Avanguardia! Se ne accorgono i grandi chef. Tre anni dopo averlo letto qui…

Quando un’intuizione importante diventa una banalità.
Una banalità da scrivere sui giornali, un luogo comune come i politici delinquenti. le donne ****. le banche che strangolano i poveri e leccano il culo ai ricchi.
I luoghi comuni spesso sono veri, ma si perdono nel chiacchiericcio, nella consapevolezza da cena in piedi anni ottanta, magari con l’attenzione dedicata a un piatto di plastica gravato da tre etti di farfalle panna e salmone. CHe cazzo ti guardi, ho fatto venti minuti di fila al buffet e queste se no magnati pure i centrotavola, allora so andato in cucina e ho sgamato sta specie de scorta, capito come, e mo,io magno e te fai finta di ascoltà l’artri invitati. vai vai…”
Cominciamo dall’inizio, tanto per rendersi comprensibili.
No, dall’inizio è troppo lungo, cominciamo da un riassunto che si dipanerà dal centro della faccenda così da individuarne presto gli estremi.
Da tre anni trovati su questo sito ricette strategie per mangiare bene e spendere poco.
Dov’è la novità? Non c’è. Se non l’atteggiamento. Mi permetto di rivendicare una certa leggerezza nell’affrontare la miseria ( tra l’altro era la mia) quindi nemmeno pelosa carità pretaiola.
Niente moralismo da “obbligo alla sobrietà” da cattocomunisti, noglobal, e fighetti.
Niente concessioni, d’altra parte, a un mondo terminale, dove si spreca e si muore di fame, non più da una parte all’altra del globo, ma nella stessa città.
Che poi consumisti e moralisti sono spesso le stesse persone, secondo il momento, il tema all’ordine del giorno e guarda quel bambino din africa alla tv, non ha niente da mangiare, finisci tutto nel piatto! Sì se finisci babbo natale ti porta la maschera di Ciubecca.
Gli ambientalisti hanno la presunzione che il genere umano distrugga il pianeta, senza capire che il pianette ci cancellerà quanto prima con un rutto, indifferente alle balene, alla corrente del golfo, o a un’atmosfera venusiana, con trecento gradi all’ombra e nubi di ammoniaca causa effetto serra.
Senza la pretesa di inventare nulla, intendevo solo suggerire di fare le cose, senza discutere del nulla col frigo pieno.
Mi rivolgevo ai disoccupati e ai poveri ma nulla vietava.
Ora i cuochi stellati mi vengono a parlare della versatilità del lesso, della nobiltà degli avanzi, della cultura contadina di una volta.
Sono gli stessi figuri che hanno massacrato una gastronomia millenaria con dieci anni di pornografia televisiva. La logica del piatto completo, estranea alla nostra cultura,e malsana, ha soppiatato i menù settimanali delle nostre nonne sempre uguali. Ha raso al suolo una struttura del menù all’italiana opeculiare in tutto il mondo.
Ma chi se ne frega delle nonne.
Quell’alternanza di grasso magro verdure poca carne e zuccheri è una strategia che ha tenuto lontano obesità o malattie cardiache per duemila anni almeno.
La mia idea era che risparmiare rinunciando al precotto, ai tagli commerciali, ai pesci sputtanati, fosse una gioia non un cilicio. e me ne sono occupato con diventimento e serietà, ma davvero non posso farmi le pippe tutto il giorno su tutto questo, non posso riassumere me stesso: leggetevi voi gli articoli sulle polpette, sulla lunga vita del lesso, della frittata di spaghetti. Leggete e fate il raffronto.
Ma i grandi chef si lisciano barbe immacolate, prendono pause teatrali e pronunciano qualunque banalità con l’ebbrezza entusiasta di chi si è appena sniffato due o tre dei propri peti.
E quindi, affanculo pure a loro.
CI tengo solo a ribadire che non mi sento defraudato di alcunché, ma vedo un tema chiave della povertà nel mondo opulento, ovvero modernizzare la sapienza culinaria tradizionale scongelandola dalla teca in cui stava, rispettata come le ceneri di un antenato piazzato su una mensola a prendere polvere.
Ecco un articolo di due giorni fa che rende l’idea.

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Mi ha convinto ha rimandare il mio Racconto di Ntale.
Tanto come dicevano Carboni e Jovanotti:”O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai.”
ANTEPRIMA DAI PROSSIMI POST
Di quello (il compleanno di gesù) parlerò domani, e non solo.
Il Natale ti resta appiccicato come una merda sulla suola di uno scarponcino.  Non mancherà occasione di qui al dieci gennaio, quando anche i fanatici la smetteranno di organizzare cene in posti di merda, dove vi trovate mischiati in tavolate di venticinque persone, diciannove comande diverse, un’ora e mezza di attesa e il conto proporzionale a quanto avete rotto il cazzo.  Conoscerete il sitema che quest’anno mi ha evitato molti drammi natalizi. Ma non tutti. Scriverò come ho provato a fare felici i miei figli con una vigilia inusuale, fallendo miseramente, almeno per quanto riguarda la felicità.
Perciò da qui a Befana occhio agli speciali natalizi si CASALINGO MODERNO ATTO SECONDO, OVVERO:
SE DEVI MORIRE PORTANE ALL?INFERNO Piu’ CHE PUOI, JOE!

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