Flusso di Coscienza con Dialoghi, Immagini e Introspezione.

  Fuga in bici per Casalingo Solo.
Ovvero:
L’uomo con la sportina.
Andante Veloce (affanculo).
Chiave: della macchina, persa.
Autoresecutore: Casalingo Moderno.
Si prega di spegnere i cellulari.
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Lava i piatti vecchi, comincia a cucinare che Salvia è digiuna, falle trovare una fetta di pane e prosciutto perché senno ti addenta una mano.

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Ti ha chiesto, ordinato, un risotto di zucca semplice semplice, per i bimbi malati. taglia la zucca, manda il soffritto e il brodo, non ce la fai a fare tutti i piatti, ci penserai dopo,Dopo è già domani.

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Fai il caffè, la colazione ai bimbi,  Salvia ti insulta, piatti da lavare, piatti lavati, manda il purè di fave, le fave in toscana sono i cazzi,  ci arriveranno i pisani a capire che parli dei legumi? Mah!

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Il pranzo, presto che Nepitella deve andare, taglia il guanciale, riduci il sammarzano, bolli l’acqua e fai andare il guanciale nel suo grasso come coperchio della pentola con l’acqua, perché va solo un fuoco e mezzo,  stai preparando roba per due giorni,  su quattro pentole.
Attento che le fave si sciolgano piano, a fuoco lento, senza sale né pepe, schiuma il brodo e anche le fave.
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Riparte la musica.
Vattene via pezzo di merda, no resta, allora resto. SIURA?
Resta, ma ricorda che sei ospite in casa mia, sai cosa voglio fare nella cucina nuova?
Lo so,e ti ascolto senno mi fai paga anche questa ma Salvia, per curiosità, te le danno le pilloline?
Capa la cicoria cimata e mettila al vapore un po’, prima di ripassarla con aglio olio e peperoncino, no il picchiante no, a Salvia non piace: non lo mangia nessuno. in teoria lo puoi aggiungere ma un’infusione di aglio e peperoncino nell’ olio hanno effetti completamente diversi, vaglielo a spiegare, non ci vai, è meglio.IMG_8614
Aspettati di tutto oggi, ti farà pagare anche quello che non fai, perché cerchi di essere sincero, infatti.
Pezzo di merda, uomo senza palle, sei sempre appresso a quel cesso, veramente ho chiuso, ma non sono cazzi tuoi.

Vai avanti senza cedere allo sconforto,  mi raccomando non prendere i gusti di tuo padre per le donne, dice Salvia dice a Pepolino a voce alta.
No figlio mio, ha ragione mamma, non prendere i miei gusti per le donne. Porca troia hai ceduto, ora sei fottuto. zitto, dovevi stare zitto.
 Quella e Quell’altra, questi grandi geni che ti circondano, sono meglio di me, sono meglio di tutti eh, uomo di merda?
Veramente io, ecco, nulla.
Hai chiusa con quella troia? Che mi devi spiegare cosa ci trovavi!
L’amavo e basta, tu non puoi capire. Era dolcissima. Premurosa.Ogni giorno di più. E ci parlavo così bene, le sue critiche mi facevano pensare,..
Oh, poi frena i lavori, io mica ti chiedo conto del tuo “mezzo amico” come lo chiami. Non sono fatti tuoi.
Non capisco come potevi amarla, Come hai potuto darle il tuo cuore! Merda!
Senti, non la vedo, cioè l’ho vista ma per parlarci ma lei non voleva, e me ne sono andato. E poi…le ho mandato un messaggio stanotte.
Ogni tanto ci penso, ma ha fatto delle cose brutte apposta, e davvero è finita per sempre, ha fatto come te quando vuoi far male, quando vuoi distruggere, cancellare. Ha avuto paura, e si è vendicata. Finito, ma te lo dico perché sono sfinito, non sono cazzi tuoi.

AH sì? Te, me e lei, un ci devi neanche nomina nella stessa frase
Ma che c’entra io non sono qui per questo. Sono qui per fare il genitore con te. E per aiutarti in casa.
Sei un bugiardo di merda! Ora ti scopi x, y, e anche z.
No.
E questa come le è venuta?
Sei nella merda, pensalo pure.
Basta, esco con Pepolo, e al mio ritorno sparisci, non ti voglio trovare. Ora chiamiamo gli avvocati!
Guarda io l’amore non lo porto dagli avvocati. Piuttosto rinuncio legalmente ai figli, e poi tela vedi te, con la tua coscienza, Salvia.

Sparisci uomo di merda… tu non fai mai niente di male, no?
Sicuramente mi innamoro delle donne sbagliate, Ho fatto star male cinque persone.
Sparisci, verme, come osi paragonarmi a lei?
Perchè non siete persone entrambe? Non mi avete fatto del male apposta entrambe? Che ciai te, la coda? Lascia stare. Vado.

E perché tu, perché lei. E bla bla bla, tossico di merda!
Vado! Cazzidibudda.
Mi sa che Pepolino la parola merda un se la scorda più, dopo oggi!
Lo gridi alla sua schiena, Pepo ha ascoltato tutto, nascosto sotto al tavolo, è uscito senza salutarti.
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Chiama il radiotaxi, Atene 5 tra 7 minuti, mi ripete l’indirizzo, non la capisco con quel tremendo raffreddore, no signora, sto solo piangendo, corri a riempire le tue borse ottimiste, drin drin, cazzo è già qui, forse era Atene 7 in 5 minuti, invece è Nepitella con la sorella di Salvia,di ritorno dallo stage di danza, l’ex cognata ti odia senza nasconderlo, quasi tutti quelli che ti odiano si sentono in diritto di manifestarlo, sono un branco di iene che stringe il cerchio attorno alla zebra azzoppata, pensi, lo zebro ha un pene talmente lungo da causare spesso l’aborto durante i rapporti con femmine gravide, pensi subito dopo.
Entrano anche Salvia e il piccolo, ingoia le lacrime, baciali, esci con un minimo di dignità, nonostante la faccia disfatta, la schiena spezzata, il bisogno di alcol, il peso delle tre borse tre, perché minchia le hai portate, speranza, follia, stupidità, spiaggiati nel taxi con un sospiro, cazzo no, hai scordato le chiavi, il tassametro corre, risuona a Salvia, non te le passo, prenditele da solo, uomo di merda, un sei nemmeno capace di levarti dal cazzo, bella figura, hai rotto il cazzo, i bimbi i bimbi, e te ne vai in taxi!

IMG_8206.JPGPorco di dio appeso alle moroidi della madonna cubista e bocchinara, Salvia, gridi con un sussurro, mi hai cacciato tu.
Il taxi ti pela i soldi che non hai, come ogni mese dal venti in poi se ti va bene, l’unica volta che non hai preso la bici, eppure te lo sentivi.

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Usa la carta e cerca di conteggiare l’handicap del mese prossimo, calcola a mente, bestemmia a mente, un po’ caro, diglielo, come se potessi contrattare, quello borbotta qualcosa, non lo ascoltare, entra nel grande appartamento dei tuoi,vuoto.

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E’la settimana salvavita del mese, Gramigna non c’è, simula di avere un posto tuo, anche se bruceresti l’arredamento, design pretenzioso privo di personalità e calore ovunque, evita di pensare quanto assomigli ai tuoi genitori, quella casa, piangi pure adesso, ma non farti sentire dai vicini sennò fanno come a Giugno, tuo figlio passa tutta la notte a piangere Gramigna, mi spiace ma digli di chiudere la finestra, fregatene dei vicini, metti un demo di canzoni che stai scrivendo, prepara da bere, vai al cesso a cacare, bere, e piangere contemporaneamente, soffiati il naso nella carta igienica, girala e pulisciti il culo, guarda la carta imbrattata di sangue e merda, tira l’acqua distogliendo lo sguardo.
Non che ci porti gente in casa dei tuoi, ora come ora, ti fai un piatto di spaghetti, bevi un aperitivo, svegliati alle tre di pomeriggio.
Ogni mese sopravvivi grazie al lussuoso appartamento vacante dove ti lasciano a malincuore, annota quello che ti dice Gramigna, 24 ottobre, ore 14 e 30, piattola, merda, ladro, schifoso, non riesco a guardarti neanche in faccia, vattene, vattene da casa mia, non posso mamma, pensi mi piaccia stare qui?
Allora scendi, inforca la bici e vai verso un identico destino, avanti e indrè, sportine cariche di libri, medicine, computer, quaderni, penne, mutande, mele, canottiere, il martello frangivetro preso in treno, la pistola sparaparole.
Dai tuoi mangi da solo, alle tre di notte, da Salvia vai per aiutarla coi bimbi e con la casa, e l’aiuti davvero, dopo mesi senza neanche parlarsi, dopo tutto quello che è successo, lei ti tollera solo perchè funzioni, come padre e casalingo a chiamata, inoltre è troppo in difficoltà per poterlo negare.
Tu cerchi le occasioni, ti rendi disponibile, rinunci a tutto pur di andare a farti un culo così, per sentirti dire poi ma chi te l’ha chiesto.
Devi andare, per loro, soffrono da oltre un anno.
Non sono più sereni.
Pepolino ti sfida a riconquistarlo ogni volta, e soffre quando vai via.
Fa la pipì a letto, quando dorme con la mamma, e questo non ti rallegra per nulla.
Nepitella è ipersensibile, preda di crisi di pianto e attacchi di rabbia.
Ti ricorda qualcuno che vedi spesso allo specchio.
Stanno meglio se ci sei, ma devi essere bravo, vicino alla tua perfezione.
Salvia soffre anche lei.
Si contraddice, piange, chiede aiuto ma non riesce a controllarsi e parte con tirate di odio purissimo, tu rispondi col cellulare, le fai gli occhi sgranati, ammicchi verso i bambini, quando parte non si ferma.
Lasci i bambini da tua madre molto più del necessario, loro devono stare con i genitori!
Avete litigato sui bambini dalla loro nascita, ma lei veniva abbandonata da piccina ed ha la coazione a ripetere.
Ma tu, casilingo senza casa e con poco lingo, devi essere per forza una merda, visto che te lo dicono tutti. Lei, Salvia, è bambina più che madre, non è cresciuta superando un problema dopo l’altro, rischia di avere di fronte una muraglia inaffrontabile. L’hai tenuta in tasca fino alla nascita del secondo figlio, sopportando qualunque cosa da lei, ora ti senti obbligato a fare il babbo palloso, disciplinatore, pedagogo e pedante, e non ti piace, ma gli altri adulti sembrano interessati a fare dei tuoi figli una copia di loro stessi, li comprano coi regali, cercano di sostituire i genitori, credendosi migliori.
Ci vuole il coraggio.
Tu sei un disastro d’uomo, e quello che hai di buono viene da te stesso, non da Entità Gramigna s.n.c (nome che indica la chimera a due teste formata dai tuoi genitori, o anche la donna che ti ha cagato al mondo con l’aiuto di un forcipe, al Santa Chiara di Pisa).
I tuoi figli dovrebbero stare con te, nel grande appartamento di Ente Gramigna.
Ci hai provato.
Appena i bimbi entrano in casa, E.G. ci piscia sopra, marcando il territorio.
gramignaTu schifoso pezzente che ci appesti l’aria di sigarette, disoccupato, pazzo, non vorrai mica fare il padre?
Questo dice Gramigna, con ogni intervento sui tuoi figli, oltre a dirlo letteralmente.
Sminuirti di fronte a loro come padre, comunicare che non conti un cazzo, che alla tua età vivi in casa loro, ti mortificano come figliopadre e massacrano i bimbi, strappandogli pezzi di anima, strattonandoli di qua e di là.
Ricordate Salomone con le madri?
Preferisci che i tuoi piccoli siano interi in mano a nonni stronzi, piuttosto che possederne un brandello.
Tu non li vuoi possedere. E questo loro lo sanno. Lo sentono. Li ami come sono e basta.
Non molli, riprendi terreno, poni limiti, ti imponi, ne paghi le conseguenze, sempre.
Con Gramigna s.n.c. fai così o soccombi.
Gramigna non ricorda cosa ti ha fatto, o dice di non ricordarlo.
Le molestie fisiche e psichiche che ti ah inflitto.
Ma i bimbi odieranno te e Salvia per le vostre colpe, non zii e nonni, perché voi gli permettete di mangiargli l’anima.
Però.
Però te ne fotteresti dei traumi passati, come hai fatto per anni, se non fossi costretto a stare da loro.
Ti rinfacciano ogni giorno quella stanza di merda dove dormi, ti spiano, ti perquisiscono.
Incarnano la brutalità della borghesia, la sua violenza profonda.
Però.
Dovresti fargli un bel puppa a due mani.
Dovresti avere un appartamento, essere autonomo, invece che soverchiato dai debiti dello scorso anno.
Dovresti avere una patente.
Dovresti avere un lavoro.
Questa non è colpa tua, va bene. Il Focomelico FIorentino, lui, che se lo mangi lo stato islamico.
Dovresti aver finito quel cazzo di romanzo.
Questa è colpa tua, anche se drammi, sfollamenti, lavori forzati, lavori di casa, tutto rende difficile concentrarti.
Sei avanti, non sei mai stato così avanti, ma non hai finito, e scrivi dieci righe alla settimana, dopo aver tritato quattordici capitoli in due mesi.
Ma il dolore che spargi, la tua morte e risurrezione accolta con fastidio perfino all’anagrafe, i danni, i guai.
TUTTO CAUSATO DA TE.
Ne sei responsabile.
Non sempre direttamente, quasi mai volontariamente.
Cosa hai fatto?
Lo scoprirete presto, su queste pagine.
Ciò non toglie che.
Ecco perché sei una merda.
Ecco perché SONO una merda.
Certe cose meglio scriversele alla prima persona singolare.

4 thoughts on “Flusso di Coscienza con Dialoghi, Immagini e Introspezione.

  1. Madonna che peso e io che pensavo di non stare tanto bene. Disgraziatamente lucido, fedele e arrogante, e si sente che ho fatto comunicazione? vorrei non si sentisse, sono stretta a sto stomaco stretto e mi sa che stiamo tutti messi cosi ma qualcuno sa dirlo meglio, tipo te

    • piccola, tu credi estrema superrficie, magasri levitare cinque centimetri sopra, la superficie, fosse equivalente agli abissi che ci abitano. Sono molto tentato da questo sciare su una manto nevoso, in mezzo all’aria pura, anche se sono sicuro che prima o poi uno debba fermersi e scendere nelle fogne, nel inultile tentativo di capire perché siamo costretti ad agire in un certo modo. Però a pensarci bene, la consapevolezza dona raramente la felicità, e nella superficialità certo l’aria è migliore. Gooong.

  2. Pingback: sfiga, autosabotaggi, etc. | IL CASALINGO MODERNO ATTO SECONDO

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