Bottiglie e fontane: antropologia dell’acqua con Casalingo Moderno

L’acqua è un liquido chiaro disponibile sul nostro pianeta soprattutto in forma salata. L’acqua non salata è detta dolce, anche se non è proprio dolce (ma se la bevi dopo un bicchierata di mar Tirreno ci sentirai svariati cucchiaini di zucchero). Se ci pensi bene ti accorgi che non è facile definirne sapore dato che nella cultura umana essa costituisce l’epitome della neutralità,la versione liquida dell’aria.
Le unità di misura postnapoleoniche di peso e volume, si fondano sulla manipolazione di un decilitro cubo d’acqua, cioè un litro, cioè un chilo. Una caloria è la quantità di calore necessaria a innalzare la temperatura di un litro d’acqua di un grado.
Noi umani (voi umani) siamo zuppi d’acqua.
Le donne vecchie spesso indossano calze contenitive per scacciare l’acqua ristagnante negli zamponi, e a farsi massaggiare le chiappe con alghe e fango per lo stesso motivo. Però poi crescono gli embrioni nell’acqua, dove il feto nuota , beve, fa la cacca, la pipì e ribeve, in un simpatico ricircolo di nove mesi. Strano dunque che quella stessa creatura, X anni dopo, se è nata nei paesi ricchi a clima temperato, diventi decisamente schizzinosa riguardo al sapore, la temperatura e il tenore batterico dell’acqua che beve.
I bravi bimbi africani, costretti a fare anche dieci chilometri zampettando pe’ le savane con grosse giare in equilibrio sulla testa, alla fine non faranno caso al colore torbido, al sapore ferroso, alla sabbia in gola e ai vermi in pancia che assumono con l’acqua.
In occidente invece, da un certo punto in poi, abbiamo cominciato a bere acqua imbottigliata come vino e costosa come benzina.
Secondo le fonti (bella questa, eh?) che ho a disposizione (i film poliziotteschi e scollacciati), in Italia, negli anni settanta si beveva solo acqua Pejo.
In American Psyco di Ellis (Stati Uniti, fine anni ’80) una delle prime scene riporta una dissertazione dotta su marche e tipologie di acque minerali. Ramlosa, Evian, Perrier, Sampellegrino, Panna. E poi costosissime acque di ghiacciaio, o di iceberg: le uniche in grado di placare la sete e fobia da batteri che entro ci rugge. Minerali, oligominerali, alto o basso contenuto di sodio, lassative, diuretiche o depurative: l’inizio del decennio scorso ha visto l’apice della commercializzazione dell’H2o. In Italia in particolare, Paese ricchissimo di risorse idriche e prodigo di sprechi (la rete perde fino al 70% del portato) dove l’acqua del rubinetto è di qualità medio-alta, increduli esperti di marketing sono riusciti a renderci il primo consumatore al mondo di minerali in bottiglia.
La classica asta di ghiaccio al polo nord.
Nel frattempo, tra gli omìni pensionati e i frequentatori di g.a.s. cominciò a diffondersi una certa avversione per questa pratica. L’ omarello fresco di pensione, passata mezza giornata a sorvegliare scavi stradali e a gongolare in caso di incidenti con spargimento di sangue e intervento di Misericordia, si ritrova di fronte un lungo pomeriggio senza una minchia da fare. Si accorge anche che il suo potere di acquisto fa schifo e allora comincia ad aggirarsi per le pubbliche fontane, a riempire taniche o bottiglie di acqua resa fresca dolce e soddisfacente da un attributo magnifico: e’ gratis. L’ecofricchettone invece pensa che il trasporto su gomma del cibo sia una bestemmia. Le conseguenti equivalenze mortificanti e oppressive tipo ogni cassa d’acqua consuma un litro di petrolio, tanto per dire, lo portano, anche lui, ad andar per fonti.
Ecco. Questi due tipi umani, accomunati solo dalla loro totale mancanza di hipness, sono i precursori di un costume che si sta nuovamente radicando da noi, come andare a trans, abbandonare i genitori allo spizio o non far studiare i figli.
Ma prima di capire cosa succede oggi ad una fonte pubblica, cerchiamo di evocare la fonte come luogo storico di interazione sociale (si scrive sociale ma si legge sosciale): scambi, baccagli e intrighi vari.
Non ho voglia di tirar fuori la Bibbia ma ricordo, nella Genesi o nell’Esodo (più probabile Esodo) un pezzo grosso dei circoncisi che manda il suo amministratore a cercargli una moglie nella sua terra d’origine. Il delegato arriva nel paese e si ferma alla fontana, dove si staglia questa topona con la brocca che subito offre da bere allo straniero e poi lo invita a mangiare a casa sua. Avete presente il gesto antico del porgere da bere con una brocca? L’hanno fatto le venditrici d’acqua fino all’altroieri in tutto il mondo: la brocca viene appoggiata sull’avambraccio protetto da un panno, l’avambraccio funge da leva in modo che la donna possa controllare la quantità di liquido senza troppa fatica.
Un gesto veramente pieno di grazia, ma torniamo a noi. L’amministratore, convinto di aver trovato quella giusta per il suo padrone, le infila un anello al naso, stile bovino, e se la porta via.
Immaginate una fonte nel sud del Mediterraneo o nel Magreb: passaggio obbligato, risorsa contesa con guerre tribali o difesa da distaccamenti romani. E intorno alla fonte donne e bambini, e venditori di focaccine e lampredotti semitici, e uomini in viaggio su cavalli cammelli e dromedari che si fermano a dissetare le bestie e se stessi, e approfittano per una sveltina con un mignottone da poco.
Tipo tre millenni dopo, nel Missouri del 1850 ( Tom Sowyer di Mark Twain) le cose sono rimaste le stesse. La fonte attira, col suono ipnotico della pompa a leva metallica, file di perdigiorno e ragazzine, e schiavi negri. Infatti il negro Jim, mandato a far acqua, perde regolarmente la via di casa, e l’ottima zia Polly è costretta poi a picchiarlo con uno staffile sulle mane.
Stessa cosa per l’Italia rurale fino al dopoguerra. Poi pensi all’Italietta anni ’50, e, non so da quale film, ti arriva l’immagine dello scugnizzo che beve alla fontanella tappandola col dito per far sprizzare l’acqua dallo sfiatatoio in alto, più comodo per bere. E’ chiaro che le fonti rurali andrebbero distinte dalle fontanelle urbane. Pensate alle fontane di Roma, all’investimento simbolico su ciascuna di esse. Al tempo dei romani propriamente detti, quelli col lenzuolo dico, erano dedicate a divinità e a figure mitologiche. Ma lasciamo perdere questo aspetto, altrimenti dovremmo parlare anche di arte, di giochi d’acqua, di Versailles e fontana di Trevi e alla fine non cale. Fatto è che la diffusione capillare degli acquedotti comunali e dei servizi domestici, in tempi recentissimi, da un lato ci ha fatto scordare la preziosità dell’acqua, dall’altro ha fatto precipitare le fonti verso il degrado più feroce.
Anni 80 e 90: le fontanelle cittadine sono presidiate dai tossici bisognosi di acqua corrente per sciacquare le pompe e per farsi. Prova tu a farti venire voglia di berci.
Le poche fontane rimaste si omologano. Una volta ognuna aveva la sua acqua, legata a una fonte sorgente su un monte vicino.
A Pisa, in fondo a via Garibaldi ( zona La Fontina, appunto) c’erano le Quattro Fontane, da dove sgorgava l’acqua del montino. Quando le quattro fontane vengono connesse all’acquedotto, con la terribile acqua dal sapore calcareo, rimangono solo i pensionati a dilatare i gesti per farli durare. Scaricano dai bauli delle Pande una dozzina di dame da vino, aspettano il loro turno, quindi sciacquano meticolosamente ogni vetro agitandoci dentro una piccola quantità di liquido, prima di vuotarle e riempirle per intero una per una, con calma, ciabattando in bermuda e cannottiera.
Circa tre anni fa le quattro fontane vengono trasferite qualche metro più avanti, in uno spazio tondo dotato di panchine ed erbetta intorno al quale si snodano le file di auto per Calci, San Giuliano, Uliveto e Vico.Siamo alla fine degli anni ’10. Ai pensionati si aggiungono tanti stranieri, dell’est soprattutto, ma anche africani, stavolta in macchina. Tornano anche i fricchettoni. I tossici non frequentano per restare ma solo per comprare, dato che i pusher tunisini danno ai clienti appuntamento lì: si trova parcheggio, non c’è eccessivo controllo e, venti metri oltre, ci sono le vestigia dell’acquedotto mediceo, infinito repertorio di pertusi dove imboscare palline.Tra i frequentatori scoppia la polemica, e non riguarda la droga bensì da dove venga l’acqua, se dalla rete o di nuovo dal monte. Trattandosi in larga parte di suggestioni, non è facile discernere il sapore dell’acqua da quello che noi reputiamo abbia. In particola l’acqua fresca o fredda di frigo diventa tutta buona. Così come l’acqua delle Quattro Fontane sembra decisamente meglio di quella del rubinetto. Purtroppo non sono in grado di dire l’ultima parola sull’argomento, ma sto indagando.
E così, amici e sodali, arriviamo ai nostri tragici giorni. La piccola storia di fontanelle che vi ho raccontato diventa la mia storia, perché ora, pure io, vado alla fonte, in fila coi pensionati, gli stranieri e i barbuti. Non sono un pioniere. La sensibilità contraria ai lunghi trasporti d’acqua minerale è diventata dominante. E c’è la questione del risparmio.
Ho una tanica da 27 litri con un rubinetto. A volte la riempio oltre il segno e il peso fa saltare il rubinetto in mezzo alla strada e mi tocca appoggiare la tanica in terra con il buco  in su, lo riavvito e torno alla fonte a rabboccarla. Arrivato a casa, la stiocco sul tavolo della cucina e lì rimane, per una settimana.
Non ho la macchina così vado quando Salvia è a casa, come minimo nel tardo pomeriggio, a volte a tarda notte. Cerco di approfittarne quando devo fare altre commissioni per non caricare il consumo di gasolio sull’acqua che beviamo.
A volte i miei figli vengono con me.
Pepolino guarda le persone e mi chiede conto di facce rumori e comportamenti.
-Ov’è ‘sto more, babbo? ( da dove proviene questo rumore, o caro genitore?)
Nepitella danza per chi vuole stare a guardare, e socializza con tutti.
Un uomo in Land Rover cala dal monte in mimetica.
E c’è il solito pensionato con la panda.
Solo che, o tempora o mores, questo pensionato fa in modo di terminare l’estenuato rito delle bottiglie quando ho finito di riempire la tanica. Dopo i convenevoli mi fa la scena da tossico della benzina improvvisamente finita, e mi chiede soldi.
Sta sicuramente mentendo. O sapeva già di essere a secco oppure gli mancano i soldi per mangiare ma ha la benzina.
Intanto l’uomo del monte ha finito di stivare il gippone, per altro vuoto. Quanto avrà speso in carburante per caricare solo acqua? Perde tutti i benefici, economici ed ecologici, dell’operazione.
Il pensionato rifiuta un passaggio al distributore e accetta l’euro che gli porgo.
Puoi immaginare quanto costi a un vecchietto chiedere spiccioli alle Quattro Fontane come un buìno?

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5 thoughts on “Bottiglie e fontane: antropologia dell’acqua con Casalingo Moderno

  1. me l’ero persa la ricollocazione delle fontane di via garibaldi. una decina d’anni fa io andavo a quelle vecchie con il mio misero portabottiglie di plastica da sei ma non c’era mai così tanta geente come nelle foto. comunque ad essere sincera ci sarò andata non più di quattro volte. Mi ricordo però una volta di aver visto, mentre ci passavo davanti, un tunisino, o magrebino che fosse, che si lavava le ascelle, quello che aveva sempre addosso la sua camicia variopinta di stoffa lucida e che di solito lo incontravi verso piazza garibaldi ubriaco, di vino.

  2. Cosa direbbe John Pop Corn, idealtipico abitante del midwest, di fronte all’immutabile staticità della pianura nella versione che conosce lui, quella cioè fatta di infinite Ruote che si snodano nel ventre molle del Paese più fallocratico e armato del mondo? (N.p.m.a. inserite un generico riferimento pop da quattro soldi e subito dopo complicate un po’ la cosa. Se vi dimenticate il secondo passaggio siete Baricco. Non vi basterà non chiamare i vostri personaggi con nomi creati accozzando le sillabe che mugolano i lama in calore, tipo Eliahaehvq) John Pop Corn non ne nota affatto l’ironia (solo io e voi possiamo. E voi solo grazie a me) ma ne coglie la natura muscolarmente avulsa ad ogni pendenza, ne percepisce animalmente il tèlos testardamente opposto all’altitudine, l’infrazione alla retta linea dell’orizzonte vissuta come degenerazione del Kaos nell’equilibrio del Kosmos. Mazda Kosmos (Fate battute sceme ogni tanto, gli editor le amano, sono dei bambinoni).

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