N°13. mother’s little helper

“guardati che fai schifo, manco vai dritto quando cammini”
“e te puzzi di alcol”
“Come, non è vero, lo senti questo stronzo?” si rivolge a mio padre, come sempre, in cerca di sostegno attivo o per lo meno di blanda quiescenza.
“Ogni volta che ti guardo mi fai venire il voltastomaco”
“Se anche fosse, che faccio così schifo, potresti chiedermi cosa c’è che non va.”
La conversazione avveniva, senza possibilità di scampo, nella macchina con la quale accompagnavo i miei a prendere l’aereo per Amburgo. Se ho capito bene, dovevano aiutare mio fratello, che vive lì, a comprare un’ascigatrice “perché lì non si trovano.”
Da secoli ho smesso di commentare simili stronzate, perché poi mi si chiude la vena e per calmari debbo spacare due o tre porte.
“Cosa c’è che non va? Sei stato amato, ti abbiamo dato tutto, e tu…” Tu ti permetti di non essere (…), questa scampiamocela cosìm perchè manderebbe a cagare qualunque tentativo di rimanere negli spazi letturieri di cagate, anche lunghe, che mi sono prefisso…
“Te, come madre, fai schifo a una nidiata di serpi.”
Quando diventi genitore, sei un po’ meno figlio. Tanti rancori si nascondono sotto i tappeti geometrici delle convenzioni. Ma non spariscono. Ecco perché a natale la gente siammazza come mosche e gli spacciatori si fregano le mani.
Adoro l’anonimato di cartapesta che mi conferisce questo aggeggio; non c’è niente come un pizzico di bugia per potersi permettere tonnellate d verità.
Io odio mia madre, e forse pure mio padre.
Sono stati un associazione a delinquere, violenza e indiffrenza.
Non me ne importa un lazo di tutti i beni terreni che mi hanno comprato (a parte che vivo nel quattro vani dominato dalla muffa per gentile concessione di mio suocero. Ma questa è la stessa ingratitudine filiale che mi aspetto dai nani, a suo tempo).
Ma se l’odio si ripone nelle scatole natalizie assieme alle palle, la paura resta.
La paura di essere come loro. Quasi inevitabile, per la verità.
Ogni volta che alzo la voce con Pepolino o prospetto disgustosi ricatti affettivi a Nepitella. Eccolo la.
Curiosamente, asssumo il modo di fare materno, curiosamente un cazzo, fai il Casaliingo Moderno. Ma da padre, sanche quando lavoravo, certe cose tremende di mia madre le ho rimesse in giro quasi subito.
Io, per scelta, non leggo libri di psicologia infantile, magari sbaglio, ditemelo voi. Il gioco dei ruoli e quella merdosissima palla di fuoco che è la famiglia. Ci torniamo, o ci arriviamo parlando d’altro.
Ho un chiaro ricordo, anni due, che mi stonavo con l’ipossia durante attachi d’asma tremendi (e voi , genitori medici del cazzo, fateglielo il puf di cortisone, quando poi al primo 37,2 di febbre dopo una giornata in campagna: Bactrim, un sapore aniceliquirizioso ma era un antibiotico, e anche bello peso, visto che l’hanno tolto dalla circolazione.
Mia madre ci dava dentro conl’amfe quando preparava gli esami. In qualche modo lo ha ammesso quando hanno sgamato me che facevo lo stesso, prescrivendomele con i ricettari di babbo.
Lo odio babbo, ma odio anche deludere la sua fiducia.
Ora si è scoperto che io ho bisogno di anfetamine per vivere, dato che soffro di un disturbo dell’attenzione non curato. Non le compro mai su internet, vorrei dirti che è per i trascorsi di abuso. Ma allora cosa diciamo dei brevi periodi di corteggiamento con la cuocarina?
Primo, gli eccitanti, non mi stonano, riesco forse ad uscire di casa senza dimenticare le chiavi della machina, di casa, della, macchina, portafogli
Secondo, la mia droga sono purtroppo i downers, quelli dove sprofondi nel letto e ti tuffi nel peggior cesso della scozia per recuperare la supposta alla morfina.
E’ passato. DA TANTO. ma ogni volta che accusano di barcollare la prendo come una prova della mia inadeguatezza come padre.
“Vedi barcolli, cosa voi portare un bimbo a bericucci”
“Vedi, neanche cerchi lavoro, e vorresti crescere dei figli.”
Salvia, da giovane era giovane: usciva beveva eccetera.
Ora non riesce più a lasciarsi andare nemmeno se i nani sono dai nonni. Lo spomante è in frigo, oppere è libera di provare a folleggiare libera con le sue amiche; che se hanno un pregio è la libertà.
Cosa dicevo?
Ho visto gentori scheletrici demolire Sert perchè gli hanno tolto i figli.
Dovevano toglierci a mia Madre?
Devono togliermi i figli?
ANche se non succede nulla di strano a casa nostra? Droghe, messe nere e sesso (men che mai).
Trattiamola come fosse una cosa leggera, dove non sono coivonti nani e fuochi accesi, e parenti sempre pronti a portanti via i bimbi.
Quest’altro ricordo.
Mia madre sniffa voluttuosamente da una bottiglia di ammoniaca. Quello che ho in seguito scoperto chiamarsi LO SBALLO DELLA CASALINGA.
Erano tempi difficili, mamma trovava siringhe da insulina usate dentro stivalette che invece non avrei più usato.
Non ha mai ammesso di sniffare ammoniaca.
Cazzo, mi faccio le pere! DILLO!
Tornavo a casa sobrio ma tardi.
“che hai FATTO” fa mio padre, avvolto nel playd della tv,
“Nulla”
“Allora COSA FACEVI AGGIRO FINORA'”
“Raccoglievo bottiglie di plastica dai cassonetti, CI FACCIAMO UNA SCRITTA è LA MANDIAMO SUL FIOME!” ,ed ero quasi fiero mentre lo dicevo.
Un passo avanti rispetto al solipsismo contmplativo delle mie attività.
Il passo avanti lo fa lui.
“TE. LA. DE. Vi. SMETTE DI FA CAZZA.TE. HAI CAPITO?” ogni sillaba era un cazzotto e non ho mai pensato, in quegli istanti di reagire.
A mi ma, l’avrei aperta col coltello del pane.
HAI CAPITO?
HAI CAPITO?
HAI CAPITO?
Mella canzone degli Stones c’è una dolce complicità, che tra me e mi ma non c’è mai stata.
Ho cambiato vita, ma sono sempre io.
Ho una speciedi equilibrio a rotazione.
scrivo, o suono.
Leggo.
Bevo.
A periodi esco e lì bevo e mi droghiccchio con roba che per me non è nemmeno droga. però stona.
Durante queste fasi c’è la mia famiglia che mi tollera. Nepitella riesce a capire degli stati d’animo così complessi che pensavo di aver inparato in film coreani rispetto al quale la trilogia della vendetta è bombolo.
Il rapporto con Salvia è veramente duro, perché a quest’ora ho bisogno di lei. Però lei non mi capisce.
Parla con mia madre dei miei problemi.
Cazzo, parla con tua madre dei tui problemi Ma cazzo sei un manuale di pcicosomatica, ci ho emesso sei mesi a convincerti a farti i capelli.
se fossi una delle tue amiche troie, ti consiglierei di farti una storia.
Mia madre Non sa più neanche cucinare. riempie tutto di spezie. il vino per sfumare lo usa così: 1 bicchiere per sfumare. 5 biccchieri
per lei.
Tiranneggia le persone durante le cene. CI impedisce di alzarci a fumare mentre lei lo fa. Si riduce in condizioni imbaraznti, per lei
Alla fine, se lei condividesse un po’ della sua disperazione con me, io gliene preparerei uno robusto. Purtroppo mio padre, per non avere rotture di palle immense, le dice che va tutto bene. perciò odio anche lui.
Lei, cerca l’approvazione di gente di merda e l’unico, giuro l’unico, consiglio sulla mia vita è stato:
“mettiti con i potenti. Fai il portaborse di Veltroni.”
Alla fine ecco la verità. Sono cambiato tantissimo, ma in direzioni mai abbanza socialemente acettabili e e poi c’è un periodo ogni qualche hanno dove non mi aiuta neanhe il modernismo. Sono triste. E siccome so come si cura la tristezza BENE, corro a curarla a cazzo con antidepressivi e ansiolitici.
Embè?
Sono un Casalingo e prendo droghe da casalingo,
Ma il suo problema è, come hai osato fare questo a me, dice la mamma in macchina per l’aereoporto.
LA casalinga è un lavoro difficile, anche se hai una donna fissa, parecchi soldi e tre figli maschi che chiedono di sparire il più presto possibile,
Il casalingo è un lavoro difficile quando non dormi, scoppi a piangere per una canzone alla radio che non voglio dirvi, vi darebbe troppo potere nei miei confronti.
Ed io ho chiesto,anni fa, guardando le calze sudice è il culo peloso di un chitarrista, di avere PIù VITA VERA. Senza sapere con non c’è una sola cosa nuova che non ne porti via una vecchia.
Tranne i pantaloni brutti che ti perseguitano, ma quello è un altro discorso.
Va tutto bene, perché ho quello che volevo. Altre cose le posso avere, o forse no.
Sicuro, non posso parlare con i miei dei miei problemi.
Pazienza. Capita che certe cose vengano a saperle al telefono.
Nel frattempo un brutto taglio al pollice sinistro ha cominciato a sanguinare sulla tastiera. Per qualche ragione il vecchio Mac che mi hanno prestato ha deciso di passare ad una impostazione arbitraria dei tasti. La A uguale a Q. Gli accenti non si trovano costringono a bizzarre giravolte.
Potrei scrivere che amo i miei genitori, ma non si parlava di questo.
“Barcolli”
“Anche tu mamma”

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