N°9. La posta del Casalingo

Ammetto la mia paura dei postini. Multe, bollette e tasse. Mai una gioia.
Eppure c’è qualcosa che mi attrae.
Reminiscenze di quando la posta consegnava febbricitanti biglietti d’amore.
Conseguenze di insegnamenti massonico-esoterici che ti lasciano lì, sorridente e ipnotizzato, mentre lui, il postino gran maestro, avanza con la cartelletta e la penna.
“‘Na firmetta per cortesia”.
Poi non ricordi nulla, tranne ombre mutevoli e bollenti, e lo sguardo fisso, e il sorriso sempre più grande, in grado di inghiottire il mondo, o te, come minimo. Hai firmato la raccomandata di Equitalia.
Adesso le lettere d’amore arrivano via E-mail. O da un inviato di Maria de Filippi. Per fortuna ho congelato il mio cuore insieme al ragù e al sugo di coda.
Pur tuttavia, qualcosa arriva al casalingo moderno.
Allora festeggiamo i 1000 adepti con la rubrica della posta.
Regole: chi interviene commentando il blog verrà pubblicato con quel nome. Gli altri, che scrivono messaggi privati al profilo Facebook, o mail riservate all’indirizzo casalingomoderno@gmail.com  conserveranno l’anonimato escluse esplicite richieste contrarie.
Tutto chiaro?
Claudia da Milano mi suggerisce con molto garbo, di accorciare i post, aumentandone la frequenza.
>Hai ragione Claudia. Seguendo i tuoi suggerimenti riuscirei a inserirmi nel cazzeggio quotidiano sulla rete, come un’abitudine. E’ così che si diventa un sito di successo. E non ci sarebbe nulla di male.
“Arrivo subito, Fulvia, leggo sta stronzata del Casalingo e andiamo.”
Ci sono due ragioni che mi trattengono dal comportarmi di conseguenza.
Mi piace tenere il punto, se vuoi un po’ snob, di chiedere ai potenziali lettori un piccolo sforzo: superare i tre minuti di permanenza su una pagina web. In secondo luogo; il mio target di riferimento è il mondo della cacca. La mia ambizione è fornire roba da leggere a chi ingaggia quotidiane lotte su una tazza di porcellana. Diamo, e daremo ancora letteratura da cesso per stitici.
Però, Claudia, ti annuncio una transizione che porterà entro breve, a post più brevi e frequenti, continuando a proporre pezzi più lunghi, magari proprio le riflessioni sulla mia educazione sentimentale di casalingo. Indicheremo inoltre, per ogni post, il tempo di lettura.
Il Signor Seguogatti (cazzo ridi, si chiama così) si interroga sul tema scottante dei furti per necessità. Lo citiamo integralmente.
“Prima era più facile, l’antico casalingo poteva dimostrare la propria rockerollitudine rubando un pò di speck al supermercato. Ma era più facile?”
Se ho capito bene Seguogatti si riferisce alle tecniche di spesa affrontate in due post precedenti.
Non ho nulla contro il taccheggio, sopratutto stimolato da una rosetta solitaria bisognosa di imbottitura. Però, se ti beccano e trovi responsabili di sicurezza stronzi, prendi una denuncia penale e un processo per direttissima. Come ben sai, in Italia, i delinquenti sono tutti in galera.
Per il Casalingo Moderno, padre di famiglia in difficoltà economiche, il gioco non vale la candela.
Esistono però delle tecniche, che mi riservo di approfondire in un post dedicato, che consentono di rubare con moderazione e farla franca una volta scoperti.
Maso70 mi accusa di tradire le promesse riguardo alle tecniche di risparmio. E’ vero, preso da futili riflessioni sentimentali, ho acumulato una quantità di ricette pazzesche e ridicolmente a buon mercato. Rischio anche di andare fuori stagione, dato che non mi sembra il caso di pubblicare la ricetta della coda a Giugno. Cercherò di strutturare meglio i consigli di cucina, anche perchè è in previsione una sezione di videoricette:però anche te rilassati, Maso, non siamo mica giallozafferano.
Chiudiamo con Angela, autrice di una letterina tanto garbata da volerla riportare quasi integralmente.
Caro casalingo moderno ti svelo un segreto, io mi sono licenziata volontariamente. L’ho fatto perchè quei maledetti milleeuro al mese stavano rovinando la mia vita, il mio tempo libero, il mio rapporto col cibo e con me stessa. Ora sicuramente facciamo più fatica con un solo stipendio, ma la mia vita è molto migliorata, sono più serena e cerco di fare più cose da me. Vorrei avere una casetta con l’orto in campagna, ma per ora vivo nel centro di Milano e provo a ridimensionare tutto il mio quotidiano a quest nuovi ritmi.
Mi sono avvicinata alla decrescita con il giusto buon senso ed ora sono felice!”
Io non mi sono avvicinato alla descrescita, è lei che si è avvicinata a me. Quello che sto cercando di fare è dire basta alle pressioni sociali e all’etica del lavoro per il lavoro, che in parte è anche dentro ( dentro di me).
La descrescita era molto di moda qualche tempo fa; all’inizio della crisi se non sbaglio, con il nome di
downsizing. Un termine sinistro, dalle connotazioni promiscue, uffici del personale, manuali di autoaiuto, roba così. Radio 24 gli dedicava anche una trasmissione. Erano per lo più storie di fighetti che mollavano il posto da copy a Milano per andare a surfare in Australia. Prima che il crollo dell’economia travolgesse ogni distinguo il downsizing sembrava un modello economico vincente e pionieristico. Fino al venir meno della volontarietà,della cosìdetta decrescita. Io amo il mare, la campagna, odio i surfisti, ma questo non c’entra. La mia sfida è diversa. Innanzitutto, con l’aiuto indispensabile della mia donna, svolgo compiti poco consueti tra i maschi, anche quelli disoccupati. Ho tagliato sì i ponti con un certo tipo di lavoro; un lavoro che è schiavitù fino dalla routine allucinante della sua ricerca. Abbiamo ridotto tantissimo il nostro tenore di vita ma, credimi, se mancasse qualcosa di essenziale ai bimbi mi fionderei a spalare merda. Io, Casalintgo Moderno voglio essere figo, colto, urbano, au courant. Voglio affrontare le psicosi che il mondo mi offre, e il male che vive dentro di me, ogni volta che alzo la voce con i nani.
Tu sei stata coraggiosa.
Ti auguro di raggiungere il tuo luogo da sogno.
Ma abbiamo obbiettivi diversi Angela; tu vuoi decrescere.
Io voglio crescere.

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