrirebbe solo di carne cruda strappata da animali,, compresi esemplari di Sapiens Sapiens, ancora vivi.
La virtù sta nel mezzo ma scontenta tutti. Ho cotto la carne “media” , il limite oltre il quale gli spocchiosi osti fiorentini si rifiutano di andare.
“E si sciupa la ciccia! Se vor mangiare carne carbonizzata la si metta all’aspetto vicino a una rothonda e primha o phoi un bel tamponamentho morthale con incendio dei cadhaveri lo throva sicuro”
“Allora non gi torgniamo più in guesto posdo, andiamo via Andò”
“Un si preoccuphi signora, la  thorni pure da dove viene a mangiare budella fritte, o cosa mangiate in therronia! E thante  care cose!”
Una volta cotta “media”, cioè mediamente al sangue, non rossa ma rosa scuro, si avvolge il bimbo nell’alluminio per cinque minuti. A quel punto la ciccia andrebbe servita così ma io l’ho trasformata in tagliata, visto che sarebbe bastata per tutti e avrei comunque dovuto tagliarla per i figli.

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IMG_9002.JPGIMG_8998.JPGIl risultato non era male.
Ma il Dio crudele rifiutò l’offerta e scatenò la sua ira.
E la campana era suonata.
Salvia mi mette all’angolo.Subito.
Continua a insultarmi e stavolta  urlo anch’io,
-Guardami!
-Come?
-Guardami! Guarda come sono ridotto. Non mi fai scrivere, non mi fai fare il padre, me ne fai passare di tutti i colori. E i bambini, li stai massacrando.
-…
-Non ti permettere di piangere! Salvia, guardami.
-Ti guardo.
– Lo sai che non duro fino a capodanno se fai così. Non sarebbe più comodo per me, vedere i bimbi ogni tanto, portarli a spasso e starci insieme quando ho la casa libera?
-…
IO ho sbagliato con te, sempre. Pensando di farti felice mentre sei una donna incontentabile che porta con sé l’infelicità. Da quando ti ho conosciuta ( omissis)
. -E’ per questo che dicevi a quella cagna che sarebbe stato bello incontrarla prima di fare figli con me?
-Veramente lo diceva lei. Ma non è un rimpianto per i figli. E’ un rimpianto per qualcosa che non puoi capire, sopratutto se ti metti a spiare la corrispondenza privata di due persone.Pensi che rimpianga i miei figli?
Nepitella appare. E’ di nuovo in piedi nel corridoio.
Piange.Si stringe la testa. Provo a richiamare l’attenzione di Salvia, ma non capisce. Urla.
-Penso che che sei ancora fissato con quella cagna del cazzo, bocchinara mal(censura).
-No. E se lei parlava male di t(omissis) sulti perché non rin(omissis) e dici.
-Ah sì, e a me che me ne frega?
-Comunque Salvia,si chiama Tropea. E ora te addormenta la bimba che continua a piangere. Non ti vergogni di continuare così?
Salvia rinsavisce di botto e va in camera, svu Abbraccio la bimba.
Le accosto la bocca all’orecchio.
Le massaggio la schiena.
-Amore, ora vai a far addormentare la mamma. Lei non le pensa queste cose, è la rabbia che parla per lei. Lei ti ama tanto, come il babbo.
-E perché piangi?
-Io piango solo perché non voglio risponderle davanti a voi. E per fortuna che Pepo dorme…
-Perché?
– Sennò pisciava a letto sue settimane.
-Abbozzo una risatina, anche lei ridacchia. Mi asciuga gli occhi
-Sei la mia bimba speciale.
-Lo so babbo.
Rientra in camera. Non dormirò mai. Ma, cazzo, c’è il Martini da preparare.
Entro in bagno per sciacquarmi il viso.
Guardo lo specchio per puro caso.
Guardami, gli dico.
Tiro fuori una foto per ducumenti datata 16 giugno 2014.
Un anno e mezzo fa.
Un altro uomo.
“Guardami”dico, al tizio che mi fissa.
-Tu mi riconosci?

ghost track
notte di martini mattina di incubi. Ricordo solo che ho lasciato in cucina la trascrizione della lite. Ormai un format che ha rotto le palle anche ai topi che infestano la rimessa. e la mia testa. e non riesco a trasmesttere la frustrazione di Salvia per quello che non riesce a fare, e non voglio descrivermi virtuoso. Io le voglio bene. E anche lei. Potrei odiarla se davvero mi imprigionasse nel ruolo di palloso agitatore di dito indice. Ognuno prigioniero del suo ruolo. Due cattivi, due buoni, non buoni e nemmeno cattivi. Un padre e una madre che, per circostanze varie, meritano di farsi levare i bimbi.