La Ciabbotta

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Voce del verbo ciabbottare, ci abbotta, ci riempie. Ricordo un ecomostro sul palafitte di cemento armato, vista lago di Scanno. Na cosa tipo: Da Mariella , iu cape, v’abbotta e nin v spella. Ma il lago di Scanno era già roba da romani per via dell’autostrada vicina. A me piacciono i romani come popolo, singolarmente ci farei a coltelli, a puncicate. E perderei.Sono anche romanista.

Ma so’ troppi per l’Abruzzo, che non arriva a un milione di persone in tutto. In tutto significa che uno di Pescasseroli e uno di Pescara, manco si capiscono, e si stanno sul cazzo, anche. In Abruzzo si sta bene larghi. non per niente Pescara è la Los Angeles del centro Italia. Case basse, nonostante i cementieri che venivano a scuola con me. Cadono a pezzi, le case, fanno schifo in quanto il cemento creato con la sabbia di mare non regge. L’intonaco se ne casca a pezzi, ed è una notevole miglioria. Ma ora parlo della periferia nord dove crebbi scampando ad ogni genere di devianza per beccarmele tutte con comodo, da giovinastro. Invece viale Kennedy: ville e condomini di gran gusto, pista ciclabile, in mare a due metri, se non vuoi esagerare vivendo sulla riviera: mare zero metri. Hai voglia a dire che il mare è brutto. Ti svegli e guardi il mare brutto. Che è molto bello. Io da piccolo mi svegliavo e vedevo la signora R. che mi spiava con le lenti, avete presente quelle a multistrato, che non si fanno più. Se le tengono i vecchi, gliele ficcano in mano nella bara e addio. Pescara è fatta di tanti comuni stretti e lunghi, tipo mezzo Abruzzo, da Tortoreto (ma l’abitato continua nelle marche: a San Benedetto chiamano terroni i Pescaresi ma tutto il resto delle marche chiama terroni loro.) Ogni comune è largo un paio di chilometri, diepende. Facciamo tre. Ma la lunghezza misuratela voi, da Tortoreto a Vasto, perlomeno. Non per niente Rocco Siffredi é abruzzese, e lavora a Los Angeles. Te lo immagini a Ferragosto, terremoti causati dai racchettoni dei romani. Incidenti stradali romani. Abruzzesi che Presentano conti esosi ai romani. Romani che presentano serramanici per chiedere lo sconto. La grappa che arriva sul tavolo per evitare lo scontro. La Ciabbotta, la immagino ora in porziuncole da chef stellati. Io, me la mangio a piatto unico, vi avverto. Prima quello c’era, e farla è una dannazione, ma mettevi la nonna al tavolo colle telenovelle accese e quella ti capava dieci chili di verdura in un ora. Poi ci mangiavi una lesca di pane raffermo, in culo alla miseria. Siccome la verdura l’ho pulita io, ci ho messo un pomeriggio: tagliata sottile, i peperoni sbucciati passandoli in forno, i pomodori senza semi, le melanzane a cubetti, zucchine chiare, patate a sfoglia o a dadini, tante patate. Poi ci metti il basilico, l’olio,Tanto olio l’aglio, il peperoncino, e mandi per un ora e mezza a 180. Fanne tanta che non rimane niente, fanne tanta. Poi la fai incroccantire al grill a piacere. io ci metto rondelle di cipollotti e un po’ di menta: ma sono cazzi miei, cerchi guai, vuoi ‘na coltellata romano de mmerda? Costi: Per dieci chili di verdura ho speso sei euro.Cercando offerte, e rivolgndomi ai contadini dietro casa. Vogliamo considerare l’olio? 8 euro: un pasto per 6 da due bottoni (altro che stelle, sono quelle che ti sbottoni alla fine). Due euro a testa ma è davvero tanta roba.

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