Testuggine e radicchio

Sogno di cacciare  testuggini in Brasile.  I surfisti internazionali vogliono impedirmelo: loro si prendono cura delle tartarughe. Riparano quelle ferite, inchiodando sul carapace placche di metallo riciclato. Tuttavia non demordo e chiedo ad alcune signore del luogo una ricetta.
“Come le cucinate voi le testuggini?”
“Mah… puoi farle col radicchio. Ma è un peccato per il radicchio.”
Perchè no? Allora eccovi una ricetta, direttamente dal mio inconscio.
Procuratevi una testuggine in viaen d’estinzioneImmagine, strappandola dalle mani abbronzate dei surfisti. Cercate un palazzo alto e buttate la bestia dalla terrazza dell’attico. Mettete da parte i pezzi di guscio per farne graziosi pasacenere. Pulite ed eviscerate l’animale, tagliatelo a spezzatino. Mandate in un tegame capace un trito di scalogno e rosolate la carne a fuoco alto, poi sfumatela con un bianco fermo e riducete la fiamma. A tre quarti di cottura aggiungete dragoncello, timo limonato e pepe verde macinato di fresco. A parte fate appassire leggarmente il radicchio, conditelo con olio, sale e aceto di vino bianco. Aggiungetelo alla carne e servite.  Poi mi farete sapere.

4 thoughts on “Testuggine e radicchio

  1. Ah,ah,ah.Sicuramente se proponi questa ricetta a Luca Barbareschi si leccerà i baffi.Mi sembra di ricordare un film dov’egli si dilettava a torturare tartarughe,se le mangiasse poi,non so.
    Comunque,sembrerebbe un piatto davvero buono.Forse si stanno estinguendo per questo

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