N°11. Il ragù pei bimbi (tempo di lettura: cacca veloce o intervallo pubblicitario)

“Perchè ‘un provi a inventartele quelle cazzate che scrivi, così romperesti meno i coglioni?”
Bisognerà parlare di Lei, prima o poi. Delle liti nei giorni di sole, delle paci obbligate.
Paci costrette da un gesto ipocrita di Nepitella, coi fiori martoriati che ci offre, svelandoli dai pugni chiusi, e più il sorriso è falso più mi ci commuovo.
Bisognerà parlare dei miei difetti.
Dei suoi.
Senza di lei, sia chiaro, starei in una roulotte, un completo nero e un fucile per sparare ai giovani. O un banjio.
O sarei uno di quelli che scacciano insetti invisibili e in apparenza parlano da soli, mentre ripetono allo spasimo conversazioni molto importanti del passato. Conversazioni cruciali da rivivere sempre, in mancanza di meglio da fare.
Sarebbe un male o un bene?
Non si può avere una via di mezzo?
Una casa prefabbricata con verandina in legno dove il Casalingo possa pensare al silenzio come idea.Il silenzio in purezza come tale non esiste più,è stato dimostrato da un matematico indiano.
La Baracca sarebbe a poche decine di metri dalla casa principale.Nel prato incolto,una doccia da campeggio, in cemento. Un’altalena fatta con un copertone. Un melo, qualche ulivo.
Il Casalingo tornerebbe a casa a preparare i pasti, a fare i mestieri, a mettere a letto le creature.
A proposito di creature, siccome ci vorrebbe una notte insonne e ispirata per raccontarvi la bianca crudeltà di questo fine settimana, continuo con le mie colpevoli riparazioni.
IL RAGU’ PEI BIMBI

C’è il ragù toscano, quello emiliano, quello dell’appennino, quello siciliano, quello napoletano, più eccezioni variazioni e derivati.
Nel MIO ragù (per bimbi):
Niente fegatelli;
Niente resti del beccaio (carcasse di anatra o piedi di agnello);
Niente “erbette strane”: io faccio un battuto classico al coltello di cipolla, carota e sedano. Ovviamente niente aglio e niente peperoncino. Ah! perfino un ciuffo di pepolino fresco può dare problemi. Aggiungo solo basilico fresco, quando è tempo.
Quando il soffritto è sbiancato ( si usa pochissimo olio e poi si aggiunge dell’acqua) maa non fritto è ora di aggiungere la ciccia.
Ora, mi sono già inimicato abbastanza fricchettoni. Ma sticazzi, se così deve andare!
Per un ottimo ragù non serve carne di prima scelta, non dobbiamo mica fare una tartare. Purchè sia italiano, prendete il macinato che costa meno (circa 500gr.), un po’ di macinato di maiale (300gr.) e 200 grammi di salsicce toscane. Il tutto dovrebbe costarvi sei o sette euro. Ancora meglio, nel caso vi serviate da un macellaio, chiedetegli dei bocconcini di terza scelta.
Del buon grasso, se necessario si può sempre aggiungere.
Quando la ciccia sarà rosolata, aggiungete abbondante vino. Io uso quello che ho in casa, bianco o rosso. Dovendo comprarlo, andate a prenderlo sfuso in enoteca, bianco e secco, e portatevi la boccia: risparmierete ulteriormente. Lasciate il fuoco vivace fino a quando l’alcol non sarà evaporato completamente. Regolate di sale e pepe (senza esagerare) e aggiungete un chilo di pelati (o mezzo chilo di concentrato). Lasciate cuocere tanto, sempre a fuoco tenero. Ma proprio tanto, all’infinito. Il ragù assomiglierà a lava nera solcata da spaccature vagamente rossastre: è pronto.
A congelarlo vi ci vengono quattro vaschette da mezzo litro.
Congelare la lava?
Ghiacciare le notti insonni?
Quando, se non lo sai te lo dico, ti dedico ogni sbornia, ogni abbuffata compulsiva di stracchino, salame, brie, o cioccolato al latte.
Anche a me piace di più il fondente ma la notte richiedo quello al latte.
Ti dedico quello che immagini quando esco a bruciare gasolio.
E ciò che immagini, è tutto ciò che mi resta dei pensieri che mi dedicavi.
E sono per te pure le seghe, sempre più rare, che mi viene da dedicarti.

ragudomenicadaleoni

3 thoughts on “N°11. Il ragù pei bimbi (tempo di lettura: cacca veloce o intervallo pubblicitario)

  1. C’è un tempo per essere conservatori.Uno di questi è la cucina per i bimbi: che sono abitudinari,schifiltosi, etc. Personalmente amo i rafù coi fegatelli e un bel piatto di triglie. tuttavia m tocca rinunciare a tante cose

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