Mrs. Potato raddoppia! (p. n°1)

Cari Casalingomani.
Questo post inaugura la categoria Ospiti.
Che si doveva chiamare Il Circolo del Merletto.
Poi Fate come a casa vostra.
Infine, temendo che non si capisse, sono andato sul didascalico.
Si tratta di contributi a tema/stile Casalingo, inviati dai lettori.
Percio’se avete una storia di vita familiare, originale e lontana dai luoghi comuni:
fatevi sotto.
casalingomoderno@gmail.com
L’Ospite di oggi si chiama Mrs. Potato, e si presenta cosi’:

Ho due gemelli maschi, due gatti maschi, un lavoro da pendolare, un marito pendolare, un soggiorno pieno di trenini, mostri e macchine agricole.
Vorrei mille braccia come il Pastamatic, ma purtroppo ho solo due buchi per infilarcele, come Mrs Potato.

Se il pezzo non vi piace insultate pure Il Casalingo Moderno
Ma in caso contrario, i complimenti indirizzateli a lei.
Buona lettura.`
C.M.

INTRODUZIONE

Una notte di inizio febbraio vengo svegliata da dolori acutissimi al basso ventre.
Mi trascino rantolando verso il bagno e lì rimango sdraiata sulle piastrelle finché gli antidolorifici non fanno effetto.
La mattina seguente vado al Pronto Soccorso.
“È il colon”, dicono.
La notte successiva si ripetono gli stessi dolori.
“Endometriosi”, diagnostica con margine di dubbio la ginecologa di turno.
Il giorno dopo vado dalla mia ginecologa.
“Fai la pipì qui” dice, “Secondo me sei incinta”.

I GEMELLI SALTANO UNA GENERAZIONE

La saggistica sull’argomento gemelli è piuttosto scarsa, come scoprirà chi, investito dalla notizia della lieta doppietta, si è adoperato nella ricerca di informazioni (fuori da Wikipedia), per capire cosa lo aspetti.
Io ho trovato in commercio poca roba e di scarso interesse.
A quelle pubblicazioni mancava l’aspetto emotivo della faccenda, nonché la parte pratica. Quello che realmente accade con due gemelli, cosa succede in famiglia, le frustrazioni e le piccole vittorie quotidiane. E cosa succede a quella donna che, una volta spremuta come un tubetto di dentifricio o aperta come una noce di cocco, scodella il duo.
Ho letto di tutto, cercavo di capire, ma alla fine ne sapevo più o meno quanto prima.
Al controllo post cesareo la mia ginecologa ha detto che avevo un utero perfetto per la mia età, “bellissimo”, che non sembrava nemmeno fossi mai stata incinta.
Che culo! Proprio quello che ho sognato per oltre sette mesi e mezzo. Le tette saranno pure flosce, la pancia sblusata, ma vuoi mettere che utero? Volendo, diceva, potresti subito avere un altro bambino.
Volendo. Se fossi una collezionista.
Ma cosa è accaduto prima?
Un uovo anarchico si era scisso in due e due girini avevano pensato bene di trasferirvisi dentro.
Allora.
Ci sono i gemelli omozigoti, ossia quelli con lo stesso patrimonio genetico, una placenta e uno o due sacchi (come viene viene!) e quelli dizigoti, in cui i gemelli sono in realtà fratelli che nascono insieme, con patrimonio genetico differente, due placente e due sacchi.
Poi c’è una terza gemellarità.
Riconosciuta ufficialmente nel 2002, dice internet, è una via di mezzo tra le altre due. In questa, l’ovulo si scinde per i fatti suoi prima della fecondazione, per cui una sola placenta ma patrimonio genetico un po’ uguale e un po’ no. I gemelli ovocitari, così si chiamano, possono essere anche di sessi diversi.
Al risultato positivo del test di gravidanza, ho chiesto alla mia ginecologa di controllare che ci fosse un solo puntino. Perché si tramandano i nobili casati, ma anche i gemelli, e poiché di baronati in famiglia non ce n’erano, ma di gemelli sì (i miei genitori avevano avuto due gemelle, purtroppo rimaste in vita per poche ore), la mia apprensione era del tutto lecita.
Lei aveva risposto che era un po’ presto per esserne certi al centopercento, ma che sì, era abbastanza sicura, e poi i gemelli saltano una generazione. E infatti.
Nella peggiore delle ipotesi, i dolori potevano essere causati da una gravidanza extrauterina.
In realtà, per festeggiare il mio compleanno/contratto a tempo indeterminato, avevo passato la domenica ed impastare e infornare palate di ciambelle da portare in ufficio, il che era coinciso con l’aggrappamento di queste celluline. Il mio corpo, quindi, mi stava segnalando che forse era il caso di darsi una calmata.
Dopo le prime analisi, scoperto che la cosa procedeva in maniera regolare, ero stata messa a riposo forzato dal lavoro, cosicché avevo velocemente superato lo shock da gravidanza.
Mr Potato ed io, ci scherzavamo sopra anche. L’avevamo teneramente ribattezzato Il Fagiolino e io mi divertivo un sacco a sparare cazzate su quello che Il Fagiolino voleva o diceva, più o meno come una treenne con l’amico immaginario.
Al secondo controllo, la ginecologa appoggia l’ecografo sulla mia pancia e parte tutto l’iter standard.
“Guarda si vede la testa, una manina, già è tutto bello formato…”
Poi sposta l’ecografo, e ne appare un altro.
Uguale: testa, manine, bello formato.
Guardiamo il monitor attoniti. In silenzio.
Lei sposta qua e là l’ecografo ma a un certo punto è chiaro a tutti. Non è un cazzo di errore di Matrix: là dentro nuotano due ominidi.
La dottoressa, probabilmente sentendo il dovere morale di alleggerire l’atmosfera, pronuncia per la prima volta la frase che sentirò ripetere per tutta la gravidanza.
“Bèh, almeno fai la fatica una volta sola.”
Almeno. Se sopravvivi.
Ero catatonica.
Non che avessi un’idea precisa di quello che mi aspettava. Però capivo che era il caso di allarmarsi. E così ho fatto.
Quella mattina, avevo anche un appuntamento dalla mia amica e commercialista Claudia per il 730. Sono arrivata con la stessa faccia di quando mi avevano fregato il motorino nuovo dopo quattro anni d’insistenze perché i miei me lo comprassero.
“Che faccia. Ti hanno rubato il motorino?” ha chiesto.
“No; ecografia. Sono due.” credo di aver biascicato.
“Bèh ma che culo, sarebbe piaciuto anche a me, almeno fai la fatica una volta sola”.
Frase completa, questa volta.

(fine prima parte)

Nel prossimo episodio:
Disturbi in gravidanza!
Pisciare nei barattoli!
e tante tantissime smagliature!

3 thoughts on “Mrs. Potato raddoppia! (p. n°1)

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