Festa della Mamma (relativismo mammifero stupid edition 2.0)

Tra una puntata e l’altra dei suoi reportage da madre gemellare, la Nostra Mrs. Potato ha trovato il tempo per un pezzo sulla festa del giorno.
Leggendo questo pezzo capirete perché è l’unica Ospite.
Perché è brava

.3 (2)

Nell’estate dei miei vent’anni, per pagarmi la vacanza ad Amsterdam, trovai un lavoretto come promoter in un supermercato; il primo lavoretto di merda di una lunga serie.
Si diceva che chi scendeva sotto la media di x prodotti rifilati, non venisse riconfermato per le successive settimane.
Quindi, cominciai a spacciare “il gradevolissimo Bellini l’aperitivo di Venezia”, come se non ci fosse un domani. Aggressiva, determinata, convinta.
E lo sembravo davvero, tanti ne vendevo!
In realtà mi sentivo la sorella di Wanna Marchi: vendevo (male) una cosa inutile, come un prodotto così indispensabile, da farne scorte in vista di unattacco nucleare.
Ogni tanto spariva una promoter, una più brava di me, una che lo faceva seriamente.
Io invece ero l’infiltrata, l’imbucata, l’improvvisata, l’impostora.
E così è stato per tutti quei lavori
Per fare la promoter, o la commessa, o una che dà ripetizioni, DEVI essere una promoter, una commessa o una che fa ripetizioni.
Devi essere geneticamente programmata, psichicamente motivata, fisicamente predisposta.
Faccio la mamma.
Ed è strano, perché mia madre è una mamma, le mamme delle mie amiche lo sono, quelle con cui ho partorito lo erano.
Non io, io la faccio, senza esserlo, lo faccio pur essendo tutt’altra cosa.
Le mamme non sproloquiano, figurarsi bestemmiare!
Le mamme mica si fanno un grappino mentre sparecchiano!
Le mamme non covano la silenziosa speranza che stasera il pupo voglia cenare con una veloce tazza di latte, solo per poter poggiare un po’ il culo sul divano!
Le mamme fanno pensieri oscuri appena sentono un rantolo notturno (pure se lo sanno già che sono quelli di sopra che si accoppiano rumorosamente).
Le mamme tornano con un regalino dopo una trasferta di lavoro, si sentono in colpa per tutto il tempo che non dedicano alla cucciolata perché in fondo, al tempo di qualità, loro non c’hanno mai creduto.
Le mamme danno una craniata forte contro il pensile della cucina per far vedere che anche loro si sono fatte male, ma sono allegre, vedi? Non mi sono fatta niente! (un cazzo!).
Le mamme non stanno mai male, non hanno mai la febbre, le mestruazioni, né la sciatica. Le mamme guardano il bambino, lombi dei propri lombi, e nonostante questo, sanno che è la meraviglia più meravigliosa dell’universo.
Le mamme non sono promoter.
È vero, si fissano degli obiettivi, ma poi li tradiscono per dare quel bacio in più, quello che rovina tutta la faticosa messinscena della faccia glaciale da punizione.
Io SONO una mamma.
Sono l’ultima merda della catena alimentare, un essere ricattabile sul lavoro, escluso dai tour alcolici notturni delle amiche, una donna che risparmia sui cosmetici per comprare La Pimpa pop-up.
Ma in fondo, io, sto per ricevere due lavoretti per la festa della mamma.
Due lavoretti gemelli, brutti, forse bruttissimi, i quali, deturperanno la bacheca nell’ingresso per mesi. Incastrata dentro in qualche modo, ci sarà anche una poesia altrettanto brutta.
E sarò felicissima.
La poesia c’è, e attacca così:
”Mamma, tu sei la donna più bella del mondo”
Oh, lo sapete, invece, che stavolta è bella?

Mrs. Potato

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