N°15. Questa non è una ricetta e nemmeno una pipa. Questo è odio puro.

Alla fine sono scappato di casa con la macchina di Salvia, l’unica che ci rimane,dopo aver distrutto la Yaris,sempre di Salvia.
Dovevo cercare urn agriturismo dove prendere atto della nostra separazione.
Pioggia a vento, il vento porta secchi gelati, sempre dalla parte sbagliata; la mia.
L’idea era andare a piedi in compagnia del netbook e un paio di mutande.
L’idea dura minuti due.
“Guarda, mi spiace ma ti ho preso la macchina, il tempo di sistemarmi….”
“Riporta a casa la macchina , testa di cazzo, distruttore”
Batteria quasi scarica, beep, fa il mio ciottolo. Non ho nemmeno il caricatore. Butto giù, spengo.
Faccio i miei soliti giretti calmanti per osservare la vita vera.
Fuochi di troie, essenzialmente, ma senza consumare perché per andare con una puttana devo essere molto ubriaco, e non guido da ubriaco, inoltre la macchina dove salgono i miei bimbi ogni giorno…
C’era anche la Roma, allora mi acchitto in un viottolo a 500 metri da casa mia e dalla provinciale e me la sento alla radio.
olè.
Poco è durata la gioia. volevo correre a casa per il solito drammone, ma la macchina non partiva,
“Testa di cazzo, distruttore di macchine” ricordate?
Mai sarei tornato senza macchina, anche per una cazzata come una batteria scarica. forse il freddo, forse le lucine accese insieme alla radio, chi lo sa.
E’ così che nascono gli incubi.
Comincio a fare su è giù dalla strada principale, convinto che qualcuno si sarebbe fermato.

Era mezanotte.

Mi mettevo sulle strisce e cominciavo a fare gesti con le braccia appena vedevo una macchina.
Rallentavano, mi guardavano, e proseguivano a 100 all’ora dove il limite è 50.
Due ore dopo avevo l’acqua anche nel colon.
Riaccendo il telefono e chiamo il 115 e 112: nessuno può aiutarmi.
Nessuno vuole farlo. Pattuglie che girano a cazzo in una Pisa deserta, con un tempo talmente di mmerda che anche i soliti idioti colle bombolette dormono sognanando la zuppetta di latte che la Mamma farà loro al mattino.
L’Aci vuole 150 euro.
Idea.
Ideona.
A pochi metri c’è la parrocchia. andrò a rompere il cazzo al prete, è il loro lavoro alla fine.
“Mi scusi padre etc.etc.”
“Daccordo, mi lasci sistemarmi.(sic)”
Mi lascia sotto la pioggia torrenziale mentre si sistema.
Poi si riaffaccia, in pigiama come prima.
” Ho chiamato il 112 e mi hanno dato il numero dell’Aci, è gratuito.”
“Ho appena chiamato, non è gratuito per i non soci. Basterebbe che lei facesse 200 metri in macchina e mi desse un po’ di carica con i cavetti!”
La mia voce è ormai implorante.fa
“No. Richiamo il 112, voglio andare in fondo a questa storia!” fa lui, sempre alla finestra, a me,esempre in strada sottola pioggia.
“Grazie per il prezioso aiuto” gli dico, a quell’uomo di merda.
Oggi Satana si ritrova un anima. Gatis.
Don Matteo di sarebbe vestito subito e mi avrebbe anche offerto un the.
E Don Camillo? Sarebbe andato a chiamare Peppone che cià il camion, mica usata come il parroco di paese, con la mercedes usata ma ben tenuta, chiusa le cortiletto della cononica.
Non sento più le mani e i piedi,mi si staccano le cornee dal vento.
Regredisco.
“Cattivi” faccio. Comincio a piangere e a gridare:
“Sto morendo! Ho freddo! Cazzo, un minuto ci vuole!”
Continuo così per oltre due ore.
Le auto sono sempre più rare.
Le sento da molto lontano ormai, e passano sempre più veloci senza neanche frenare.
La spessa patina d’acqua nelle scarpe ha creato un gel sciaguattante.
“Sciaguatt'”

Alla fine.

DUe rumeni usciti a prendere le cicche, durante una seratina a base di crack.
In un minuto risolvono il problema.
Gli dico che sono i miei fratelli, ed è vero.
Da una rapida ricerca su Google risulta che il parroco si chiami Dn Francesco Fabrizio.
E’ comunque un tale coi capelli mossi, gli occhiali, e di notte gira in pigiama.
Don francesco. Muori.
Devi morire oggi durante un giochetto autoerotico con i cavetti della betteria.
Devi morire impiccato con la cinta della vestaglia che non ti sei voluto togliere.

2 thoughts on “N°15. Questa non è una ricetta e nemmeno una pipa. Questo è odio puro.

  1. Accidenti,è roba forte.A me hanno sempre detto di diffidare dai preti,e a quanto apprendo mi hanno consigliato bene.Devo però dire che non saranno tutte merde uguali,qualcuno si salverà.é la regola.qualcuno dirà che non si può fare di tutta un’erba un fascio,però il mio consiglio è di evitarli accuratamente,come bisognerebbe evitare le chiese (a parte per visite storico artistiche)Tranquillamente possiamo pregare il nostro signore nel modo che meglio crediamo,senza per forza avere a che fare con una setta corrotta e maligna,che anche il povero nostro Signore non credo gradisca.FATE VOBIS

  2. Mi sa che il “bravo” Don Francesco non ha ascoltato molto attentamente le parole del suo omonimo Commander-in-chief Papa Francesco sulla carità e la misericordia… Mi sa che viviamo proprio in uno schifo di mondo…

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