esercitazioni di sopravvivenza in famiglia


.-Chiappalo, Pepolo!

-Ma io ho paura!

-Non ti fa niente. Quante volte te lo deve dire papà? Te hai paura delle cose sbagliate amore mio.

Ti butti dai dirupi, attraversi la provinciale ignaro come un riccio, e poi ti caghi addosso di un bacherozzo.

-Che vuol dire ignaro?- Interviene Nepitella in piedi dalla base sicura della sedia.

-Ignaro è uno che ignora, non sa, non è consapevole di quello che gli succede. I ricci, che sono stupidi come ricci, attraversano la strada ignari delle macchine che li schiacceranno senza pietà.

-E pecchè lo mazza?

-Pepolino, i ricci pensano che siano le macchine ad attraversare la sua strada , e forse non ha tutti i torti. Si chiama animale territoriale. E sul suo territorio personale passa la strada. Ma la legge del più forte non perdona: macchina batte ricci parecchio a zero. Dai , si batte la fiacca con quello scarafone!

– Ma scappa, babbo.

– Lui fa così. Scappa veloce quando viene sorpreso fuori dalla sua tana. Tipicamente quando accendi la luce, ascolta anche te Nepitella, nella vita un si sa mai. Appena raggiunge un luogo ombroso, un angolo, un qualsiasi anfratto dove la blatta possa coltivare la sciocca illusione di essere protetta e fuori dalla portata del nostro sguardo, l’insetto si ferma. E’ allora che devi prenderlo. Ci appoggi il bicchiere sopra epoi ci penso io.

-Ma lo posso stiacciare?

-No Pepolino, dobbiamo esercitarci a catturare gli insetti che se viene la guerra siamo in grado di sopravvivere.

.-Grazie della precisazione Nepi; ah , lo sai che sei cresciuta stanotte? Dicevamo: dobbiamo prenderli vivi.

Questa grazia ai prigionieri ci permette di evitare una delle cose più schifose dell’universo: lo scrocchio dello scarafaggio sotto il piede. Fa schifo perché la croccantezza è gravida di fluido denso, marrone verde. Immagino che sia il sangue e le interiora del la creatura. Nel regno animale, nei limiti della mia mediocre esperienza, c’è solo un insetto che mi repelle di più.

A parte che definirlo insetto è riduttivo. Io credo si tratti di un alieno malvagio che ha provato a conquistare il mondo ma, non avendo eseguito correttamente i calcoli sulle dimensioni della Terra e dei sui distruttori col pollice opponibile, si limita a devastare i giardini. Scava buche e cunicoli immensi, si muove in commandos numerosi che emergono tutti insieme dalla terra smossa ( evidentemente hanno sincronizzato gli orologi). Si leccano le zampe lanciando sguardi lascivi, avanzano goffamente coi lunghi corpi marroni e unti. Sulla schiena trascinano quelle che possono essere un modello di ali realizzato su spiegazione da Anton Lavey, da un soggetto schizoide e fatto di oppio che non ne ha mai viste, avendo trascorso la vita in un sotterraneo a guardare video di telvendite di coltelli e altri utensili da cucina, Le protoali sono percorse da spasmi, movimenti spastici.

-Ho paura!- dicono i bimbi insieme, un po’ perché ce l’hanno , un po’ perché adorano esplorare la paura così in questo periodo a volte provano a simularla e vedono cosa succede dopo.

-Avete pauta?-

-Uhmmm, vieni , stringiamoci Pepolino, facciamo che io ero la tua mamma.

-Quando torna mamma?

-E così avete paura senza neanche sapere il nome di questo mostro. Attenti: si chiama Grillotalpa. Può essere lungo come il piede di Nepitella, e si nutre delle radici, così quando arriva devasta i giardini. Tutto secca e muore.

–Illotappa o posso ammazzare?

-Sì figlio. Ma torniamo agli scarafaggi. Scommetto che dopo la storia dei grillitalpa quelli non vi fanno più paura.

-A me mi fa schifo.

-Io invece o prendo eppoi o do a mamma.

-Ottima idea regalo. Tra l’altro tua madre ha un serio problema di dipendenza dalle Amica Chips e dalle Cipster.

-Eccolo|

-Bravo, si è nascosto dietro il tappetino. Ora io lo faccio muovere e te ci metti il bicchiere sopra. Mi raccomando, silenzioso come un ninja, Pepo…al mio tre.

-Babbo babbo posso contare io, va bene se conto io?

-Conta te. Allora al tre di Nepitella.

-UNO!

-Aspetta giovane cacciatore.

-DUE…e

-Skrockm squash.

-tre.

-Nooo, che cazzo, sei un killer figlio mio.

-L’ho mazzato.

-Sì.

-Guarda , ha tutte le budella di fuori , ma muove ancora le antenne!

-Non credo che un ricovero d’urgenza servirà a qualcosa. Ci serviva vivo, ragazzi. In caso di catastrofe climatica o guerre di vario genere, queste saranno proteine di sicuro disponibili. Uno scrittore famoso, forse Vonnegut, ha scritto che gli scarafaggi sono i veri dominatori del pianeta.

-Ma che schifo, mangiare quei mostri!

In asia e Sudamerica li mangiano d’abitudine. Pensa che c’è un caro amico di babbo, che sta realizzando un allevamento di insetti a scopo alimentare.

-Ma almeno li cuciniamo?

-Sì. E babbo trova un modo per farli venire buoni, non vi preoccupate.

-Ma li cucini stasera?

-Noo. Era solo un esercitazione. Potremmo averne bisogno, presto. Intanto, stasera, tagliolini con zucchine, pancetta,e funghi galletti. E l’omo vive.

-Mentre cucini possiamo vedere Peppa?

-Ma quando è pronto si spegne senza lagne. E domani proveremo a cacciare gli uccelli con la fionda!

-Evviva, io li mazzo!

-Devi prima prenderli.

Mah, questo survivalismo mi ha già rotto i coglioni.

2 thoughts on “esercitazioni di sopravvivenza in famiglia

  1. già alla terza lettura, a questa ti rispondo per andare al sodo: ho risolto definitivamente il problema, un paio di estati fa, piu tardi ti do il nome del prodotto. E’ un esca che devi dosare in parti piccolissime (per noi, per le blatte sono sempre montagne) poi queste vengono adescate, addirittura si estinguono per cannibalismo, non ti so spiegare.. Avevo il sangue che mi batteva alla tempie, queste si appostavano, mi aspettavano di notte dietro i vani durante le fami chimiche di notte, oppure anche di giorno dato che sto in zona pop immingrati e incuria e tutto il resto crescono enormi qualche mese fa ho visto un mostro il capo di tutte quante, nero e lungo diversi cm.. orrore. poi alla coppe rubai un pezzo di bottarga cosi combatto la crisi e anche gli effetti del part time

  2. in cambogia li vendevano ovunque assieme a grilli e cavallette stavo per mangiarli scendendo dal bus per bangkok ma non ho potuto, sarebbe stata la colazione delle 9 – la prossima volta

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