Una volta qui era tutta Campagna, figliuolo.

androideSe non capisce uno, magari sarà un duro.
Se non capisce nessuno il duro sono io.
Ritorno sull’argomento abbonamenti una volta per tutte, essendomi evidentemente spiegato male.
Sembra che io cerchi nuovi lettori perché quelli che ho non son degni di me.
Non l’ho mai pensato. Giocoforza quando scrivo di un certo di lettore, distratto, dispersivo, mi riferisco alla lettura in rete.
Prima dei numeri mi sta a cuore la qualità dei lettori.
Ho detto più volte che scrivo post lunghi violando apposta le regole della comunicazione social.
La mia intenzione era dare dei pezzi con spiccate qualità letterarie senza rinunciare al racconto della mia disastrosa vita familiare, il più onesto possibile.
Inoltre volevo recuperare i lettori che, giustamente, dopo un anno di stop, hanno smesso di seguire.
La quantità dei lettori,anche se quattro o cinque volte inferiore alla prima serie, è superiore alla maggior parte dei blog, fatta eccezione per le blogstar che si appoggiano a un giornale o alla t.v. per avere maggiore diffusione.
Però, non so perché, ho pochi iscritti rispetto ai lettori, e pochi commenti rispetto a blog molto meno frequentati.
Allora, mi sta bene un pubblico di qualità. anche ridotto.
Oppure un pubblico di massa dove c’è un po’ di tutto.
Non sono soddisfatto di un pubblico distratto e numericamente mediocre.
Centociquanta persone al giorno di media non sono poche, ma ho come l’impressione che molti diano un’occhiata e cambino pagina, proprio come sistema di accesso ai blog.
VOglio fare un passo ulteriore verso l’autocritica.
I miei pezzi sono sempre ottimi, ma forse sono peggiorato io, inacidito e incattivito dalle vicende della vita.
Non sono riuscito a mischiare le emozioni come una volta, perché la maggiar parte delle cose che vivo sono decisamente cupe.
Eppure su tutto si deve scherzare, sopratutto sui propri problemi.
Ho già detto che le continue liti, i problemi con i bimbi, le tragedie economiche e sentimentali, mi hanno segnato, forse anche più di quanto immaginassi.
Sarei capace di fingere ma non l’ho mai fatto e qui veniamo al punto dolente.
Se mi aspetto tanto da voi è perché vi do tutto.
Spesso dopo i post partono litigate da primato.
Preciso anche che non scrivo tanto per. altrimenti non pubblicherei.
Racconto i cazzi miei perché li ritengo significativi in Sé e indicativi della nostra epoca. Altrimenti ne farei a meno. Raccontare la sofferenza fa soffrire, non guarire.
Per la mia incapacità di comunicare tutto ciò,
per aver perso la capacità di interessare un pubblico vasto ed eterogeneo,
per questo voglio chiudere dopo questa serie.
A meno che…
Ma visto che ogni richiesta di iscrizioni, perfino il giochino a premi, viene accolto con fastidio, la Campagna Abbonamenti non verrà più spinta.
Chi vuole partecipare può farlo, i premi restano in palio fino alla fine di febbraio, quando, esaurita la seconda serie Il Casalingo Moderno dovrebbe chiudere.
Mi dispiace che a subirsi queste pippe siano proprio i lettori più assidui e collaborativi.
Quelli che hanno capito la dedizione con la quale mi dedico a questa roba e che la ricambiano con qualcosa di simile.
A me non interessa se la maggior parte dei blog sono puro rumore di fondo. Non sono tutti così, e certo non lo è questo.
Meglio fare altre esperienze che trascinarsi senza scopo. Meglio per me intendo.
Ultima cosa: quando pubblicizzo il sito dicendo LETTERATURA GRATIS non è per sottolineare che potrei farla pagare ( anche se in modo indiretto potrei) quanto il fatto che in cambio di niente abbiate appunto letteratura.
Fine. D’ora in poi non esco più dal gioco se non per annunci di carattere diverso.
Ite, Missa Est.

COMUNIONE

p.s

Il Casalingo Moderno è contraddistinto da uno stile preciso e si fonda su una promessa (premessa) di sincerità.
Non ho mai pubblicato racconti di fiction QUI.
Non significa che non li scriva.
Posso simulare emozioni che non provo mentre scrivo purché le abbia provate nelle vita. E a volte nemmeno quello,
Non POSSO FARLO QUI!
NON VOGLIO FARLO QUI!
La massa delle persone dovrebbe tenere quel che scrive per sé e le emozioni quotidiane per chi gli sta accanto.
In questo sono inflessibilmente arrogante.
Perché lo faccio?
Perché mi espongo così?
Perché sono convinto che il risultato sia bello, profondo, coraggioso, e originale.
Ecco perché scrivo Queste pagine.
Per chi me lo ha chiesto e per chi se lo è chiesto.

2 thoughts on “Una volta qui era tutta Campagna, figliuolo.

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