PASTA ALLA NORMA

L’indecenza appicicaticcia dell’estate ti logora .

Vaghi nudo, su una lingua di terra umida, insieme ad altri corpi straziati da lacci, tatuaggi, ciccia e abbronzature parziali.

Questa è la resa quotidiana che scioglie la tua fibra morale come un ghiacciolo di menta al sole.

Così anche cucinare ti pare una resistenza eroica contro la dittatura del prosciutto e melone. Se poi il piatto è la pasta alla Norma, allora è una missione suicida e dalle tue gesta faranno un film con George Peppard, alla fine della guerra.

Due mesi fa hai piantato delle melanzane in vaso; sono piccine ma sode croccanti e profumate.

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 Questa è la faccenda cruciale della ricetta: friggere le melanzane.

Le taglierai dal lato lungo, in fette di mezzo centimetro ( anche meno purchè siano poi tutte uguali).

L’ideale sarebbe cominciare il giorno prima, come per la parmigiana.

Le fette vanno messe a strati in una ciotola,cosparse di sale grosso e poi pressate mettendoci sopra una ciotola più piccola piena d’acqua. Questa operazione serve e eliminare liquidi dalle melanzane.  Più tempo ce le lasciate e meglio verranno.  Alla fine dovete prendere le fette, sciacquarle BENE sotto il rubinetto e quindi asciugarle perbene. Oggi avevo solo cinque ore: il risultato è accettabile ma non ottimale. In questo caso passerò le fette nella farina prima di buttarle nell’olio bollente, anche se i puristi non lo fanno: vi servirà ad ottenere melanzane asciutte e croccanti.  Altra modifica alla ricetta originale: io uso olio d’arachidi per friggere le melanzane in immersione; in realtà ci vorrebbe l’extravergine

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Nel frattempo mettete a bollire l’acqua e sbollentate i pomodori per il sugo, diciamo un chilo e mezzo per quattro persone. Dopo qualche minuto togliete i pomodori con un mestolo, ma non buttate l’acqua, vi servirà per la pasta.  Lasciate raffreddare i pomodori quindi sbucciateli e tirali con malagrazia in un tegame capace dove avete messo in precedenza aglio e peperoncino in infusione con  l’olio ( E.V.O.) fate un sughetto stretto profumato con parecchio basilico: all’ultimo momento lo allungherete con l’acqua di cottura.

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Adesso potete riposarvi un po’. Mille  torrenti di sudore vi corrono sulla schiena: l’unico modo per fermarli, con 40° di temperatura esterna, è fare una doccia gelata.

Quando vi sentite pronti potete riaccendere l’acqua per la pasta. Il formato giusto sarebbero le caserecce ma oggi voglio scialare: ho speso 4,5 euro per un chilo di maccheroni artigianali delle colline pisane: se ne può fare sicuramente fare a meno ma vale ogni centesimo.  Inoltre noi ci mangiamo tre volte…non si va in rovina.

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Avete dunque buttato la pasta. A due terzi di cottura la passate nel tegame del sugo aggiungendo la sua acqua ( salvatene un bicchierone prima di scolare!)  un po’ alla volta.

Quando è al dente spegnete il fuoco e aggiungete abbondante ricotta salata grattugiata.

IMPORTANTE: OCCHIO AL SALE!

Salate pochissimo la pasta e il sugo, semmai farete in tempo ad aggiungerne.

Ora unite alla pasta i due terzi delle melanzane fritte. Dovete farlo un istante prima di servire per evitare che le melanzane si ammoscino. Le altre  le appoggerete nel piatto, lasciando ai commensali il piacere di spezzarle con la forchetta e mescolarle alla pasta.

 Ancora un po’ filo d’olio, basilico fresco e peperoncino se vi piace, e ora servite.

GODI POPOLO.

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2 thoughts on “PASTA ALLA NORMA

  1. Mi fa una gola!!La prossima volta che la famiglia moderno si mangerà una prelibatezza simile,mi piacerebbe partecipare alla pasto.
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