RUBRICA: LA POSTA DEL CASALINGO MODERNO

Laddove, nello scorso numero della posta, abbiamo dovuto rimpolpare la rubrica con mail anonime e private, or non è più così.
Una tale messe di missive da ammassarle per farne mussola.
A me le forbici! A me la sadica gioia della scelta.
Noto che partecipano molto di più le donne.
Troverete ogni singola risposta al relativo commento.
Perciò salvatemi dal controllare ogni volta i nomi, DACORDO! (non possiedo ancora i poteri dell’uomo scientologico, né la pazienza di un monaco, anche se la mia natura, è bene dirlo, è quella del mistico sensuale.)
Complimenti sulla scrittura, sostegno morale e così via: nulla che richieda risposte precise, solo bacini e pacche sulle spalle.
Grazie per i consigli, numerosi e tutti contraddtori sulle tecniche per smacchiare il sangue.
Prima di proseguire con il primo vero matto delirante di questo sito, mi permetto una riflessione sull’assidua presenza femminile.
SEGUITE IL MIO RAGIONAMENTO.
Io ero convinto di dover affrontare un problema in più, rispetto alle donne nella mia condizione. E cioè la mancanza di una cultura familiare che, anche solo di straforo, mi avesse educato a fare i mestieri: quelli di casa, faticosissimi, e quelli di forza unificante di una famiglia.
DI solito è la mamma, ma non è detto.
Nella generazione dei miei ci sono un casino di mamme bambine, ansiose di figliare per straziare la prole con ricatti affettivi, stampelle amorose mentre passano (i genitori) da un amore infelice all’altro alla ricerca della felicità
“CAZZO! avrò anch’io diritto a un po’ di felicità, che quando sei nata ero una ragazzina e allora addio gioventù…”
E’ un cazzo di clichè cinematografico contemporaneo, lo trovate in tutti i film di moccia, moccino, e come si chiama quell’altra figlia di papà? Ah sì, Cristina Comencini.
Teribbile.
Per inciso la risposta è NO.
NON CE L’HAI IL DIRITTO ALLA FELICITA’. Primo perchè ne hai avuta senzaltro più di tua madre e tua nonna. Secondo, che cazzo significa? E’ questo che ti rimane del tuo momento hippy, settantasettina o saniasi, comunque cazzo si scriva. Passi il tempo a cercare la felicità con uomini stronzi come tuo padre pretendendo che tua figlia/o rinuncino alla loro, tangibile, concretissima, e fossanche crudele libertà di mandarti affanculo e crearsi una propria vita?
Magari abbandonandoti sul lettone trapuntato invaso dai kleenex ciancicati e una stanza appestata di incenso di infima qualità?
Te lo ricordi, vero, quando hai aperto le gambe in quella tenda ribollente di vapore acqueo e zanzare incazzate, in un camping sul gargano dove ti ci volevano tre chilometri a piedi sotto il sole per giungere,alla torrida pietraia chiamata spiaggia, coi sandali impolverati e una misera pesca ammaccata come riserva di sali minerali per tutto il giorno?
Chi era lui, il boss del collettivo o il fidanzato dei tempi delle medie a Praya a Mare, al quale dopo averla data a tutta Bologna ti sentivi in dovere di fare un cadeau di addio?
E infatti quasi tutto il resto della vacanza l’hai passata nel camper di un tedesco tutto rosso per le ustioni, al quale facevi applicazioni di canfora e calendula mentre lui ti chiedeva la metà degli spiccioli spesi al minimarket per un pacco di sottilette, una confezione di goldoni, e un singolo pollo nudo, che  non sapevate neanche dove cucinarlo.
Insomma, maledetta egoista, te lo ricordi che il frutto di quell’orgasmo quasi impercettibile, NON TI HA MIA CHIESTO DI VENIRE AL MONDO?
Amo così tanto i miei nani. sono in grado di farmi soffrire con un solo sguardo. Ed ogni volta che mi colgo a comportarmi con loro come mia madre trattava me, mi faccio schifo. Per inciso mia madre non c’entra nulla con il ben noto tipo appena descritto. CIò non significa che le manchino le stesse doti di manipolatrice. C’è una scrittura sacra, io non l’ho letta, non so da dove viene. L’ho sentita nel film Secretary, james spader, maggie gillenhaal.
Lei, benché non abbia la minima idea,come al solito, di come michia si scriva il suo cognome, è un attrice che amo molto perché assomiglia ad una donna speciale per me, sopratutto in quel film, quando fa quei versi con la bocca è tiene la schiena curva.
Ovviamente non ce ne frega un beneamato cazzo.
Suo padre legge La Scrittura quando lei si incatena alla scrivania di lui, del suo amato.Non cerca di convincerla che vive un amore inaccettabile.
No, il babbo capisce, si siede davanti alla figlia, che ha uan pozza di piscio ai suoi piedi perché non lascia la scrivania per nessun motivo. Gli spettatori temono il trilling degli inevitabili escrementi successivi, ma l’amato giungerà in tempo per portarsela via a fare un bagno caldo.Ma prima il padre le legge una cosa, credo la bibbia, cher racconta il rapporto di legame insciindibile e indipendenza necessaria tra genitori e figli.
Diceva, tra le altre cose:
“TU VIENI DA ME
MA NON SEI ME”

E’ tutto qui, no?
Apparte che alla bella ora delle 4 e 14 del mattino comincio a perdere colpi.
Parlavamo dei generi, i ruoli, riflessioni stimolate dalla vostra stessa assiduità come lettrici e commentatrici
Temevo di essere inculato a secco dalle femministe più…più, cose , insomma.
O tacciato di qualunquismo dalla sinistra laburista
.NON ME NE SAREBBE IMPORTATO UNA CIPPA, anzi, l’esperienza anale con una bella femministona che non si depila, per protesta, dalla guerra in yugoslavia…
Vedete come faccio, provo anche a provocarvi. Ma non succede niente. Anzi, i lettori e i commentatori più appassionati sono le donne.
Mi scrivete che vi identificate con la mia storia.
E Allora questo merita una brevissima riflessione.
Siete quasi tutte mie coetanee, con o senza figli, finora eravate ragazze in carriera. E ora? E ora che l’economia è diventata una divisa da tenere pulita a propriwe spese al fast food, ecco che ora tornate indietro, ripensate ai valori delle cose che contano davvero, come i figli e la cucina, sempre che appoarteniate ai fortunati che almeno uno stipendio in famiglia ce l’hanno e non hanno fatto 100.000 di mutuo per la macchina, o per il matrimonio.Succede anche questo.
Su questo non sempre la penso come le miei lettrici. A me questa storia del c.d. downsizing mi sa tanto di volpe e l’uva.
Nulla.
ho anche mangiato un ovo sbattuto ma tocca interrompere fino a domani.
alle 7 e 30 ho la sveglia poer Nepitella da portare all’asilo.
Vorrà dire che leggerete il post dopo pranzo.
refresh, si fa per dire.
tre ore di sonno e Pepolino tenta di nanomettere il quadro comandi elettrico di Colignotham City dopo essere montato su una sedia che rende inutile riporre gli oggeTti in alto come misura di sicurezza. A meno che in alto non sia il tetto.
Downsizing come volpe e l’uva dicevo.
La situazione è quella che è. Ci ho sofferto come un cane, fino a quando ho capito che bisognava coglierne gli aspetti positivi. Imparare a fare la spesa. Crescere i figli in proprio, non via cavo; risparmiare perché è necessario e non perché è una prescrizione biblica. COsì magari quando arriva qualche soldo in più…sciambola. Scarpe per voi. COse innominabili per me.
Ma tornando ai generi: mi aspettavo di essere il solo a non possedere il d.n.a. della “casalinghitudine” (termine di pallosissima filosofa femminista della quale ho volutamente scordato il nome).
E invece no! Come i sellai, le sarte e le puttane italiane, in alcuni casi la cultura della casa nel senso ampio di cui si è già detto, si è persa, o ha saltato una generazione, o ha assunto altre forme. Altrimenti no sareste in imbarazzo anche voi come me, con l’appretto e il ferro, né con la gestione dei soldi. Le casalinghe di una volta tenevano loro lo stipendio del marito e lo gestivano.
Io ho un altro tipo di problema. Lavoro, giusto? A parte che sono convinto che in ogni coppia bisogna contribuire ai lavori domestici che si lavori fuori o meno. Ovviamente se uno se ne esce bello bello pettinato, con la macchina tedesca presa a leasing, più di montare uno scaffale e portare la spazzatura non farà, anche se dovrebbe riconoscere come me, il pianto dei figli tra cento e l’odore della loro merda tra mille. Dovrebbe raccontargli le storie.
Ma io ho un altro problema, dicevo.
Se il mio è un lavoro, quanto è giusto che trattenga per i miei bisogni privati,tipo vestiti, sigarette, donnine allegre?
QUESTA E’ UNA DELLE COSE CHE UNA CASALINGA OLD SCHOOL SAPEVA SENZA BISOGNO CI PENSARCI.
E VOI?
Altro problema. Se la mia donna comincia a comportarsi come uno di quei mariti
“Uhè, non si mangia i questa casa?”
oppure
“Certo che la cucina è un merdaio, potresti pulire quei LIQUAMI?”
Avrò anche le mie colpe, ma mi mancano gli strumenti per difendermi. Sennò che faccio, per riaffermare la mia virilità mi levo la cinta e la meno con la parte della fibbia?
Sperò di aver risposto alle vostre domande principali.
Chiudo la rubrica della posta con un regalo.
Tal Gian, che citerò integralmente, ma al quale rispondo prima.

Tu.
Brutta faccia di cazzo in delirio religioso tolstojano, o come cazzo si scrive.
Essere inutile e molesto, sicuramente fornito di pensione di invalidità
Tu, che nemmeno hai figli (e quindi in pratica non sei un casalingo, sei un povero illuso che passa il cencio mentre tua moglie va a farsi sbattere dai tunisini.)
Tu.
testicolo vizzo unificato al cervello, come ti permetti di venire nel mio sito e dirmi COME DEVO FARE PER MIGLIORARMI mentre tu non sei il primo a metterti in discusssione. Per giunta le soluzioni che proponi annoierebbero un lampione.
Ti informo inoltre che San Paolo era un figlio di troia misogino che ha fatto fuori le donne dalla chiesa delle origini.
Vabbè basta.Fatti dare la Torazina, spastico.
ed ecco, di seguito e in corsivo,la letterina di Gian. Gian, ma che nonme del cazzo, anche sulle vocali hanno risparmiatoa taglio.
E ricordati che giro armato di cacciavite di venti centimetri.
stammi bene, Gian.
Statemi bene tutti.

Anch’io faccio il casalingo da diverso tempo , sono sposato e non ho figli.
Piano piano ho trovato un equilibrio ma c’è voluto tempo.
Il consiglio che mi sento di darti visto che sei appena agli inizi è di selezionare accuratamente le persone da frequentare perchè la gente vive di schemi mentali e nella maggiorparte dei casi verresti inquadrato nelle seguenti categorie : cretino,pazzo,fannullone,depresso, nullità ecc.
Frequentare queste persone aumenterebbe le tue ferite emotive, ma in questo momento hai bisogno di curare le tue ferite e non di accrescerle. La più grande ferita è non sentirsi amati,sentirsi rifiutati,sentirsi disprezzati e non capiti. Anche Gesù desiderava essere amato, non voleva sentirsi rifiutato (vedi episodio del Getsemani). Anche Gesù ha avuto delle ferite emotive e quindi ha empatia verso chi le prova. San Francesco sarebbe stato una nullità nella società secolarizzata in cui viviamo eppure adesso è un gigante della Chiesa. Nella Chiesa troverai il tuo posto o nella vita attiva o contemplativa (vedi episodio di Marta e Maria nei vangeli) . Ma in questo momento ti consiglio la vita contemplativa per i motivi che ti dirò. Pertanto procurati un breviario e altri libri di preghiera, impara ad usarli e alterna lavoro e preghiera (l’ora et labora benedettino) . La contemplazione si basa sulla frase di San Paolo “Pregate incessantemente” che in 2000 anni è stata interpretata ed attualizzata in svariati modi, come vita attiva un ottimo esempio è papa Francesco. Procurati il film “Il grande silenzio” e cerca di entrare nell’ottica contemplativa. Frequenta poi i gruppi del Rinnovamento nello Spirito che ti possono essere di grande aiuto in questo cammino. Ma dedica anche del tempo alla cura delle tue ferite emotive .
Il Cammino cristiano consiste in 3 fasi successive :
1) amore per se stessi
2) amore per gli altri
3) amore per Dio
Ma non ci può essere amore senza perdono, quindi prima devi perdonare te stesso, gli altri e Dio per arrivare all’amore.
Ma per perdonare te stesso ti devi prima guardare allo specchio e vedere i lati più oscuri e orribili di te e perdonarli e poi vedere i tuoi talenti e mettere tutto sulla bilancia. Solo quando sarai arrivato all’amore per te stesso potrai passare ai 2 livelli successivi, facendo la stessa cosa con gli altri e con Dio.
Quando sarai arrivato all’amore per te stesso a quel punto gli schemi mentali della gente ti risulteranno del tutto indifferenti.
Cerca inoltre di considerare che chi non fa un tubo tutto il giorno è senza dignità ma il lavoro casalingo è a tutti gli effetti un lavoro dignitoso. Rileggiti gli articoli del codice civile che sono stati pronunciati durante il vostro matrimonio dove viene evidenziata l’importanza del lavoro casalingo. In ogni caso non si tratta di una condanna a vita. Forse un giorno ne verrai fuori ma anche se non ne venissi fuori da questa situazione l’equilibrio che avrai raggiunto ti consentirà di essere egualmente un ottimo padre.
In bocca al lupo!

2 thoughts on “RUBRICA: LA POSTA DEL CASALINGO MODERNO

  1. …oddio (è proprio il caso di dirlo), che delirio… L’altra faccia della crisi è che i fanatici religiosi si sono tirati fuori dalla loro catacombe e non perdono occasione di dirci che meravigliosa opportunità abbiamo di lodare il Signore per tutte le bastonate che stiamo prendendo. O – se ti va male – arrivano i Testimoni di Geova tutti felici perchè il mondo sta per finire, e giù ad elencarti sciagure, terremoti, carestie e guerre con un sorriso soddisfatto in faccia. Ma che cazzo avranno da essere così contenti, mi domando?

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